(ASCA) - Roma, 23 feb - ''Come al solito paga chi ha sempre
fatto il proprio dovere. Di certo non mi piego di fronte a
un'ingiustizia palese. Ho segnalato in ogni modo la
situazione difficile in cui al pronto soccorso dell'Umberto I
si e' costretti a lavorare. Solo due mesi fa ho fatto una
relazione puntuale'' ma ''non ho avuto risposta''. Lo spiega,
intervistato dal quotidiano ''Il Messaggero'', il direttore
del Dipartimento emergenze e accettazione del policlinico
Umberto I, Claudio Modini, sospeso per 90 giorni, dopo il
caso della signora di 53 anni lasciata in barella per quasi
quattro giorni al pronto soccorso.
Insomma, ''nessuno puo' dire che non sapeva''. In ogni
caso, ''se diminuiscono i posti letto difficilmente la
situazione migliora. Basterebbe spostare dal 50 al 60 per
cento la percentuale dei ricoveri destinati alle emergenze
del pronto soccorso per ridurre drasticamente il numero dei
pazienti sulle barelle. Ho segnalato in quella relazione i
tre principali problemi: l'affollamento, l'inappropriatezza
dei ricoveri, il problema della carenza del personale. Avevo
offerto delle soluzioni, come la presa in carico rapida dei
malati piu' gravi o gli spazi per l'osservazione breve
intensiva. Non ho avuto risposta''.
red/map


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