(ASCA) - Roma, 18 lug - L'Abruzzo, un esempio su scala
nazionale per aver adottato, in anticipo di tre anni, la
spending review rispetto al governo Monti: una regione che
investe, che ha un futuro, che riduce l'indebitamento, che e'
pronta a ridurre le tasse, che non contrae debiti e taglia la
spesa pubblica. Cosi', dalle stime del ''Rapporto di
previsione territoriale'' dello Svimez spiccano le previsioni
per un PIL che tornera' ad essere positivo nel 2013 (+0,5%).
Una previsione di crescita per il prossimo anno superiore a
tutte le regioni italiane e pari a quella del nord est. La
regione meridionale che dovrebbe mostrare una tenuta relativa
migliore e' proprio l'Abruzzo. E' quanto emerso oggi dalla
conferenza stampa che si e' tenuta a Montecitorio, a Roma,
con il presidente della regione Abruzzo, Gianni Chiodi e il
presidente della Svimez Adriano Giannola. I dati positivi del
Rapporto Svimez premiano la programmazione del Governo
regionale in tema di riduzione del debito pubblico. Secondo
le previsioni della Svimez il Pil della Regione Abruzzo,
nonostante il clima di recessione economica internazionale,
avra' una crescita (+0,5%) a partire dal prossimo anno, pari
a quella della macro-area nord est e superiore a regioni come
l'Emilia Romagna, il Friuli Venezia Giulia, le Marche, il
Piemonte e la Toscana. ''Le misure programmate per la
crescita e lo sviluppo del territorio abruzzese si stanno
rivelando positive e realistiche - ha commentato Chiodi - Ora
pero', e' necessario avviare la seconda fase: rendere
competitiva la nostra regione rispetto agli altri mercati. Lo
scopo deve essere attirare investimenti sul territorio e
rilanciare l'occupazione. Da un lato questi dati dimostrano
il lavoro virtuoso portato avanti fin qui e quindi si tratta
di una indicazione di prospettiva che premia notevolmente i
nostri sforzi. Dall'altro sono un segnale incoraggiante verso
una ripresa economica sociale''. Dall'analisi Svimez risulta
che l'impatto manovre correttive 2010/2011 di finanza
pubblica e' piu' forte nel Mezzogiorno che al centro nord. In
un generale contesto di crisi recessiva, le quattro manovre
effettuate nel 2010 e nel 2011 e approvate dal precedente e
dall'attuale Governo hanno un impatto complessivo sul Pil
piu' pesante nel Mezzogiorno rispetto al Centro Nord. Nel
2013 vi dovrebbe essere una modesta espansione di Pil nel
Centro-Nord (0,4%) e una stazionarieta' nel Sud (-0,1%). In
questo contesto e' stato segnalato, nella prima macro-area,
il dato di Lombardia (0,7%) e Veneto (0,6%); nella seconda di
Abruzzo (0,5%), Basilicata (0,3%) e Molise (0,2%). Nel 2013,
oltre al dato positivo di Piemonte e soprattutto della
Lombardia, vi e' anche quello del Veneto (0,6%). L'intero
Mezzogiorno dovrebbero risultare poco meno che stazionario
(-0,1%). In quest'ambito risulta in controtendenza la
variazione congiunturale di Abruzzo (0,5%), con un incremento
piu' elevato di quello dell'intero Centro-Nord. Chiodi ha
ricordato come al momento del suo insediamento il Presidente
della Regione, Gianni Chiodi, ha ereditato la Regione piu'
indebitata d'Italia, con la piu' alta tassazione, la prima ad
essere commissariata. Messa in ginocchio dalla crisi
economica internazionale, dalle vicende giudiziarie e da un
sistema sanitario in crisi, l'Abruzzo ha dovuto sottostare
anche agli effetti di un devastante terremoto. ''Abbiamo
basato, pero', il nostro compito su risanamento e crescita -
ha spiegato il Presidente Chiodi - attraverso riforme
strutturali utilizzando misure di contenimento e di
efficientamento della spesa pubblica regionale in funzione di
un migliore assetto dei servizi da offrire ai cittadini. Si
e' anticipato di tre anni il tema del rispetto rigoroso della
disciplina di bilancio di cui solo da poco tempo si parla a
livello nazionale ed europeo (fiscal compact). L'attivita'
della Regione Abruzzo si e' concentrata, attraverso un'azione
programmatica, in una serie di atti e azioni propedeutiche
alla preparazione e implementazione del nuovo sistema di
sviluppo del territorio che rilanciasse la competitivita' del
nostro settore industriale, rafforzasse la coesione sociale e
fornisse nuovo impulso all'occupazione''.

