(ASCA-AFP) - Beirut, 16 apr - Oltre 11.100 persone sono state
uccise in 13 mesi di scontri in Siria, cinquantacinque dal
cessate il fuoco sponsorizzato dalle Nazioni Unite quattro
giorni fa. Secondo i dati dell'Osservatotorio siriano per i
diritti umani, il bilancio di 11.117 morti comprende 7.972
civili e 3.145 militari, inclusi circa 600 combattenti
ribelli.
Anche oggi almeno due civili sono rimasti uccisi oggi dal
fuoco dell'esercito siriano nel corso di alcuni scontri
esplosi nella citta' di Hama, malgrado l'arrivo a Damasco
nella serata di ieri dei primi sei dei trenta osservatori
delle Nazioni Unite che hanno il compito di vigilare il
rispetto del cessate il fuoco nel Paese. Violenti
combattimenti tra disertori e soldati fedeli al presidente
Bashar al Assad sono scoppiati stamani anche a Idlib, nel
nordovest della Siria, mentre sono ripresi i bombardamenti ad
Homs, in particolare nei quartieri di Khaldiye e Bayada.
Gli osservatori giunti ieri nella capitale siriana sono
stati dispiegati con indosso i 'caschi blu' e sono guidati da
un colonnello marocchino. Il loro compito e' quello di
controllare il rispetto della tregua aperta il 10 aprile
scorso. Il governo di Damasco ha tuttavia sottolineato a piu'
riprese di ''non poter garantire la loro incolumita''' se la
missione non avverra' con il completo coinvolgimento del
regime.

