(ASCA) - Roma, 30 mag - ''L'ambiente di ascolto e'
fondamentale per capire e mettere a loro agio le vittime. E'
importante coniugare gli studi comportamentali e psicologici
con l'esperienza su strada per cercare di dare sempre la
miglior risposta al cittadino, anche nell'ottica della
percezione''. Con queste parole il Questore di Roma Francesco
Tagliente e' intervenuto ieri in apertura dei lavori del
Seminario di Aggiornamento Professionale per i Funzionari
della Polizia di Stato sul tema ''Il reato di Stalking e i
poteri del Questore''.
All'incontro, che si e' tenuto ieri mattina nell'ambito
dei cicli di aggiornamento riservati ai funzionari della
Questura di Roma, presso la Sala Conferenze di via San
Vitale, ed organizzato dall'Ufficio del personale guidato da
Stefania Strada, hanno partecipato Andrea R. Castaldo,
ordinario di diritto penale presso la facolta' di
Giurisprudenza dell'Universita' di Salerno; Floriana Loggia,
psicologa e psicoterapeuta, CTU presso i Tribunali di Roma e
Tivoli; Eugenio Albamonte, Sostituto Procuratore della
Repubblica presso il Tribunale di Roma; Bruno Iannolo,
magistrato presso la V Sezione Penale del Tribunale di Roma;
Giovanni Neri, Full Professor of Criminology presso la Miami
International University (Usa); Marco Naddeo, docente di
diritto penale della scuola di specializzazione per le
professioni legali presso l'Universita' di Salerno; il dr.
Attilio Nisco ricercatore in diritto e processo penale presso
la facolta' di Giurisprudenza dell'Universita' di Bologna.
Proseguendo nell'intervento, il Questore ha sottolineato
''l'importanza della norma sullo stalking, offrendo agli
addetti ai lavori strumenti specifici per intervenire. Anche
in un'ottica preventiva con la misura dell'ammonimento''.
Il Questore ha poi sottolineato l'importanza di
un'indagine conoscitiva sugli effetti ''rieducativi''
dell'ammonimento, in analogia a quanto gia' fatto per i
Daspo.
In chiusura, prima di lasciare la parola ai relatori, il
Questore ha ringraziato le psicologhe delle Polizia di Stato
in servizio in Questura e il vice Questore aggiunto Letizia
Mandaglio, responsabile della sezione misure di prevenzione
per il sensibile lavoro svolto nella gestione del Progetto
Daspo.

