(ASCA) - Roma, 22 feb - Dodici criticita' e due proposte.
Sono quelle rilevate dagli ispettori inviati dal ministro
della Salute, Renato Balduzzi, che torna a parlare del caso
della ''signora di 53 anni lasciata in barella per quasi
quattro giorni'' in un'intervista al quotidiano ''La
Repubblica'' evidenziando che si tratta di un esempio ''di
cattiva organizzazione, non di cattivo trattamento''. Gli
ispettori, ricorda, ''hanno contato dodici criticita' e
offerto due proposte: attivare un'area di osservazione breve
intensiva e far crescere il personale medico e
infermieristico''.
In ogni caso Balduzzi spiega che i posti letto dei pronto
soccorso italiani non vanno aumentati: ''Bisogna andare
avanti con i sacrifici e organizzare meglio quello che c'e',
deve funzionare l'intera rete''.
Secondo il Rapporto, consegnato dagli ispettori nel tardo
pomeriggio di ieri al ministro, ''la paziente e' giunta al
Pronto Soccorso, inviata dall'ambulatorio di Neurologia, con
codice giallo, ma dopo circa due ore e' stato modificato in
codice rosso. Sono stati effettuati diversi esami e
controlli. E il contenimento degli arti superiori e' avvenuto
previa richiesta ai familiari, cosi' come le tre trasfusioni,
con il consenso del marito. Il contenimento e' stato
preferito alla sedazione che avrebbe reso impossibile la
valutazione delle condizioni cliniche''.
Gli ispettori hanno tuttavia riscontrato che ''la
nutrizione per via parenterale e' iniziata troppo tardi'',
inoltre, ''dall'esame della cartella clinica non risultano
richieste di posto letto per trasferimento della paziente in
struttura idonea''.
Ma piu', in generale, gli ispettori ministeriali hanno
individuato molti elementi critici al Dea dell'Umberto I:
''L'organizzazione del Pronto Soccorso e dell'unita'
operativa di Medicina d'urgenza appare non adeguata alla
diversa tipologia di pazienti presenti.
Gli spazi per l'assistenza risultano essere insufficienti per
il numero di pazienti presenti con una situazione di
sovraffollamento, in particolare nell'area cosiddetta
'piazzetta'. Qui c'e' un numero eccessivo di pazienti su
barelle, senza distinzioni per eta' e sesso.
Manca nel Pronto Soccorso il controllo informatizzato
sulla disponibilita' di posti letto, nelle strutture del
Policlinico stesso. E non c'e' una figura di coordinamento
che sia in grado di governare i flussi in ingresso ed in
uscita''.
Inoltre, sottolinea il Rapporto, ''non sono stati
consegnati ne' protocolli ne' procedure.
L'attivita' di Medicina d'urgenza adiacente all'area del
Pronto Soccorso, appare poco coordinata ed integrata con
quella del Pronto Soccorso. E Manca un sistema che permetta
di effettuare il monitoraggio 24 ore su 24 della
disponibilita' dei posti letto''. E ancora: ''E' assente una
procedura per la gestione dell'iperafflusso al Pronto
Soccorso, tenuto conto anche che alcune situazioni tendono a
ripetersi. Manca una strategia che preveda il trasferimento
in altre strutture sanitarie. E dalla verifica delle diagnosi
dei pazienti effettuate nelle ultime 24 ore, risultano
numerosi pazienti che non dovevano essere li', cioe' in
condizioni inappropriate per l'accesso al Pronto Soccorso''.
Il Rapporto contiene due proposte: ''Attivare l'area di
osservazione breve intensiva'' e una ''governance aziendale
piu' vicina ai bisogni assistenziali, anche con incremento
del personale medico e infermieristico''.
Il Rapporto infine definisce elemento positivo il fatto che
nel Pronto Soccorso esiste un ambulatorio di Medicina
Generale per 12 ore al giorno, ma rileva che esso dovrebbe
essere maggiormente utilizzato, favorendo la visita dei casi
lievi.
red/map/rob


Al momento non sono disponibili commenti