• Fazio: "Vi consiglio 'Report' di domenica"
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    Fazio: "Vi consiglio 'Report' di domenica"

    "Mi permetto di consigliarvi la puntata di Report di ieri. Incredibile che le domande fatte non abbiano avuto risposta. Incredibile la storia che racconta. Incredibile che non succeda niente di conseguenza. Guardatela, cercatela se non l'avete vista! Sigfrido Ranucci è stato bravissimo. Report è una trasmissione fondamentale, ma la storia di ieri riguarda tutti e si capiscono tante cose". E' quanto afferma in un video via Twitter Fabio Fazio. Il riferimento - anche se il conduttore non cita alcun contenuto della puntata - è ad un'inchiesta andata in onda nella trasmissione della quale si vede un'immagine sullo sfondo del filmato. "Ringrazio Fabio Fazio per la stima. Un apprezzamento che fa particolarmente piacere, fatto da un autore che ha scritto pagine importanti della storia della Rai" ha detto Sigfrido Ranucci, commentando il tweet di Fazio sulla puntata di Report che, tra l'altro, "andrà in replica sabato prossimo e che è visibile su Raiplay".

  • Prostituzione a Napoli, l’opinione dei cittadini sulle sex workers
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    Prostituzione a Napoli, l’opinione dei cittadini sulle sex workers

    Sono oltre 120 mila le donne che, ogni anno, lavorano nel mercato della prostituzione online, soprattutto nel centro delle grandi città.

  • Asteroide potenzialmente pericoloso in arrivo il 25 ottobre 2019
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    Asteroide potenzialmente pericoloso in arrivo il 25 ottobre 2019

    Sarà possibile assistere in diretta al passaggio sul live condiviso da Vitual Telescope Project.

  • Prete invia foto hard nella chat dei cresimandi: la Curia lo allontana
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    Prete invia foto hard nella chat dei cresimandi: la Curia lo allontana

    L'uomo si è scusato dicendo di non essere stato lui ad inviarla e di essersi rivolto alla Polizia postale, ma i genitori non lo credono.

  • Il re ripudia l'amante: "Si atteggia a regina"
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    Il re ripudia l'amante: "Si atteggia a regina"

    La concubina ufficiale del re della Thailandia, Maha Vajiralongkorn, è stata destituita per non aver rispettato il codice di condotta reale.

  • Ragazzo morto durante educazione fisica: le analisi dei defibrillatori
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    Ragazzo morto durante educazione fisica: le analisi dei defibrillatori

    Continuano le indagini per chiarire le cause del decesso di Sukhraj Rathor, il 14enne morto a scuola durante le ore di educazione fisica.

  • Leonor di Spagna incanta tutti con il primo discorso
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    Leonor di Spagna incanta tutti con il primo discorso

    Leonor di Spagna ha debuttato con il suo primo discorso pubblico al Teatro Campoamor di Oviedo per il premio “Principessa delle Asturie”

  • Roma, con una microcamera filmava intimo donne: denunciato
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    Roma, con una microcamera filmava intimo donne: denunciato

    In un centro commerciale

  • Antonella Clerici ieri e oggi: è irriconoscibile
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    Antonella Clerici ieri e oggi: è irriconoscibile

    Antonella Clerici è irriconoscibile: da giovane sfoggiava un caschetto corto e castano.

  • Uomo si suicida sulla tomba della moglie, non aveva retto la scomparsa
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    Uomo si suicida sulla tomba della moglie, non aveva retto la scomparsa

    Un ingegnere 64enne si è tolto la vita sulla tomba della moglie in provincia di Ascoli Piceno. L'uomo non aveva retto la scomparsa della consorte.

  • Chi è Roberta Zacchero: le curiosità sull’alunna de Il Collegio 4
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    Chi è Roberta Zacchero: le curiosità sull’alunna de Il Collegio 4

    Nuova alunna de Il Collegio 4, Roberta Zacchero farà parlare molto di sé per via della sua visione anarchica e rivoluzionaria della vita.

  • Procuratore di Milano: “99.9% dei furti commesso da bianchi”
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    Procuratore di Milano: “99.9% dei furti commesso da bianchi”

    Francesco Greco insiste sulla differenza che c'è tra i numeri reali e la percezione frutto della propaganda politica.

  • Pignoramento conto corrente: più rischi per i dipendenti
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    Pignoramento conto corrente: più rischi per i dipendenti

    I lavoratori sono tutti uguali davanti alla legge, a meno che abbiano debiti. Per quanto incredibile, è proprio così: se sei un dipendente, spiegano in Laleggepertutti.it, ti verrà pignorato molto di più rispetto al tuo collega che ha un lavoro autonomo. È il frutto delle nuove regole sul pignoramento del conto corrente introdotte nel 2015 e che hanno finito per discriminare i titolari di un contratto di lavoro subordinato. Detto in parole più povere, il creditore ha più possibilità di soddisfarsi se il debitore è assunto da un’azienda rispetto all’ipotesi in cui sia una partita Iva. Cerchiamo di capire perché e come mai, una volta individuato il conto corrente da pignorare, il lavoratore autonomo subisce un pignoramento inferiore. Per farlo dobbiamo ricordare come funzionano le regole sul cosiddetto “pignoramento presso terzi”. Quando l’ufficiale giudiziario porta in banca l’atto di pignoramento, l’istituto di credito blocca la somma presente sul conto del debitore nella seguente misura: per intero, se si tratta di un normale conto corrente, solo per la parte che eccede il triplo dell’assegno sociale (ossia da 1.347 euro a salire) se si tratta di un conto di appoggio di uno stipendio da lavoro dipendente. Ad esempio, a fronte di un debito di 7.000 euro, se sul conto di un professionista ci sono 5.000 euro, viene pignorata l’intera giacenza. Viceversa, se sul conto di un lavoratore dipendente ci sono 1200 euro non viene pignorato alcun importo; se invece ci sono 2.000 euro vengono pignorati solo 626 euro (2.000 – 1.374 euro). Fino a qui, quindi, la situazione è più vantaggiosa per chi è un lavoratore subordinato. Ma, dopo poco, le sorti si capovolgono: una volta che il conto corrente è stato pignorato, il dipendente ci perde di più. Ecco perché. Effettuato il pignoramento sul conto del lavoratore autonomo, dopo che il giudice ha autorizzato l’accredito delle somme congelate dalla banca in favore del creditore, detto conto viene liberato e torna nella disponibilità del correntista. Invece, nel caso del lavoratore dipendente, il conto resta soggetto al pignoramento che si estende a tutte le successive mensilità accreditate dal datore di lavoro: in pratica, su tutti i successivi stipendi la banca effettuerà una trattenuta del 20% che verserà, di volta in volta, al creditore finché il debito non sarà estinto (o, se anteriore, finché il dipendente non andrà in pensione o cesserà il lavoro). In questo modo, il pignoramento del conto, solo per il lavoratore dipendente, si estende anche al quinto di tutte le successive buste paga. È chiara, quindi, la discriminazione: nel caso del lavoratore autonomo, il pignoramento si esaurisce in un arco di tempo molto limitato (quello tra la data di notifica del pignoramento e l’udienza in tribunale) e solo le somme che vi affluiscono in questo frangente vengono acquisite dal creditore. Invece, nel caso del lavoratore dipendente, il pignoramento è “a tempo indeterminato” e dura finché resta in vita il rapporto di lavoro.

  • Bossetti scrive a Feltri: "Non sono un mostro"
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    Bossetti scrive a Feltri: "Non sono un mostro"

    "Gentile Direttore Feltri, forse rimarrà sorpreso che io le scriva". Inizia così la lettera che Massimo Bossetti, condannato in via definitiva per l'omicidio di Yara Gambirasio, ha indirizzato al direttore editoriale di 'Libero'. "Ritengo che lei da bergamasco doc sia un uomo di sani principi - scrive Bossetti nella missiva -. Io Direttore, non sono né l'assassino della povera Yara né il mostro che i media e i social hanno dipinto". "Sono un uomo normale, semplice - sottolinea Bossetti - che pensa al lavoro e a non fare mancare nulla alla propria famiglia. Arriva quel maledetto giorno che ha sconvolto la mia vita e quella della mia famiglia e dei miei cari che oggi mi guardano dal cielo e sono convinto che questa vicenda li ha provati moltissimo". "Il trattamento che la giustizia italiana mi ha riservato è stato scorretto e ha calpestato ogni diritto alla difesa - prosegue Bossetti - e mi riferisco anche a quell'ex ministro dell'Interno incapace che gridava la mondo che era stato preso l'assassino di Yara calpestando la Costituzione". "In carcere a Bergamo - scrive ancora l'uomo - la pm e vari responsabili dell'organo penitenziario mi pressavano a confessare in continuazione un delitto proponendomi benefici. Come potevo confessare un delitto che non ho commesso?". "Grido dall'inizio di ripetere la prova del Dna e sono sicuro che Le verrebbe ogni ragionevole dubbio - incalza Bossetti -. Perché è stato commesso UN GRAVE ERRORE GIUDIZIARIO (in maiuscolo nella lettera, ndr). Non sono io il colpevole e il codice di procedura penale lo dice chiaramente all'art 533 C.P.P 1° comma che 'il giudice pronuncia sentenza di condanna se l'imputato risulta colpevole del reato contestatogli al di là di ogni ragionevole dubbio'". "Direttore - conclude Bossetti - La prego di porgermi la Sua mano d'aiuto, non è giusto essere dipinto un mostro, non è giusto che mi abbiano affibbiato un ergastolo, non è giusto che venga commesso un errore giudiziario, per l'incapacità professionale e Confido che Lei possa capire cosa ho e sto provando. Gentile Direttore, La prego di prendere in considerazione la mia richiesta d'aiuto, restando a sua completa disposizione per ulteriori chiarimenti".

  • Acquisto auto, niente più accertamenti fiscali
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    Acquisto auto, niente più accertamenti fiscali

    Una delle cartine di tornasole usate dall’Agenzia delle Entrate per accertare il reddito dei contribuenti è da sempre l’auto. Di lusso o utilitaria, come riportato da Laleggepertutti.it, la macchina di proprietà è considerata "bene di lusso": elemento sufficiente – secondo la nostra amministrazione finanziaria – per dedurre una capacità contributiva in capo all’intestatario. Addirittura, per determinati veicoli, la verifica fiscale è stata considerata “un atto dovuto”: ci riferiamo, ad esempio, alle vetture che scontano il superbollo o a quelle d’epoca. Più in particolare, l’accertamento è scattato tutte le volte in cui il contribuente non è riuscito a dimostrare – con metodi tracciabili – la provenienza del denaro con cui ha acquistato l’auto.  Ora, però, tutto questo sistema di controlli è caduto. In verità, lo è già da un anno, ma in pochi se ne sono resi conto. Attualmente, in caso di acquisto di auto, non ci sono più accertamenti fiscali. La ragione di ciò è molto semplice: la si può intuire leggendo “al contrario” una sentenza che la Cassazione ha pubblicato poche ore fa. La pronuncia ha legittimato un accertamento mediante redditometro per l’acquisto dell’auto di lusso. Ma proprio l’utilizzo di questo importante strumento, in questo momento, è “sospeso”. Vediamo meglio cosa è successo. Addio redditometro Come abbiamo già detto in Più facile evadere: niente controlli fiscali, dal 2016 il vecchio redditometro è stato congelato perché ritenuto poco funzionale e affidabile. A stabilirlo è stato il famoso Decreto dignità adottato a fine 2018 dal Governo “Conte 1”. Da allora, si attendono nuovi decreti attuativi che ne stabiliscano il funzionamento, ma al momento non se ne vede ancora l’ombra: il Governo sembra impegnato a contrastare l’evasione fiscale su altri fronti. Poco prima di Ferragosto 2019, l’Agenzia delle Entrate aveva tentato, con una propria circolare [3], di riesumarne l’utilizzo, spiegando ai propri uffici che lo strumento può ancora essere applicato, ma solo per le dichiarazioni dei redditi presentate fino al 2016, quindi relative all’anno d’imposta 2015 incluso. Acquisti auto: niente più controlli dal 2016 in poi Allo stato attuale, quindi, se un nullatenente si intestasse un’auto o una casa, l’ufficio delle imposte non potrebbe avviare l’accertamento. Non potrebbe cioè ponderare la spesa alla luce dei redditi dichiarati dal contribuente e ritenere che essa sia sproporzionata. Come ha spiegato la Cassazione nella citata sentenza, il redditometro per l’auto di lusso scatta(va) anche quando il contribuente era in grado di dimostrare la provenienza dei soldi per l’acquisto: difatti, non sono da trascurare le spese di gestione della macchina che, annualmente, comportano un grosso esborso.  Questa situazione, chiaramente, non durerà a lungo: come detto, il redditometro è solo sospeso. Quando saranno emessi i nuovi decreti attuativi, esso tornerà ad operare, ma non potrà avere valore retroattivo. Sicché, tutto ciò che avverrà nel frattempo non sarà oggetto di contestazione da parte del Fisco.

  • Vittorio Feltri contro la proposta di togliere voto agli anziani
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    Vittorio Feltri contro la proposta di togliere voto agli anziani

    Vittorio Feltri scrive di essere contro la proposta di Beppe Grillo e critica anche l'amico Giorgio Gori per essere d'accordo con il leader M5S.

  • Chiara Ferragni fa la pole dance, Fedez: “Sembri Brosio”
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    Chiara Ferragni fa la pole dance, Fedez: “Sembri Brosio”

    Chiara Ferragni è andata alla sua prima lezione di pole dance: il video delle sue goffe movenze ha fatto impazzire i fan dalle risate.

  • Milly Carlucci, la casa lussuosa con vista su Roma
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    Milly Carlucci, la casa lussuosa con vista su Roma

    Appartamento dallo stile classico ed elegante, con numerosi oggetti di design. la casa romana di Milly Carlucci è davvero mozzafiato

  • Brexit, Camera approva l’accordo con l’Ue ma non l’iter accelerato
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    Brexit, Camera approva l’accordo con l’Ue ma non l’iter accelerato

    Johnson sperava di poter approvare tutto il pachetto entro tre giorni: ora dovrà invece aspettare la risposta dell'Ue in merito ad un nuovo rinvio.

  • Nicolas Vaporidis: “Le mie ex fidanzate? Bei ricordi, ma che ansia”
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    Nicolas Vaporidis: “Le mie ex fidanzate? Bei ricordi, ma che ansia”

    Nicolas Vaporidis, ospite di Vieni da me, ha vissuto un momento imbarazzante quando la Balivo gli ha mostrato una foto delle ex fidanzate

  • Virginia Raggi contro Salvini: “Dimettiti. Non hai mai lavorato”
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    Virginia Raggi contro Salvini: “Dimettiti. Non hai mai lavorato”

    Ospite su Rai 1, Virginia Raggi ha risposto a Matteo Salvini: "Gli direi di dimettersi lui, ma è solo un chiacchierone: molte parole e pochi fatti"

  • Classifica dei suv più costosi 2019
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    Motori Magazine

    Classifica dei suv più costosi 2019

    I modelli a ruote alte di lusso da non molto si trovano a gareggiare con i suv sportivi. In questa classifica i 5 modelli di suv più costosi del 2019.

  • Scoperto un arsenale da guerra a Vibo Valentia
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    Scoperto un arsenale da guerra a Vibo Valentia

    Una persona arrestata dai carabinieri

  • L'imperatore del Giappone Naruhito è asceso al trono del Crisantemo
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    AGI

    L'imperatore del Giappone Naruhito è asceso al trono del Crisantemo

    L'imperatore del Giappone, Naruhito, è asceso al trono del Crisantemo, con un'elaborata cerimonia durante la quale ha proclamato la sua intronizzazione al Palazzo Imperiale di Tokyo. I rituali sono cominciati in mattinata, sotto la pioggia: l'imperatore - insediatosi il primo maggio scorso dopo l'abdicazione del padre Akihito - accompagnato dall'imperatrice consorte, Masako, ha annunciato agli antenati l'ascensione al trono dai santuari imperiali. Alla cerimonia erano presenti duemila invitati, tra cui dignitari stranieri provenienti da oltre 170 Paesi. L'Italia era rappresentata dalla presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati.La cerimonia del Sokuirei-Seiden-no-gi, l'intronizzazione, è cominciata poco dopo le 13, ora locale, le sei del mattino in Italia, nel silenzio solenne della Sala di Stato. Naruhito è apparso dal Takamikura, il trono del Crisantemo, indossando una veste tradizionale di colore arancione scuro; poco dopo è giunto nella sala il primo ministro, Shinzo Abe, che si è inchinato di fronte all'imperatore."Mi impegno ad agire in linea con la Costituzione e ad adempiere alla mia responsabilità di simbolo dello Stato e dell'unità del popolo del Giappone", ha proclamato l'imperatore, dopo il riconoscimento del ruolo svolto dal suo predecessore, il padre, l'imperatore emerito Akihito."Spero sinceramente che il nostro Paese, attraverso la saggezza e gli incessanti sforzi del nostro popolo, raggiunga ulteriore sviluppo e contribuisca alla pace della comunità internazionale e al benessere e alla prosperità dell'umanità".Naruhito ha poi consegnato il testo al funzionario del cerimoniale e Abe ha letto un messaggio all'imperatore. Tre "banzai" di augurio di lunga vita all'imperatore lanciati dal primo ministro sono stati seguiti da salve di cannone che hanno salutato l'ascesa al trono del nuovo imperatore.Al termine del rituale, i funzionari del cerimoniale hanno chiuso le tende del padiglione imperiale su cui sedeva l'imperatore, e i presenti alla cerimonia, a cominciare dall'imperatrice consorte, Masako, hanno lasciato la sala di Stato del Palazzo Imperiale. Tra gli ospiti stranieri, c'era il principe Carlo d'Inghilterra, assieme a rappresentanti di case reali di diverse parti del mondo. Alla cerimonia seguirà il banchetto imperiale mentre la parata reale è stata posticipata al 10 novembre alla luce del super-tifone Hagibis.

  • Quanta droga si consuma in Italia? E di che tipo?
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    AGI

    Quanta droga si consuma in Italia? E di che tipo?

    Il consumo di droga in Italia è al centro tanto della cronaca nera, con il decesso di Erika Lucchesi, quanto del dibattito politico. Anche dal palco della manifestazione del 19 ottobre a Roma, ad esempio, Matteo Salvini ha parlato della necessità di combattere il fenomeno. Ma cosa dicono i numeri? Quali sono le droghe più consumate? Quanti ne fanno uso? Andiamo a vedere i dettagli. Le droghe più diffuseL'Emcdda (“Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze”, un'agenzia dell'Unione Europea) ha recentemente pubblicato lo European Drug Report 2019, che contiene dati e statistiche sul consumo di stupefacenti nei 28 Paesi Ue, più Norvegia e Turchia.Nella sezione dedicata all'Italia si legge che, in base alle rilevazioni relative al 2017 (l'anno più recente per cui sono disponibili i dati), un terzo della popolazione italiana (età 15-64 anni) ha fatto uso di droga almeno una volta nella sua vita e che un decimo ne ha fatto uso nell'ultimo anno.La droga più consumata è la cannabis, con una persona su dieci che ne ha fatto uso almeno una volta nell'ultimo anno. L'uso di cocaina, oppioidi e spice (cannabinoidi sintetici) è nettamente inferiore.Vediamo ora i dettagli sul consumo in Italia delle singole sostanze stupefacenti. CannabisCome anticipato, in Italia circa un terzo della popolazione (il 32,7 per cento) compresa nella fascia d'età 15-64 anni ha fatto uso di cannabis almeno una volta nella sua vita. Con questo dato l'Italia si piazza quarta, su 30 Stati, dietro a Francia (44,8 per cento), Danimarca (38,4 per cento) e Spagna (35,2 per cento). La media Ue è del 27,4 per cento.Un decimo della popolazione (il 10,2 per cento) di età compresa tra i 15 e i 64 anni ha fatto uso di cannabis almeno una volta nel corso dell'ultimo anno. Questo dato raddoppia nella popolazione di età compresa tra i 15 e i 34 anni (20,9 per cento): il dato è sostanzialmente stabile rispetto a dieci anni fa. Dopo un calo tra il 2008 e il 2011, quando la percentuale era scesa al 15 per cento, questa è progressivamente risalita negli anni successivi.Guardando più nel dettaglio il consumo in base all'età, l'Emcdda riporta una percentuale di persone che hanno assunto cannabis nell'ultimo anno pari al 23,7 per cento nella fascia di età 15-24 anni, al 18,4 per cento nella fascia 25-34 anni, al 9,8 per cento nella fascia 35-44 anni, al 3,5 per cento nella fascia 45-54 anni e all'1,7 per cento nella fascia 55-64 anni. CocainaLa cocaina è stata provata almeno una volta nella vita dal 6,9 per cento della popolazione di 15-64 anni. Con questo dato l'Italia si posiziona quarta su trenta Stati (i 28 Ue più Norvegia e Turchia), dietro a Regno Unito (10,7 per cento), Spagna (10,3 per cento) e Irlanda (7,8 per cento). La media Ue è del 5,4 per cento.Poco più di un centesimo della popolazione (1,2 per cento) ha fatto uso di cocaina nell'ultimo anno. La percentuale tra i giovani adulti (15-34 anni) sale all'1,7 per cento: il trend è in netta discesa rispetto al 2008, quando il dato era del 3 per cento.Se guardiamo alle fasce d'età, il segmento dove il consumo è maggiore è quello 25-34 anni, con il 2,2 per cento, seguito da quello 35-44, con l'1,9 per cento. I più giovani, 15-24 anni, hanno un dato in linea con quello dell'intera popolazione, pari all'1,2 per cento. AmfetamineIn Italia hanno provato le amfetamine almeno una volta nella vita 2,4 persone (sempre di età compresa nella fascia 15-64 anni) su 100. Il nostro Paese arriva così undicesimo su trenta Stati. Guidano la classifica il Regno Unito (9,9 per cento), Danimarca (7 per cento) e Paesi Bassi (5,4 per cento). La media Ue è del 3,7 per cento.L'uso nell'ultimo anno è significativamente più basso: appena una persona su mille (0,1 per cento) ha consumato amfetamine negli ultimi dodici mesi. Tra i giovani la percentuale sale allo 0,3 per cento.In particolare il consumo è “massimo” nella fascia d'età 15-24 anni, con lo 0,4 per cento, e minimo nelle fasce 35-44 e 55-64 anni, dove non viene registrato un consumo statisticamente significativo (0 per cento). MdmaLe persone che hanno fatto uso di Mdma (nota anche come Ecstasy) almeno una volta nella vita in Italia sono 2,7 su 100. Questo è il quindicesimo dato più alto nella classifica. In testa troviamo ancora il Regno Unito (10 per cento), seguito dai Paesi Bassi (9,4 per cento) e dall'Irlanda (9,2 per cento).Il consumo nell'ultimo anno, per la popolazione 15-64 anni, ha coinvolto 4 adulti su mille (0,4 per cento). La percentuale raddoppia (0,8 per cento) tra i giovani adulti (15-34 anni).Sia tra i più giovani (15-24 anni), che nella fascia d'età immediatamente successiva (25-34 anni), la percentuale è dello 0,8 per cento. Cala progressivamente con l'avanzare dell'età: allo 0,3 per cento (35-44 anni), allo 0,1 per cento (45-54 anni) e allo 0 per cento (55-64 anni). EroinaI dati sull'eroina sono aggregati secondo parametri diversi rispetto alle altre droghe. Dal report dell'Emcdda risulta che in Italia (dato 2015) ci siano circa 235 mila consumatori di eroina ad alto rischio: più dello 0,5 per cento della popolazione residente nella fascia di età 15-64 anni.Questo dato ci colloca tra i Paesi Ue con le percentuali più alte, insieme a Regno Unito, Francia, Irlanda, Portogallo, Austria e Lettonia.L'età dei consumatori di eroina, calcolata guardando alla media di chi si rivolge alle strutture di supporto, sembra in costante aumento. Si potrebbe quindi ipotizzare che il numero di “nuovi” consumatori di eroina sia molto basso ma, come avverte il report, i cambi di metodologia nel raccogliere i dati avvenuti negli ultimi anni devono spingere alla cautela nell'analisi dei dati. Quanto si muore di droga?L'Italia è tra i Paesi con il tasso di decessi legati al consumo di droga tra i più bassi in Europa: meno di 10 casi ogni milione di persone.I Paesi dove le percentuali sono più alte sono quelli del Nord Europa, ovvero scandinavi, baltici e britannici (più di 40 morti ogni milione di persone). Nella fascia intermedia (tra le 10 e le 40 vittime ogni milione di abitanti) troviamo - tra gli altri - la Germania e la Spagna.Nel database dell'Unodc, l'Ufficio delle Nazioni Unite per il controllo della droga e la prevenzione del crimine, troviamo maggiori dettagli.I morti di overdose in Italia, in numero assoluto, nel 2017 sono stati 294. Rispetto alla popolazione di riferimento (15-64 anni) si tratta di 7,8 persone per milione. Nel Regno Unito, per fare un confronto, i morti nel 2017 sono stati 3.394, per un tasso di 80,6 decessi per milione di abitanti. In entrambi i Paesi, e in generale nella larga maggioranza degli Stati presi in considerazione, la prima causa di morte per overdose sono gli oppioidi. ConclusioneL'Italia è uno dei Paesi europei dove è maggiore il consumo di cannabis e, in misura ampiamente inferiore, di cocaina.Un terzo della popolazione 15-64 anni ha provato almeno una volta nella vita ad assumere cannabis e sette su cento hanno provato la cocaina.Guardando ai consumi nell'ultimo anno i dati diminuiscono: uno su dieci ha assunto cannabis e uno su cento (circa) ha assunto cocaina. Nella fascia di età dei giovani adulti (15-34 anni) queste percentuali raddoppiano per la cannabis e aumentano quasi del 50 per cento per la cocaina.Per quanto riguarda le droghe sintetiche - anfetamine e mdma in particolare - il consumo in Italia non spicca rispetto al resto d'Europa.È invece alto, relativamente al resto del continente, il consumo di eroina ma nonostante questo il numero e il tasso di morti per overdose in Italia è tra i più bassi d'Europa.Se avete delle frasi o dei discorsi che volete sottoporre al nostro fact-checking, scrivete a dir@agi.it