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ATTIVITÀ DEGLI AMICI

    Sanita': quasi 1 morte sospetta al mese tra 118 e pronto soccorso

    (ASCA) - Roma, 21 feb - Venticinque morti sospette in tre

    anni, quasi un caso al mese. Sono le denunce di presunte

    criticita' e presunti errori sanitari relativi a 118 e Pronto

    Soccorso all'attenzione della Commissione d'Inchiesta sugli

    errori e i disavanzi sanitari. Il primo caso risale

    all'agosto 2008, l'ultimo al luglio 2011. Tra le denunce

    giunte alla Commissione, 31 tra disservizi, ritardi e

    decessi, anche il presunto ritardo con cui sarebbe giunta

    l'ambulanza che ha soccorso Lamberto Sposini, giornalista

    della Rai, colpito da un'emorragia cerebrale mentre si

    trovava negli studi di via Teulada. Su 31 esposti, quindi non

    casi accertati, otto casi segnalati in Sicilia, 7 in

    Calabria, 5 nel Lazio, e 25 riguardano casi di morte.

    Ecco i casi arrivati alla Commissione guidata da Leoluca

    Orlando che hanno avuto come esito la morte del paziente: l'8

    agosto 2008, a Lamezia Terme, una donna muore dopo un malore,

    il personale di un'ambulanza della PET di Falerna (CZ) cerca

    di rianimarla ma il defibrillatore non funziona. Il 26

    febbraio del 2009, dopo un incidente stradale, a Noto, in

    Sicilia, un uomo muore e, nell'esposto, si denuncia il

    ritardo dell'intervento dell'ambulanza.

    Il 4 maggio del 2009, a Rossano, in Calabria, un uomo

    muore presso l'ospedale e viene individuata la presunta

    responsabilita' di un dirigente medico del 118. Il 20 ottobre

    del 2009 a Reggio Calabria muore un bambino che non viene

    ricoverato in una struttura attrezzata per mancanza di posti

    letto. Sul finire del 2009 a Lamezia Terme una paziente

    ventenne muore per problemi cardiaci: l'ambulanza arriva

    immediatamente sul posto ma l'apparecchio defibrillatore non

    funziona.

    Il 23 dicembre del 2009, in Sicilia, muoiono una madre e

    un neonato: secondo l'esposto sarebbe specchio della

    condizione di criticita' del sistema assistenziale del Seus

    118. Il giorno dopo, a Palermo, un uomo colpito da infarto

    muore durante il trasporto in ambulanza.

    E si arriva al 2010. A Pisa, il 4 gennaio, un uomo muore

    poche ore dopo esser stato dimesso dal Pronto soccorso

    dell'Azienda ospedaliera Universitaria dove era stato portato

    per un dolore toracico acuto. Il 25 aprile, a Cetraro, una

    bambina di cinque anni, di origini cinesi, muore nel reparto

    di Pediatria dell'Ospedale civile dell'Annunziata di Cosenza.

    La piccola era stata gia' portata presso il pronto soccorso

    del presidio ospedaliero di Cetraro con febbre alta e dolori

    di pancia, ma dopo la visita era stata dimessa e rimandata a

    casa. Il 28 maggio del 2010 a Verona muore una

    cinquantaseienne, cardiopatica, diabetica e portatrice di

    pacemaker, che era stata dimessa dal Pronto soccorso

    dell'ospedale Borgo Trento di Verona.

    Il 13 luglio a Rossano, in Calabria, muore una bimba che

    stava per essere trasferita in elisoccorso alla neonatologia

    dell'Annunziata di Cosenza. Il 15 settembre a Pozzilli (Is)

    un uomo muore per infarto dopo che i familiari hanno tentato

    per lungo tempo di contattare senza successo il 118.

    E ancora: il 18 settembre a Castrovillari muore una donna

    presso il Pronto soccorso di Castrovillari, l'ambulanza

    arriva dopo 28 minuti, la paziente e' sottoposta a

    rianimazione ma si chiede il supporto di un altro mezzo per

    la mancanza nel borsone del medico del 118 di tubi

    oro-tracheali.

    Il 21 settembre a Caltanissetta muore un uomo operato per

    un intervento al setto nasale, che entra in coma e deve esser

    trasferito in altro ospedale dove giunge dopo diverse ore.

    Il 29 ottobre a Catania muore un cittadino cingalese di 47

    anni. Secondo l'esposto presentato dai parenti della vittima,

    l'uomo sarebbe stato visitato solo quattro ore dopo il suo

    arrivo al pronto soccorso per un infarto al miocardio.

    Si arriva al 2011 e al 2 gennaio quando muore a Genova una

    bimba di 20 mesi, la piccola era stata portata al pronto

    soccorso in mattinata per vomito e un insolito sanguinamento

    dalla bocca.

    All'ospedale le sue condizioni erano state giudicate non

    preoccupanti. Il 12 gennaio, a Ivrea, muore una cinquantenne

    dimessa la notte prima con una codice verde. Tornata in

    ospedale non puo' essere ricoverata nel reparto di Terapia

    intensiva, che forse avrebbe potuto salvarle la vita, perche'

    chiuso per ristrutturazione.

    Il 21 gennaio a Gorizia vengono segnalati presunti ritardi

    nei soccorsi all'ex cestista Pino Brumatti, deceduto per un

    malore.

    Il 3 febbraio a Cassino muore una donna di 56 che, secondo

    il racconto dei familiari, sarebbe rimasta per ben otto ore

    al pronto soccorso. Il 17 febbraio a Gallipoli muore un uomo

    dopo essere stato visitato al pronto soccorso.

    Il 21 marzo a Pavia muore un bimbo di sette anni che era

    gia' stato visitato al pronto soccorso ma era stato dimesso e

    portato a casa. Il 21 giugno a Bologna muore un uomo per un

    ictus. Secondo le informazioni segnalate l'uomo era giunto al

    pronto soccorso il 4 giugno per vertigini e problemi di

    udito, ma gli era stato assegnato un codice verde.

    Il 15 luglio a Roma muore un uomo di 51 anni giunto al

    Policlinico di Tor Vergata di Roma dopo essere stato

    rifiutato da quattro ospedali tra Subiaco, Tivoli e la

    Capitale.

    Infine, il 14 luglio una donna di 82 anni muore dopo 21

    ore di attesa al pronto soccorso del San Camillo di Roma. La

    paziente secondo quanto riferito dai familiari, arriva il 14

    luglio alle 17 al pronto soccorso e viene stata classificata

    come codice verde. Dopo aver trascorso la notte su una sedia

    a rotelle entra in coma e il 16 luglio, alle 17.45, muore per

    un'emorragia cerebrale.

    map/mpd

     

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