• Norvegia, nave da crociera in panne con 1300 passeggeri a bordo
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    Norvegia, nave da crociera in panne con 1300 passeggeri a bordo

    Una nave da crociera con a bordo 1300 persone in Norvegia ha i motori in avaria e rischia di affondare. In corso i soccorsi guidati dalla polizia.

  • Vi ricordate Marco Bellavia? Ecco com'è e cosa fa oggi
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    Vi ricordate Marco Bellavia? Ecco com'è e cosa fa oggi

    (KIKA) – MILANO – Chi tra i nati tra gli anni ’70 e gli ’80 non ha trascorso i pomeriggi a guardare Bim Bum Bam, scivolando fino all’ora di cena per Love Me Licia e Arriva Cristina? Per quella generazione, quello di Marco Bellavia è un volto e un nome conosciuto.

  • I ghiacci dell'Everest si sciolgono. E restituiscono cadaveri
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    I ghiacci dell'Everest si sciolgono. E restituiscono cadaveri

    Le temperature sempre più elevate a causa dei cambiamenti climatici stanno facendo sciogliere i ghiacciai dell'Everest. Una delle conseguenze è la restituzione in numero sempre maggiore di corpi senza vita di alpinisti deceduti nell'impresa di scalare il monte più alto del mondo. Secondo stime diffuse, finora 4800 scalatori hanno affrontato la sfida, ma di questi circa 300 sono morti e si trovano tutt'ora sepolti nella neve e nel ghiaccio."Per via del riscaldamento globale gli strati di ghiaccio e i ghiacciai si sciolgono più velocemente. Corpi rimasti sepolti in tutti questi anni stanno ora riaffiorando. Abbiamo già portato giù i cadaveri di alcuni alpinisti morti negli ultimi tempi, ma ora ad essere visibili sono anche quelli di periodi precedenti", ha raccontato alla Bbc Ang Tshering Sherpa, ex presidente della Nepal Mountaineering Association. "Negli ultimi anni braccia e gambe di corpi senza vita sono riapparsi al Campo 1, al Campo 4 e alla Seraccata del Khumbu. Abbiamo notato che il livello del ghiaccio ai campi base sta scendendo ed è per questo che un numero maggiore di corpi viene esposto", hanno testimoniato operatori di una ong attiva nella regione.Il recupero dei corpi degli scalatori deceduti rappresenta una sfida per le autorità governative e le associazioni competenti sia sul versante cinese che su quello nepalese. Si tratta di operazioni complesse: riportare a valle un corpo senza vita ha un costo molto elevato, che varia tra 40 e 80 mila dollari, in base all'altitudine e al punto in cui viene rinvenuto. Ma è anche un'impresa rischiosa, che richiede una missione di almeno otto sherpa, anche in considerazione del fatto che un corpo di 80 chilogrammi ne pesa mediamente 150 quando è ghiacciato.Con l'arrivo della primavera la Cina procederà a una campagna sul versante tibetano per recuperare i corpi di 17 alpinisti morti a quota 7700-8750 metri, oltre a far pulizia dei rifiuti lasciati dalle spedizioni degli ultimi anni. Per questi motivi a gennaio scorso le autorità di Pechino hanno deciso che non verranno rilasciati permessi di scalata per la prossima primavera. Anche i trekking si dovranno fermare al Monastero Rongbuk senza quindi raggiungere il campo base."Se riescono a farlo sul versante tibetano dell'Everest, allora potremmo farlo anche sul nostro. È una questione che deve diventare prioritaria per i due governi e tutti gli operatori del settore", ha sottolineato Dambar Parajuli, presidente dell'Associazione degli operatori delle spedizioni del Nepal (Eoan). I corpi più "antichi" rimasti sull'Everest si trovano lì dagli anni '20 del Novecento, quando ci furono le prime spedizioni per cercare di raggiungere la vetta. La maggior parte, però, risale agli anni '80, quando il monte iniziò a diventare una meta turistica. Corpi di sherpa e alpinisti si trovano ovunque, nei crepacci, sepolti sotto valanghe, visibili lungo i pendii.Uno dei cadaveri più famosi è quello di Tsewang Paljor, alpinista indiano morto a 28 anni nella tempesta del 1996, la cui storia è raccontata nel film "Everest", uscito in Italia nel 2015. Paljor è morto indossando degli scarponi verdi ed e' conosciuto come "Green Boots". Nei periodi in cui c'è poca neve i suoi scarponi verdi sono diventati un punto di riferimento per gli alpinisti che hanno dovuto passare sopra le sue gambe nel loro percorso verso la vetta a 8848 metri."Rimuovere il cadavere di un'alpinista deceduto sul terreno è anche una scelta molto personale. Molti di quanti scalano la montagna vogliono rimanere lì, in caso di morte. Quindi sarebbe irrispettosi spostarli, a meno che i familiari lo richiedano o che debbano essere rimossi dalla pista per consentire il transito", ha fatto notare Alan Arnette, noto scalatore statunitense.

  • Sopravvissuta alla strage al liceo: si suicida per il senso di colpa
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    Sopravvissuta alla strage al liceo: si suicida per il senso di colpa

    Sydney Aiello, 19 anni, era sopravvissuta alla strage nel liceo di Parkland. Nella sparatoria aveva perso la sua migliore amica.

  • Roma, 13enne abusata da un finanziere: almeno 3 episodi di molestie
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    Roma, 13enne abusata da un finanziere: almeno 3 episodi di molestie

    Condannato a 2 anni e 4 mesi Andrea massimi, luogotenente della Guardia di Finanza. L'accusa è quella di molestia sessuale ai danni di una minorenne.

  • Bimbo muore d'influenza e i no vax si scagliano contro la mamma
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    Bimbo muore d'influenza e i no vax si scagliano contro la mamma

    Jill Promoli ha perso il figlio di due anni a causa di un'influenza. Su di lei si è scagliata la rabbia dei no vax: "Tuo figlio non esiste".

  • Belen a Verissimo: “Faccio quello che mi dice il cuore”
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    Belen a Verissimo: “Faccio quello che mi dice il cuore”

    "E' stato Stefano a sbagliare, per questo è tornato": Belen Rodriguez parla per la prima volta del presunto ritorno di fiamma con l'ex marito.

  • Ciao Darwin, Angelina Michelle: chi è madre natura
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    Ciao Darwin, Angelina Michelle: chi è madre natura

    La seconda puntata di Ciao Darwin ci ha presentato una nuova madre natura: la bellissima Angelina Michelle. Cosa sappiamo di lei?

  • Trovate e disinnescate sul bagnasciuga 51 bombe della seconda guerra mondiale
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    Trovate e disinnescate sul bagnasciuga 51 bombe della seconda guerra mondiale

    I palombari della Marina Militare sono intervenuti nelle acque di San Cataldo (Lecce) per neutralizzare 51 ordigni esplosivi risalenti alla seconda guerra mondiale, rinvenuti da un cittadino lungo il bagnasciuga. Dal 13 al 22 marzo, spiega una nota della Marina Militare, i palombari del Gruppo Operativo Subacquei (GOS) del Comando Subacquei ed Incursori della Marina Militare (Comsubin), distaccati presso il Nucleo SDAI (Sminamento Difesa Antimezzi Insidiosi) di Taranto, hanno condotto una delicata operazione, durante la quale sono stati neutralizzati 51 ordigni esplosivi e 54 munizioni."L'intervento d'urgenza del Nucleo SDAI - si legge - è stato richiesto dalla Prefettura di Lecce, a seguito del rinvenimento, in pochi centimetri d'acqua, di alcuni manufatti ricoperti da incrostazioni marine la cui forma ricordava quella di una bomba a mano. Le operazioni di bonifica, iniziate con una ricerca subacquea ad ampio spettro nell'area segnalata, hanno permesso di identificare e rimuovere 32 bombe a mano, 6 bombe da fucile, 3 spolette, 10 proiettili di piccolo calibro e 54 munizioni per armi di reparto, tutti risalenti all'ultimo conflitto".Gli ordigni individuati sono stati trasportati in un' area di sicurezza, individuata dalla locale autorità marittima, dove, seguendo procedure tese a preservare l'ecosistema marino, sono stati distrutti. Al termine dell'operazione, il comandante del Nucleo Sdai di Taranto, il capitano di corvetta Mirko Leonzio, ha dichiarato: "Sulla base della richiesta della Prefettura siamo intervenuti a San Cataldo per verificare quanto segnalato da un cittadino circa la presenza di alcuni oggetti riconducibili a residuati bellici. Grazie a questa tempestiva segnalazione abbiamo avuto la possibilità di rimuovere un totale di 105 manufatti esplosivi che da oltre 70 anni giacevano nel bagnasciuga del litorale di San Cataldo. Voglio ricordare a chiunque dovesse imbattersi in oggetti simili che questi manufatti possono essere molto pericolosi e pertanto non devono essere toccati o manomessi in alcun modo, ma ne va denunciato immediatamente il ritrovamento alla locale Capitaneria di Porto o alla piu' vicina stazione dei Carabinieri, così da consentire l'intervento dei Palombari di Comsubin al fine di rispristinare le condizioni di sicurezza del nostro mare".

  • Jane Alexander in lacrime: “Elia non risponde ai miei messaggi”
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    Jane Alexander in lacrime: “Elia non risponde ai miei messaggi”

    Jane Alexander ha svelato i motivi che ci sono dietro alla rottura con Elia Fongaro, svelando dettagli sconvolgenti.

  • Bologna, ragazzi di 14 e 11 anni precipitati dall'ottavo piano
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    Bologna, ragazzi di 14 e 11 anni precipitati dall'ottavo piano

    Due ragazzi di 14 e 11 anni sono precipitati dall'ottavo piano. Sul posto polizia e 118. La tragedia sotto gli occhi dei vicini

  • Reggio Calabria, grave scontro frontale: morti due 18enni
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    Reggio Calabria, grave scontro frontale: morti due 18enni

    Sulla Jonio-Tirreno, all'altezza di Reggio Calabria, due 18enni hanno perso la vita dopo un grave incidente. Dinamica degli eventi da accertare.

  • Colombia, morta donna 32enne dopo 5 ore di rapporti e droga
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    Colombia, morta donna 32enne dopo 5 ore di rapporti e droga

    Dopo una maratona di cinque ore trascorsa a letto tra rapporti e droga, una donna di 32 anni è morta per arresto cardiocircolatorio.

  • "Cambiamo in fretta o moriremo"
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    "Cambiamo in fretta o moriremo"

    Lo afferma Massimo Bugani, M5S di Bologna evicecapo della segreteria particolare di Luigi Di Maio, in un colloquio con laStampa in cui sottolinea la necessita di "riformare profondamente" il M5S

  • Militanti di Forza nuova insultano Gad Lerner a Prato: "Ebreo"
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    Militanti di Forza nuova insultano Gad Lerner a Prato: "Ebreo"

    In piazza del Mercato nuovo, dove i manifestanti di Forza Nuova hanno tenutoun comizio nei cento anni dei Fasci c'e stato un episodio di intolleranza

  • Menu di pesce per il pranzo tra Conte e Xi
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    Menu di pesce per il pranzo tra Conte e Xi

    Menu a base di pesce per il pranzo a Villa Madama offerto dal premier Giuseppe Conte al leader cinese Xi Jinping, un pranzo che è anche nel segno di Ugo Tognazzi. Il catering è stato affidato a 'Benito al Bosco', ristorante di cucina tipica laziale (specializzato in carne e pesce) a Velletri, con la sala dedicata all'indimenticato attore de 'La Grande Abbuffata', che qui ha trascorso tante sere in compagnia degli amici con le ricette e il vino dei castelli che adorava.  Il menu, apprende l'Adnkronos, è tutto a base di pesce fresco, acquistato personalmente ad Anzio dal titolare Benito Morelli, che nel corso degli anni ha assecondato il palato di molti big da Putin a Karzai, da Abu Mazen a Tony Blair. Come dessert sarà servito uno dei cavalli di battaglia dello chef, le fragoline di bosco con gelato di vaniglia.Le mezze maniche con bottarga e cernia di Anzio preparate da Benito, cuoco in trasferta a palazzo Chigi per un bilaterale Italia-Usa nel giugno 2007, conquistarono George Bush a tavola con l'allora presidente del Consiglio Romano Prodi. Anche il vino, rigorosamente made in Italy, sarà uno dei protagonisti della colazione di lavoro. I commensali, circa 80, pasteggeranno con uno 'Schioppettino' (annata 2014) un Bianco e un Verduzzo di Ronchi di Cialla, mentre per l'aperitivo è stato scelto un prosecco millesimato Aneri. Tutti i vini sono omaggio delle aziende produttrici.

  • Meghan Markle e Priyanka Chopra hanno litigato?
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    Meghan Markle e Priyanka Chopra hanno litigato?

    Il gossip su una presunta lite tra Meghan Markle e Priyanka Chopra continua ad impazzare, ma la modella ha deciso di raccontare tutta la verità

  • Bus dirottato, lʼironia di Donald Trump junior sull'autista senegalese
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    Bus dirottato, lʼironia di Donald Trump junior sull'autista senegalese

    "Perché un Paese non dovrebbe volere più gente perbene come questa?", è l'ironico commento di Donald Trump junior sul caso del bus dirottato

  • “Così io, Benito M., ricordo quella fatidica giornata di 100 anni fa”
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    “Così io, Benito M., ricordo quella fatidica giornata di 100 anni fa”

    “La prima adunata dei fasci di combattimento, strombazzata per settimane dal Popolo d'Italia come un appuntamento fatidico, era stata fissata al Teatro dal Verme, capace di 2000 posti. Ma la vasta platea è stata disdetta”.“Tra la grandezza del deserto e la piccola vergogna, abbiamo preferito la seconda. Abbiamo ripiegato su questa sala riunioni del Circolo dei commercianti e degli industriali. È qui che dovrei parlare”.“Tra quattro pareti tappezzate di un triste verde lago, affacciato sul nulla di una grigia piazzetta parrocchiale… piazza del San Sepolcro”.“Cento persone scarse, tutti uomini che non contano niente. Siamo pochi e siamo morti. Aspettano che io parli ma io non ho nulla da dire”.È il 23 marzo del 1919, cent'anni fa, e la voce e le parole sono quelle di Benito Mussolini per come gliele restituisce lo scrittore Antonio Scurati nel suo romanzo storico “M, il figlio del secolo” uscito per Bompiani lo scorso settembre e oggi candidato al Premio Strega.È anche l'incipit del libro, in cui l'ardimentoso Mussolini appare come un uomo dubbioso, combattuto sulle scelte da operare.Per prima cosa deve subito ripiegare, e rinunciare all'ampiezza della sala per evitare la brutta figura di una scena con numerose sedie vuote. Non se lo può permettere.Eppure “sarà un un'adunata importantissima” recita il comunicato pubblicato dallo stesso giornale il 2 marzo. Non un partito, ma un movimentoL'invito viene replicato anche il giorno 9 e questa volta viene anche motivato l'obiettivo, che è chiaro: “Il 23 marzo sarà creato l'antipartito, sorgeranno i fasci di combattimento contro due pericoli: quello misoneista di destra e quello distruttivo di sinistra”.Due modi diversi ma al tempo stesso speculari di essere contro l'innovazione e la modernizzazione. Luddisti del presente e del futuro.Tuttavia, l'indomani mattina di quel 23 marzo il quotidiano diretto dallo stesso Mussolini, annuncia che l'iniziativa ha riscosso un enorme successo e che le adesioni ai fasci fioccano e crescono a vista d'occhio.In realtà, come rievocano Indro Montanelli e Mario Cervi ne "L'Italia del Novecento" (Rizzoli) e “come risulta da un rapporto della polizia, i convenuti a quella cerimonia di battesimo (…) non furono più di trecento, anche se poi l'onore di avervi partecipato fu rivendicato da parecchie migliaia di persone che in qualche modo riuscirono a farselo riconoscere”.Un primo vezzo di trasformismo. E poi per tutti i vent'anni successivi tutta l'Italia viene costretta a festeggiare solennemente quella ricorrenza. Insomma, a dirla tutta inizialmente la vicenda dei fasci parte come un mezzo fiasco.I fasci però non sono un partito, bensì il tentativo di dare una spinta ad un “movimento” con una chiara impronta antipartito, anche in polemica con il Partito socialista dal quale Mussolini è stato espulso cinque anni prima.Quindi, nelle intenzioni, quello dei Fasci è per lo più uno “stato d'animo” che si prefigge di rompere gli schemi della politica tradizionale per dar vita ad una organizzazione di “ardimentosi” in grado di compiere la rivoluzione che deve portare alla nascita di una “nuova Italia”, per come la intende quel che sarà il futuro Duce del Paese.Ma l'Italia di quel momento è una nazione appena uscita dalla guerra (novembre 1918), vincitrice ma in ginocchio, provata, con milioni di morti sulla coscienza, tanto che chi porta la divisa in quel momento viene considerato un reietto e un complice dello sfacelo del Paese. Viene evitato se non, addirittura, malmenato.Ciò che acutizza il disagio e l'isolamento degli uomini ritornati dal fronte e che la Sinistra del tempo non sa cogliere. Acuendo la frattura tra i Paese e il suo ceto medio.“Perché dovrei parlare a questi uomini?” dice tra sé il Mussolini cui lo scrittore Scurati restituisce la voce nelle sue pagine “stregate” e ieratiche dal forte fascino narrativo.E lo stesso Mussolini si risponde: “È gente che prende la vita d'assalto come un commando. Ho davanti a me solo la trincea, la schiuma dei giorni, l'area dei combattenti, l'arena dei folli, il solco dei campi arati dai colpi di cannone, i facinorosi, gli spostati, i delinquenti, gli oziosi, i genialoidi, i piccolo borghesi (…), lo so, li vedo qui davanti a me, li conosco a memoria: sono gli uomini della guerra”.In quel frangente Benito Mussolini, che il 23 marzo dà vita ai fasci di combattimento, nucleo originario e fondativo del futuro Partito Nazionale Fascista nel novembre del 21, ha dietro a sé due date uguali e al tempo stesso distanti.La prima è il 24 novembre del '17 - con la più grande disfatta militare di tutti i tempi che è stata Caporetto, “un esercito di un milione di soldati distrutto in una settimana”.La seconda il 24 novembre del '14, il giorno della sua cacciata dal Partito socialista con gli operai di cui fino al giorno prima è stato idolo e faro che si combattono a vicenda pur di prenderlo a cazzotti. La sindrome del “piccolo borghese imbestialito”Le elezioni politiche del 16 novembre 1919 sono per il fascismo un vero disastro. “Nella circoscrizione di Milano – ricordano Montanelli e Cervi nel loro libro – su 270 mila voti la lista capeggiata da Mussolini non ne raccolse neanche cinquemila. (…) I socialisti, che avevano riportato un clamoroso successo assicurandosi ben 156 seggi mentre 100 erano andati ai popolari di Don Sturzo, celebrarono i funerali di Mussolini portandone in giro la bara”.Così Mussolini per allargare e rafforzare il proprio seguito apre le porte a chi più ne ha più ne metta, cioè “a tutt'altra estrazione sociale e ideologica: studenti, ex-combattenti delle ultime leve desiderosi di perpetuare ‘l'avventura', scampoli della piccola e media borghesia benpensante e conservatrice che invece vedevano nel fascismo la ‘diga' contro la sovversione, e una crescente falange di spostati in cerca di torbido in cui pescare”, si legge ne L'Italia del Novecento.E nel largo quanto vago “movimento” messo su da Mussolini ognuno può starci e interpretarlo come meglio gli può convenire.Mussolini stesso, complice e anche consapevole. Un ricambio di sangue in parte provocato e in parte accettato. Un'impalcatura che poi si fa regime.Agli inizi del '20, Mussolini dice di poter contare su 88 fasci e 20 iscritti ai suoi ordini. Una forza per lo più modesta, visto anche il tonfo elettorale dell'anno precedente. I Fasci non sono un partito né sembra desiderino diventarlo.Si chiamano “movimento” dove ognuno si muove a modo suo “sotto la spinta propulsiva di qualche ras locale” e sotto una ferrea direzione e centralizzata popolar-populista molto buona per le adunate.La leadership fiuta l'istinto del “piccolo borghese imbestialito” e ne fa leva contro tutto e tutti, in particolare “contro i socialisti, che di ritorno dalle trincee, lo avevano svillaneggiato e aggredito, ma anche contro i capitalisti ‘pescicani' che avevano lucrato alle sue spalle, la Monarchia, la Chiesa, i partiti, la ‘politica' in generale, insomma quello che oggi si chiama l'establishment”. O, se vogliamo, l'élite.Gli italiani vengono di nuovo chiamati alle urbe il 15 maggio 1921. E questa volta Mussolini registra un vistoso successo.

  • Osseynou Sy aggredito nella prima notte a San Vittore
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    Osseynou Sy aggredito nella prima notte a San Vittore

    Osseynou Sy è stato trasferito nel reparto protetti del carcere di San Vittore. Gli altri detenuti hanno cercato di aggredirlo.

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    Maria De Filippi felice: la buona notizia del figlio Gabriele

    Maria De Filippi sorride contenta per la buona notizia ricevuta da suo figlio Gabriele Costanzo: ecco di cosa si tratta

  • Ilary Blasi favorita per condurre uno storico programma su Canale 5
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    Ilary Blasi favorita per condurre uno storico programma su Canale 5

    La conduttrice romana dovrebbe essere al timone, insieme a Teo Mammuccari, di un varietà nato negli anni '90. Possibile la presenza di Totti.

  • In caso di no deal, in Gran Bretagna si fa scorta di carta igienica
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    In caso di no deal, in Gran Bretagna si fa scorta di carta igienica

    Mancano pochi giorni alla data fissata per il divorzio tra Gran Bretagna e Unione Europea e ancora non si sa se Westminster si convincerà a votare l'intesa stretta dalla premier con Bruxelles o se, ed è lo scenario più temuto, si andrà verso un 'no deal', un'uscita senza accordo dalle conseguenze imprevedibili.Nel dubbio, si fanno scorte dei beni di prima necessità che, in mancanza di una disciplina commerciale chiara, potrebbero scarseggiare. Come la carta igienica e i rotoli da cucina. Wepa, la ditta tedesca che è il primo fornitore di tali prodotti in Gran Bretagna, ha quindi iniziato a fare scorte, accumulando nei magazzini britannici 3,5 milioni di rotoli.la compagnia, riporta il Guardian, ha inoltre messo da parte forniture sufficienti per sei settimane dei cilindri di cartone interni ai rotoli, che non potrebbero essere fabbricati nel Regno Unito in quantità sufficiente e vengono importati dall'Europa dell'Est e dalla Scandinavia. Qualora la situazione creatasi con l'eventuale ritorno delle frontiere doganali tardi a risolversi, Wepa ha un piano B: navi cargo che trasportino forniture aggiuntive da Napoli a Swansea, una rotta sostitutiva di quella da Calais a Dover, che è molto più breve ma potrebbe subire un impatto immediato difficile da stimare all'indomani di un 'no deal'.Wepa non è l'unica azienda che si è premunita in caso di 'hard Brexit'. Piani simili sono stati adottati da società provenienti dai settori più disparati, dalla farmaceutica alla componentistica per auto. Ma il bene che sta andando a ruba nei supermercati britannici in questi giorni, come ha comunicato la catena Morrisons, è la carta igienica, le cui vendite sono cresciute del 7% nei mesi scorsi, insieme a quelle di antidolorifici.

  • Milano, tre fermate per furto in ascensore della stazione Centrale
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    Milano, tre fermate per furto in ascensore della stazione Centrale

    Sono due bosniache di 22 e 27 anni e una croata di 26 anni