(ASCA) - Roma, 14 feb - Tiene il settore del turismo italiano
nel 2011 grazie al ritorno degli stranieri che compensano la
flessione degli italiani con 5 milioni in meno rispetto
all'anno precedente. Nove turisti stranieri su 10 indicano
l'Italia come meta del proprio viaggio dei sogni. E, nei
primi 10 mesi del 2011, il 4,1% in piu' del 2010 ha coronato
questo desiderio, raggiungendo il BelPaese. Questo dovrebbe
contribuire a ''rimettere in sesto'' il bilancio annuale
dell'industria della vacanza made in Italy? Si e no, mostrano
le ultime analisi effettuate dall'Osservatorio sul turismo di
Unioncamere, visto che una parte importante del fatturato del
sistema turistico nazionale proviene dai viaggi degli
italiani. E quelli, purtroppo, causa la crisi ma anche un
inverno in cui la neve prima e' stata lungamente attesa e poi
e' giunta sotto forma di bufera, sono diminuiti:
complessivamente, nel 2011, 26,9 milioni di italiani hanno
fatto almeno una vacanza nel corso dell'anno (pari al 53,4%
della popolazione residente), mentre nel 2010 sono stati 32
milioni (il 63,5%). D'altronde, un po' tutti i viaggiatori,
ma in particolar modo gli italiani, lo scorso anno hanno
deciso di utilizzare le proprie risorse con una certa
oculatezza, ''tagliando'' soprattutto sulle spese ''extra''.
Andamento complesso quello del 2011, con il turismo che
tiene in Italia nei primi 5 mesi del 2011, cresce in estate e
cala in autunno fino a dicembre. Il saldo di fine anno,
pero', e' di stabilita' (-0,2% di camere vendute), con una
media del tasso di occupazione delle strutture ricettive pari
al 43,8%, dovuta soprattutto a un lieve incremento del
comparto alberghiero (+1,5%) che compensa la contrazione del
2,3% dell'extralberghiero. Tutte le aree prodotto chiudono in
sostanziale stabilita', con tassi medi di occupazione delle
camere piu' elevati nelle citta' d'arte e nei laghi, meta di
vacanza in sensibile incremento lo scorso anno (+5,4%). A
livello territoriale, il bilancio e' maggiormente positivo
nel Nord-Est (+1,4%), in lieve incremento nel Mezzogiorno
(+0,3%), in contenuta diminuzione nel Nord-Ovest (-0,8%) e in
piu' sensibile contrazione al Centro (-2,2%).
Andamento negativo in questo inizio d'anno. Le
prenotazioni segnano un -6% per febbraio e -6,8% per marzo,
con cali che risultano particolarmente significativi per il
prodotto di punta dell'inverno, ovvero la montagna, dove le
riduzioni sono del -9,6% per febbraio e del -11,4% per marzo.
La speranza, ovviamente, e' che, dopo il blizzard e con le
cime innevate, le nostre montagne si riempiano di viaggiatori
last minute.
L'Italia comunque resta al top tra le destinazioni
richieste ai tour operator mondiali (90,6%), seguita dalla
Francia (53,6%) e dalla Spagna (47,5%). Il nostro Paese,
inoltre, consolida la sua presenza sui mercati piu'
importanti, quello europeo e statunitense. Nel primo caso la
quota dell'Italia sul totale dei viaggi venduti dagli
operatori internazionali si attesa al 29,2%, in linea con
quanto registrato nel 2010; nel secondo caso raggiunge il
50,2%, contro il 47,5% dell'anno precedente. La ripresa del
turismo mondiale, di cui ha beneficiato anche l'Italia nel
2011, dovrebbe protrarsi, sebbene tra mille cautele, anche
nel 2012: complessivamente, il 62% dei tour operator indica
che la domanda di viaggi in Italia sara' stabile ed il 33%
che aumentera', soprattutto quella proveniente dagli Stati
Uniti e dalla Cina, paesi per i quali si stima un incremento
del 20%. Pochi gli operatori che prevedono una diminuzione
(5%).


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