• Bossi jr: "Faccio import-export nella Russia di Putin"
    Notizie
    Adnkronos

    Bossi jr: "Faccio import-export nella Russia di Putin"

    di Francesco Saita   La nuova vita di Renzo Bossi all'ombra del Cremlino: oggi founder e ceo della Resil Srl, azienda attiva in Russia nel campo dell'import-export e dei rapporti internazionali. Una vita di cui il secondogenito di Umberto Bossi, fondatore della Lega, fresco di una condanna a 30 mesi per le spese pazze in Pirellone (dove sedeva da consigliere leghista tra il 2010 e il 2012), non parla volentieri. "Come sapete - dice all'AdnKronos Bossi jr noto come 'il Trota' - dopo aver lasciato la politica mi occupo ormai di agricoltura, nella nostra azienda" del Brenta "produciamo formaggi e salumi". "E non mi occupo più di Lega, anche se di tanto in tanto qualcuno di quelli con cui stavo in Regione lo sento e lo vedo", aggiunge ancora. A quanto risulta all'AdnKronos, però, il rampollo trentenne di Bossi, già al centro della cronaca per la vicenda della laurea 'acquistata' nel 2012 in Albania, è ora di casa nel Paese di Putin, tanto da aver fatto stampare anche la carta stampata dell'azienda in cirillico. "Sì - ammette Renzo Bossi - ho anche questa mia società, mia al 100%. Nata nel 2014, oltre che in Russia è attiva anche in Gran Bretagna e Svizzera". "Noi - spiega - sosteniamo le aziende commercialmente e sviluppiamo per loro import-export". Bossi jr guida la Resil srl, che ha sede a Milano. Azienda che - come si legge nel sito internet - "vuole affiancarsi alle piccole e medie imprese italiane, che vogliono far conoscere ai mercati esteri l'alta qualità del made in Italy". Una start up che si descrive "come una realtà dinamica e snella che, abbinata a un alto livello di professionalità e competenze riguardanti le dinamiche imprenditoriali e finanziarie, guida i propri clienti attraverso le opportunità che i mercati offrono quotidianamente". "Resil - scrivono dal gruppo - sta sviluppando un'ampia rete internazionale di contatti e partnership consolidate da continui scambi interculturali e interdisciplinari in grado di poter fornire nuovi canali commerciali attraverso progetti con una solida base di conoscenze a livello globale". Renzo Bossi divenne il Trota a metà settembre di quasi undici anni fa. A chi, in quel 13 settembre del 2008, alla falde del sacro Po, sul Monviso, al padre Senatur chiedeva se Renzo sarebbe diventato il suo delfino, il leader in camicia verde spiegava che "per ora, è una trota". Augurandosi che piuttosto che la politica avrebbe preferito per il suo ragazzo gli studi: "Mi piacerebbe che facesse Economia e Commercio e diventasse commercialista che è più sicuro".

  • Enzo Iacchetti: "Maddalena? Un amore folle. Poi son diventato suo 'padre'. La sgridavo per cose stupide"
    Notizie
    HuffPost Italia

    Enzo Iacchetti: "Maddalena? Un amore folle. Poi son diventato suo 'padre'. La sgridavo per cose stupide"

    "Avevo 50 anni e lei 21, e stato un amore folle, poi ho capito che ero

  • Tabloid rivela: Brad Pitt e Charlize Theron fanno coppia
    Notizie
    Askanews

    Tabloid rivela: Brad Pitt e Charlize Theron fanno coppia

    A presentare i due l'ex fidanzato di lei, Sean Penn

  • Miracolo a Torino: paziente operato al cuore in pronto soccorso
    Notizie
    notizie.it

    Miracolo a Torino: paziente operato al cuore in pronto soccorso

    Un uomo di 69 anni è stato operato al cuore nel pronto soccorso del Mauriziano di Torino: salvo dopo un arresto cardiaco di 30 minuti.

  • Spagna, una fotografia conferma che il bimbo è caduto nel pozzo
    Notizie
    notizie.it

    Spagna, una fotografia conferma che il bimbo è caduto nel pozzo

    Secondo la Guardia Civil, una fotografia pubblicata da "El Mundo" che ritrae Julen poco prima di cadere conferma la presenza del bimbo nel pozzo.

  • "Conte portaci la fattura", il 'caso Alpa' nel mirino delle Iene
    Notizie
    Adnkronos

    "Conte portaci la fattura", il 'caso Alpa' nel mirino delle Iene

    "Presidente Conte, vuoi essere trasparente al 100 per cento? Allora portaci quella fattura...". E' l''appello' che la Iena Antonino Monteleone rivolge al presidente del Consiglio Giuseppe Conte, circa la fattura emessa per avere difeso insieme con Guido Alpa, nel 2002, l'Autorità della privacy da un ricorso della Rai. Conte e Alpa però negano da mesi di essere stati soci in affari e di avere quindi emesso due fatture separate. Di questa vicenda si occuperà la puntata di stasera delle 'Iene' su Italia 1.  "Ci eravamo lasciati a ottobre con Conte che diceva che c'erano fatture separate, allora - racconta Monteleone all'AdnKronos -, ci siamo rivolti al Garante della privacy chiedendo l'accesso agli atti, ma l'Autorità ci ha risposto a novembre con dieci pagine per motivare il diniego, motivazioni che il nostro avvocato ritiene paradossali. Per questo abbiamo fatto ricorso al Tar. Se si scoprisse che c'è stata una fattura unica, significherebbe che i due erano soci in affari e quindi il concorso da professore ordinario di Conte all'Università di Caserta andrebbe nel cestino perché Alpa era presidente della commissione - aggiunge Monteleone - L'avvocato Alpa alla nostra richiesta si è opposto, ma Conte, che abbiamo incontrato all'inaugurazione dell'Anno Accademico della Sapienza, ci ha detto che sono state emesse fatture separate. Alla nostra richiesta di mostrarci la sua fattura, però, è sembrato vacillare".  "Il premier fa il 'furbo' - aggiunge la Iena - perché dice che la fattura è del 2002, quando invece è stata emessa e pagata nel 2010 e lui deve conservarla per dieci anni. Questa reticenza per noi è sospetta, noi siamo qui e se Conte vuole la fattura può darcela. Sull'altro fronte, quello dell'autorità, il presidente Antonello Soro ci risponde: 'ci vediamo al Tar'. Hanno trasformato la fattura di un avvocato in segreto di Stato. Eppure si tratta di documenti emessi da un ente pubblico. Conte, vuoi essere trasparente al 100%? Allora portaci la fattura. Io sono convinto che il Tar, che si esprimerà a marzo, svelerà tutto, perché se dovesse darci torto, significherebbe stracciare via del tutto la normativa Foia (Freedom of information act del 2016, ndr)", conclude Monteleone.

  • Addio a Boo: è morto “il cane più tenero del mondo”
    Notizie
    notizie.it

    Addio a Boo: è morto “il cane più tenero del mondo”

    Il mondo del web dice addio a Boo, il piccolo Pomerania ribattezzato "il cane più tenero del mondo": aveva 16 milioni di follower.

  • Tradita dal fidanzato, lo umilia vendendo la sua Xbox
    Notizie
    notizie.it

    Tradita dal fidanzato, lo umilia vendendo la sua Xbox

    E' accaduto nel Regno Unito ed è stata la piccola vendetta di Georgia Jackson, 24 anni, incinta. Il fidanzato è rimasto sotto choc.

  • Gloria Guida contro le #MeToo: "Se non fai la gattamorta non ti molestano. Assurdo denunciare dopo anni. Se sei stata zitta finora..."
    Notizie
    HuffPost Italia

    Gloria Guida contro le #MeToo: "Se non fai la gattamorta non ti molestano. Assurdo denunciare dopo anni. Se sei stata zitta finora..."

    Anche quest'anno Gloria Guida si piazzera davanti al televisore, per guardare

  • "L'ho uccisa io". L'ex amante del marito confessa l'omicidio di Stefania, trovata carbonizzata
    Notizie
    HuffPost Italia

    "L'ho uccisa io". L'ex amante del marito confessa l'omicidio di Stefania, trovata carbonizzata

    Chiara Alessandri ha ammesso di aver ucciso Stefania Crotti, ma non di aver

  • Fornero: “Prendo 3500 euro di pensione e ora coltivo l'orto”
    Notizie
    notizie.it

    Fornero: “Prendo 3500 euro di pensione e ora coltivo l'orto”

    Anche Elsa Fornero è in pensione, maturata "oltre" la riforma che prende il suo nome ma assicura che la sua "non è d'oro" perché prende 3.500 euro.

  • Fabio Fazio e i migranti: "Un giorno dovremo rendere conto di questi morti innocenti. Di ciascuno di loro"
    Notizie
    HuffPost Italia

    Fabio Fazio e i migranti: "Un giorno dovremo rendere conto di questi morti innocenti. Di ciascuno di loro"

    Non possiamo piu far finta di non vedere. Di non sapere.

  • Domenica Live, Rosa Perrotta: “Aspetto un bambino da Pietro”
    Notizie
    Style 24

    Domenica Live, Rosa Perrotta: “Aspetto un bambino da Pietro”

    Rosa Perrotta e Pietro Tartaglione, durante l’ultima puntata di Domenica Live hanno annunciato che a luglio o agosto diventeranno genitori.

  • Il principe Filippo di nuovo al volante e senza cintura dopo l'incidente
    Notizie
    HuffPost Italia

    Il principe Filippo di nuovo al volante e senza cintura dopo l'incidente

    Il principe Filippo, 97 anni, e tornato al volante di un'automobile due giorni

  • Biondo contro Heather Parisi: “Sei pessima”
    Notizie
    Style 24

    Biondo contro Heather Parisi: “Sei pessima”

    Biondo è intervenuto in una battaglia social tra Lorella Cuccarini e Hetaher Parisi, ma quest’ultima ha deciso di bloccarlo.

  • "Stiamo congelando", grida disperate dal barcone in avaria
    Notizie
    Adnkronos

    "Stiamo congelando", grida disperate dal barcone in avaria

    Terrore sul barcone in avaria nel Mediterraneo. A bordo ci sarebbero un centinaio di persone, secondo quello che segnala con un tweet Alarm Phone. A bordo ci sarebbe anche un bambino ''privo di conoscenza o morto''. "La situazione è disperata - spiegano - le persone a bordo sono in preda al panico, stiamo cercando di calmarli. Le abbiamo sentite gridare. Uno ci ha detto che presto non sarà più in grado di parlare perché sta congelando".   "Dopo vari giorni di mare agitato i trafficanti di esseri umani hanno riapprofittato di questo weekend di mare calmo per agire nuovamente" si legge in una nota di Palazzo Chigi. "Attualmente è ancora in mare un gommone con un centinaio di persone in acque territoriali libiche, a circa 60 miglia dalla terraferma. Siamo in continuo contatto con la Guardia costiera libica perché effettui questo ulteriore intervento e metta in sicurezza i migranti che sono a bordo".  A cercare di dare un'aiuto ai migranti in difficoltà una nave dell'Ong Sea Watch che, twittano, "si sta dirigendo verso l'emergenza segnalata da @alarm_phone e sul quale nessuna autorità sta intervenendo. Siamo a circa 15 ore di distanza". "Non possiamo coprire da soli il #Mediterraneo, dove le persone vengono lasciate morire", sottolinea Sea Watch su Twitter.  In una serie di messaggi, l'organizzazione Alarm Phone spiega di aver contattato le autorità italiane, maltesi e libiche. L'imbarcazione avrebbe problemi, starebbe imbarcando acqua. "Roma e Malta ci dicono di rivolgerci a Tripoli come autorità responsabile - twittano da Alarm Phone -. Finora, non abbiamo ricevuto alcuna risposta da Tripoli. Non possiamo nemmeno confermare che abbiano ricevuto il nostro messaggio. Abbiamo iniziato a chiamare tutti i numeri telefonici conosciuti, finora senza successo". Alarm Phone cita fonti maltesi secondo le quali la guardia costiera libica starebbe "lavorando su tre eventi Sar" (Search and Rescue), ma non ci sono conferme che una delle operazioni riguardi questa barca.  La prima segnalazione, raccolta da Alarm Phone attorno alle 11, localizzava l'imbarcazione a circa 60 miglia da Misurata e non faceva riferimento alla presenza di problemi. Poco dopo, la situazione ha iniziato a precipitare.  "Altre 100 persone rischiano la vita in mare" twitta Mediterranea lanciando un appello all'esecutivo. "Chiediamo al Governo del nostro Paese (@Palazzo_Chigi) di non impedire l'intervento della @guardiacostiera per salvarle immediatamente. Siete informati di tutto da ore. Non potete dire che non sapevate".

  • Berlusconi: “Meno male che non mi hanno stretto l'uccello”
    Notizie
    notizie.it

    Berlusconi: “Meno male che non mi hanno stretto l'uccello”

    Silvio Berlusconi si lascia andare a battute al bar con gli elettori. L'ex Cavaliere è in Sardegna per sostenere la candidatura di Daniela Noli.

  • Celentano prosegue le prove a Verona, ma è mistero su 'Adrian'
    Notizie
    HuffPost Italia

    Celentano prosegue le prove a Verona, ma è mistero su 'Adrian'

    La parola d'ordine e: mistero. Al teatro Camploy di Verona sono in corso le

  • Allarme da un barcone, la Libia non risponde. SeaWatch: interveniamo
    Notizie
    Askanews

    Allarme da un barcone, la Libia non risponde. SeaWatch: interveniamo

    L'organizzazione è a 15 ore di distanza

  • Julen, scavata più della metà del tunnel parallelo al pozzo dove è caduto il bambino
    Notizie
    HuffPost Italia

    Julen, scavata più della metà del tunnel parallelo al pozzo dove è caduto il bambino

    In Spagna, e stata scavata piu di meta del tunnel parallelo al pozzo dove e

  • Oltre cento morti in mare, Salvini non cede
    Notizie
    Adnkronos

    Oltre cento morti in mare, Salvini non cede

    Solo tre sopravvissuti su oltre centro migranti morti in mare. A bordo del gommone naufragato nel Mediterraneo sulla rotta Libia-Italia, c'erano infatti "120 persone". Questo quanto raccontato all'Oim dai tre superstiti, due sudanesi e un gambiano, ora a Lampedusa, portati lì dalla Marina Militare dopo la tragedia. "Ci hanno raccontato che su quel gommone, partito dalla Libia la notte di giovedì 17, c'erano circa 120 persone. Dopo 10-11 ore di navigazione il gommone ha cominciato a sgonfiarsi e affondare. Le persone sono cadute in mare e sono affogate", dice all'Adnkronos Flavio Di Giacomo, il portavoce Oim in Italia. "I superstiti sono rimasti a galla intorno alle 3 ore, così hanno indicato anche se la percezione del tempo in quelle situazioni è sempre molto vaga", aggiunge Di Giacomo. "A bordo - spiega - c'erano soprattutto migranti dell'Africa occidentale subsahariana. Dieci donne tra cui una ragazza incinta e due bambini di cui uno di soli due mesi".  Ma per il ministro dell'Interno Matteo Salvini nulla cambia, e i porti italiani dovranno restare chiusi. Il 'no' è netto: "Il naufragio di queste ore è la dimostrazione che se riapri i porti, che se permetti che tutti vaghino nel mar Mediterraneo imponendo le loro leggi, alla faccia dei leggi dei singoli Paesi, ritornano i morti. Quindi no, no, no! - ha sottolineato in diretta Facebook -. Cuori aperti per chi scappa davvero dalla guerra ma porti chiusi, per Ong, trafficanti e tutti gli altri".Poi l'attacco frontale alle Ong: "Sarà una coincidenza - si chiede il vicepremier - che da tre giorni c'è una nave di una Ong, proprietà olandese, equipaggio tedesco, che gira davanti alle coste della Libia? Ed è un caso che in questi giorni gli scafisti tornano a far partire barchini, barconi e gommoni mezzi sgonfi che poi affondano e poi si contano i morti e i feriti?", domanda ancora Salvini. "Se lo scafista sa che se mette in mare questi disperati c'è la possibilità che qualcuno possa tornare a fargli guadagnare quattrini - aggiunge il titolare del Viminale - torna a farlo. Più ne partono, più nei muoiono". Concetti ripresi dal leader del Carroccio stamane: "Non sarò mai complice - ha detto - di scafisti e Ong".

  • Riscatto laurea 2019: a chi spetta e come fare domanda
    Notizie
    notizie.it

    Riscatto laurea 2019: a chi spetta e come fare domanda

    Come valorizzare lo studio ai fini pensionistici. Possono avanzare la richiesta di riscatto della laurea i lavoratori non contribuenti durante il periodo dell'università, pensionati e disoccupati.

  • "Membri gladio come partigiani, siano equiparati a militari"
    Notizie
    Adnkronos

    "Membri gladio come partigiani, siano equiparati a militari"

    Gli appartenenti a Gladio, l'organizzazione clandestina nordatlantica 'Stay Behind nata all'indomani della seconda Guerra mondiale per contrastare eventuali piani di invasione militare, "sono senz'altro parificabili ai partigiani che hanno combattuto per la liberazione dell'Italia durante la Resistenza", perché "erano, indistintamente, animati dallo stesso spirito di combattere per la liberazione della Patria, principio che è alla base della nascita della nostra Repubblica". Per questo il loro servizio va equiparato a quello prestato nelle Forze armate.  Lo chiede un disegno di legge presentato al Senato dal capogruppo di Fratelli d'Italia Luca Ciriani, insieme ai colleghi di partito Daniela Santanchè, Antonio Iannone, Patrizio La Pietra e Massimo Ruspandini, rilanciando una proposta già avanzata negli anni scorsi. Un'equiparazione che richiama quella avvenuta per l'appunto a favore del Corpo volontari della libertà, con la legge 21 del marzo 1958.  Il testo prevede anche l'istituzione di un distintivo onorifico composto dall'emblema della Nato con la scritta Stay behind in giallo oro; dal gladio iberico con lama giallo oro, impugnatura avorio, guardia e pomo marrone; dal nastro tricolore verde, bianco e rosso con il motto scritto in nero 'silendo libertatem servo'.  Tale distintivo potrà essere indossato sia dal personale interno ed esterno, già appartenente alla struttura Stay Behind e congedato dalle Forze armate, con le stesse modalità del personale in servizio, se autorizzato a vestire l’uniforme militare; sia dal personale esterno sull’abito civile, in occasione di cerimonie militari e di manifestazioni dell’Associazione.  L'equiparazione del servizio prestato in Gladio sarà comunque a carattere morale e onorifico, visto che non avrà effetti ai fini retributivi, previdenziali e assistenziali. Ad essere interessati saranno 622 cittadini italiani compresi negli elenchi nominativi suddivisi per regione di appartenenza, indicati nella relazione sulla vicenda Gladio presentata alle Camere dal presidente del Consiglio Giulio Andreotti il 26 febbraio 1991.  Infine il disegno di legge prevede che l’Associazione italiana volontari Stay Behind , costituita il 4 febbraio 1994, sia riconosciuta quale associazione combattentistica e d’arma ed iscritta nel relativo elenco tenuto dal ministero della Difesa.  "In questa nuova atmosfera di tolleranza e di maturità civile, che coinvolge l’intera società italiana, è giusto non dimenticare -è scritto nella relazione che accompagna il disegno di legge- sia i coraggiosi e valorosi partigiani italiani della Resistenza sia tutti gli altri italiani che in epoca successiva non hanno esitato un istante ad arruolarsi nelle Forze armate italiane quando lo Stato maggiore della difesa, in previsione di una temuta invasione dell’Italia da parte di eserciti stranieri, ha chiesto la loro disponibilità ad adempiere al preciso obbligo morale sancito dall’articolo 52 della Costituzione", che stabilisce che "la difesa della Patria è sacro dovere del cittadino".  Gli appartenenti a Gladio hanno così deciso di aderire ad "una speciale unità delle Forze armate italiane che li avrebbe adeguatamente istruiti e preparati a svolgere un’attività clandestina di tutela e di difesa di interessi nazionali, un’attività partigiana che sarebbe dovuta entrare in funzione nella sola malaugurata evenienza di un’invasione militare".  Si tratta di cittadini che "hanno deciso di mettere a repentaglio la propria vita per nobili princìpi e hanno gratuitamente e volontariamente sacrificato il loro tempo libero. Per oltre trentacinque anni hanno svolto, in modo silenzioso e senza nulla chiedere, la delicata e rischiosissima funzione di fedeli custodi dei princìpi di libertà e di democrazia di tutti gli italiani".  Per questo "sul piano dei loro meriti, questi nostri concittadini sono senz’altro parificabili ai partigiani che hanno combattuto per la liberazione dell’Italia durante la Resistenza. Erano, indistintamente, animati dallo stesso spirito di combattere per la liberazione della Patria, principio che è alla base della nascita della nostra Repubblica".  Ciriani esprime quindi l'auspicio che il disegno di legge venga approvato "con il consenso più vasto possibile", per riconoscere i meriti di cittadini che "fedelmente, silenziosamente, volontariamente e gratuitamente" hanno adempiuto, "senza godere di alcuna gratificazione al di fuori di quella morale, al riservato ma ufficiale incarico di carattere militare di vegliare sulla conservazione dei diritti di libertà, di pluralismo democratico di tutti gli italiani".  Il generale Paolo Inzerilli, che per dodici anni guidò la struttura Gladio, saluta con favore il disegno di legge presentato al Senato da Fratelli d'Italia. E si dichiara "pronto ad appoggiare l'iniziativa nel modo più completo possibile. Francamente -dice all'Adnkronos- non capisco perché fino ad oggi non sia stato riconosciuto il servizio prestato alla Nazione da questi cittadini, in modo gratuito e volontario, animati esclusivamente dall'amor di Patria e perché tutte le varie proposte di legge presentate, la prima delle quali ad opera di Cossiga, siano state fatte decadere dai vari governi che si sono succeduti". Inzerilli ricorda che questa attività di difesa inizialmente "si sviluppò al confine italo-jugoslavo alla fine della Seconda Guerra mondiale, per contrastare la possibile intenzione della Jugoslavia di spostare i suoi confini al di là dell'Isonzo e mangiarsi parte del Friuli Venezia Giulia". "Poi -aggiunge- è nata l'organizzazione che doveva contrastare eventuali invasioni da parte delle forze del Patto di Varsavia negli anni Cinquanta, Sessanta e Settanta e sottolineo Settanta. Infatti, come comandante del Battaglione Alpini a Tarvisio, al confine tra Italia, Austria e Jugoslavia, nell'estate del '74 ebbi modo di verificare che gli jugoslavi, a 100 metri dai nostri confini, stavano scavando le trincee". "Per dodici anni -conclude Inzerilli- guidando questa organizzazione ho potuto verificare il seguito enorme e la dedizione con cui queste persone hanno servito la Patria e garantito la sicurezza del Paese in tutte le situazioni e francamente non capisco perché ancora tutto questo non sia stato adeguatamente riconosciuto".

  • Dasha, ex Stefano Sala: “Non mi aspettavo una cosa del genere”
    Notizie
    Style 24

    Dasha, ex Stefano Sala: “Non mi aspettavo una cosa del genere”

    Dopo mesi di silenzio, Dasha ha accettato l’invito di Barbara D’Urso a Pomeriggio Cinque e ha parlato della fine della sua relazione con Stefano Sala.

  • Notizie
    Askanews

    Migranti, Gasparri: basta viaggi della morte e basta buonismo

    "Governo italiano non ha attuato espulsioni necessarie"