(ASCA) - Roma, 23 apr - Prosegue la crescita della spesa
sanitaria in Italia secondo il Rapporto Osservasalute
presentato oggi all'Universita' Cattolica. Pur sottolineando
che la spesa italiana per la sanita' rispetto al PIL e'
inferiore a quelli di altri Paesi come UK, Germania, Francia,
Norvegia e Danimarca ed addirittura degli USA che hanno un
sistema notoriamente privato e che il suo valore e' comunque
allineato alla media dei Paesi dell'OCSE, il Rapporto
conferma le tendenze gia' registrate nelle precedenti
edizioni: un trend costante di crescita in rapporto al PIL,
passando dal 6,07% nel 2002 al 6,87% nel 2008 con un tasso
medio composto annuo del 2,08%. La spesa va da un massimo di
10,46% della Campania a un minimo di 5,24% della Lombardia.
Tutte le regioni presentano una crescita del valore
dell'indicatore dal 2007 al 2008 con la sola eccezione della
Calabria che, in controtendenza, riduce la spesa sul PIL del
3,49%.
Tenendo pero' conto della numerosita' della popolazione
residente in ciascuna regione emerge che le regioni con un
PIL pro capite piu' basso si presentano con una spesa
sanitaria sul PIL superiore e viceversa: il che, sottolinea
il Rapporto, sembra dimostrare che la quantita' di risorse
destinate alla sanita' non rappresenta una quota
proporzionale alle risorse prodotte da ciascun residente in
ciascuna regione, anzi sembra esistere una relazione inversa:
tanto maggiore e' il PIL pro capite tanto minore e' la quota
del PIL destinata alla tutela della salute.
Il Rapporto mostra a livello nazionale un aumento minimo
della spesa pro capite fra 2009 e 2010, da 1.821 a 1.833 euro
(+0,66%); la spesa e' cresciuta del 18,41% dal 2004. Nel 2010
la spesa oscilla da un minimo, registrato in Sicilia di 1.690
euro a un massimo di 2.191 euro a Bolzano.

