Milano, 16 gen. (Adnkronos Salute) - Camici bianchi di Milano in rivolta contro l'Area C. Il ticket d'ingresso di 5 euro per accedere in auto in centro (entro la cerchia dei Bastioni) è operativo da questa mattina alle 7.30 e già alle 9 i telefoni dell'Ordine dei medici del capoluogo lombardo erano incandescenti: una trentina le chiamate ricevute in un'ora da "medici infuriati", riferisce il presidente dell'organismo professionale, Roberto Carlo Rossi. "Contestano - spiega all'Adnkronos Salute - il peso economico di questa nuova 'congestion charge' che i camici bianchi saranno costretti a pagare anche se entrano in centro per curare pazienti e non per divertimento. E ancora, lamentano le difficoltà burocratiche e segnalano la situazione particolarmente penalizzante in cui si trovano i medici con studi 'al confine', con pazienti distribuiti in entrambe le aree cittadine". All'orizzonte, intanto, si profila una vera fuga dal centro.
"Diversi professionisti, che hanno chiamato l'Ordine dei medici di Milano per lamentarsi o chiedere informazioni - riferisce Rossi - ci hanno detto di essere intenzionati a cambiare indirizzo, ad abbandonare il loro studio in centro, per il quale già pagano affitti 'stellari', per cercarne uno fuori dalla cerchia dei Bastioni. Una situazione che stiamo monitorando".
Rossi non ha dubbi: "Il ticket d'ingresso di 5 euro, così com'è concepito, rischia di trasformarsi in una tassa per la salute. Il medico che deve andare a fare visite nell'Area C è penalizzato. Non si capisce perché il Comune abbia previsto un'esenzione per i dipendenti degli ospedali e non per i liberi professionisti. Penso ai medici di famiglia e ai pediatri di libera scelta che devono entrare in centro per urgenze, visite a domicilio programmate a pazienti che non stanno bene e hanno bisogno del medico di fiducia per questioni importanti come l'impostazione di una terapia". I medici sono agguerriti, pronti a passare alle vie legali se ci fossero i margini: "Come Ordine abbiamo passato il nostro carteggio con il Comune di Milano agli avvocati, per vedere se da un punto di vista legale si può fare qualcosa", spiega Rossi.
"Il problema - sottolinea Rossi - non riguarda solo i medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta, ma anche gli specialisti. Per esempio il cardiologo che deve visitare un paziente in condizioni delicate e moltissime altre situazioni simili. Nessuno capisce perché non si sia pensato a un'esenzione anche per loro. Convenzionati con il Ssn e liberi professionisti, in entrambi i casi si parla di medici che vanno a soccorrere la gente. Anche chi avrebbe diritto al cosiddetto 'canale privilegiato' è in difficoltà: non sono state chiaramente indicate le procedure per l'esenzione, non viene spiegato in pratica come evitare la multa. Deduco che l'unica cosa da fare è aspettare che arrivi a casa e contestarla ex post".
Rossi prova a stimare l'impatto della Area C sulle tasche dei camici bianchi interessati: "Anche se gli accessi al centro fossero concentrati in 3 giorni lavorativi su 5, la spesa sarebbe di 15 euro a settimana e in un anno si arriverebbe a spendere almeno 700 euro, ma questa cifra lievita ovviamente per chi è costretto a entrare nel cuore della metropoli quotidianamente".
In qualità di Ordine dei medici, dice Rossi, "abbiamo chiesto più volte incontri, ma non abbiamo ricevuto risposta". Lo scambio di missive con Palazzo Marino è pubblicato sul sito dell'Omceo provinciale. Nell'ultima lettera dell'Ordine - datata 30 dicembre 2011 - i medici spiegano che era stato richiesto un intervento per "evitare una grave ingiustizia", precisando che "porre un onere a carico del medico (convenzionato o libero professionista) che si muove in soccorso dei cittadini malati" significa appunto "introdurre una vera e propria tassa sulla salute".
La richiesta dell'Ordine era stata quella di "un tavolo tecnico" per "affrontare e risolvere il problema". L'unica risposta ricevuta, sottolinea Rossi, "è stata quella in cui si riportava il testo della delibera", precisando che l'esenzione è prevista solo per i dipendenti di Asl e ospedali e non per i medici che si recano abitualmente in centro per lavoro.
Fra le altre cose, il presidente dell'Ordine segnala anche "le difficoltà per connettersi al sito dell'Area C, che risulta sovraccarico. Temiamo che questo non sarà un problema dei primi giorni di rodaggio. Non solo: molti medici hanno sottolineato che anche se acquisti 50 ingressi non ti vengono caricati subito, ma a blocchi. E si è costretti a monitorare continuamente il proprio 'pacchetto' di ingressi per ricarcarlo al momento giusto. Tutte operazioni che si aggiungono alla normale attività lavorativa, complicando le cose".
Secondo il numero uno dei medici milanesi, il problema va affrontato in fretta: "Rischiamo di vedere il centro spopolarsi sempre di più - avverte Rossi - anche perché diversi colleghi ci hanno detto che stanno già cercando nuove sistemazioni. E non è vero che nel cuore di Milano ci sono solo negozi e uffici o abitazioni di persone facoltose. Conosco tante situazioni drammatiche di anziani che vivono soli in case di proprietà acquistate decenni fa, e non hanno grosse disponibilità economiche. Senza considerare poi le vecchie case di ringhiera abitate da persone non benestanti, e le case popolari. Come medico - conclude Rossi - mi chiedo anche se questa soluzione riesca davvero a diminuire i livelli di inquinamento. Sono perplesso. E poi qualcuno deve spiegare perché debba essere meno inquinato soltanto il centro di Milano, e non le aree fuori dalla famigerata C".


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