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    Sara Tommasi incinta del compagno Angelo Guidarelli. Ma la manager annuncia: "Ha interrotto la gravidanza"

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    Gabriel Garko e Gabriele Rossi di nuovo insieme: la foto sui social

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    Amedeo Della Valle in lutto, morti zio e nonno del cestista

    Amedeo Della Valle in lutto per la scomparsa del nonno e dello zio, deceduti a distanza di 12 ore l'uno dall'altro

  • "Scorta solo di mattina, così muoio di pomeriggio"
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    "Scorta solo di mattina, così muoio di pomeriggio"

    "Dobbiamo avere garantita la presenza degli autisti giudiziari per tutto l'arco della giornata. Di pomeriggio c'è una sola macchina per quattro magistrati e sistematicamente vado con la mia macchina personale ed esco alle 21 o alle 22 per tornare a casa". E' la denuncia del giudice Paolo Borsellino, nell'audizione davanti alla Commissione antimafia desecretata (ASCOLTA). Sono oltre 1.600 i documenti per la prima volta riordinati in un unico sito, materiali e atti dal 1963 al 2001 de-secretati che diverranno accessibili a tutti.  "Nonostante la mattina con strombazzamenti il magistrato viene accompagnato in auto, poi il pomeriggio non lo può più fare" dice ancora Borsellino. E davanti al deputato che gli parla di "libertà" di andare con la propria auto replica: "La mia libertà la riacquisto, ma poi sono libero di essere ucciso la sera...". IL COMPUTER - E ancora: "Il computer è finalmente arrivato, purtroppo non sarà operativo se non fra qualche tempo. E' stato messo in un camerino e stiamo aspettando" dice nell'audizione inedita davanti alla Commissione antimafia il giudice Paolo Borsellino. "E' un computer della Honeywell ed è diventato indispensabile perché la mole dei dati contenuti anche in un solo processo è tale che non è più possibile usare i sistemi tradizionali delle rubrichette". I PROBLEMI - In una seduta dalla Commissione nazionale antimafia, prima di essere ucciso, Paolo Borsellino denunciò A Palazzo San Macuto la "gravità dei problemi, soprattutto di natura pratica, che dobbiamo affrontare tutti i giorni", "sottolineando soprattutto che, con il fenomeno della gestione dei processi di mole incredibile, perché un solo processo è composto da centinaia di volumi e riempie intere stanze, è diventato indispensabile l'uso di attrezzature più moderne di queste rubriche e degli appunti". SECONDO AUDIO - Il boss poi pentito Tommaso Buscetta, mentre era latitante, incontrava i capimafia in via Ruggero Settimo a Palermo, strada centralissima del 'salotto' della città, in pieno giorno. A raccontarlo alla Commissione nazionale antimafia prima di essere ucciso era stato Paolo Borsellino: a Marsala, dove il giudice lavorava, non c'era una volante "che potesse assicurare l'intero arco delle 24 ore", raccontava Borsellino. "E siccome ricordavo che Buscetta mi aveva detto che gli era stato presentato il capomafia di Bagheria mentre passeggiava in via Ruggero Settimo e io gli chiesi come faceva a passeggiare e lui mi rispose: "Nel nostro ambiente si sapeva che tra le 14 e 16 c'era la 'smonta' delle volanti e noi latitanti ci facevamo la passeggiata". MARSALA - A Marsala, quando il Procuratore era Paolo Borsellino, mancava una volante; così il magistrato poi ucciso da cosa nostra fece la proposta di dimezzarsi la scorta: "E così facemmo la volante" raccontava lo stesso Borsellino durante l'audizione davanti alla Commissione antimafia. "Io ero molto stanco e volevo andare e dissi di dimezzarmi la scorta e solo così avemmo la volante". RIINA - "Il fratello di Riina Salvatore abita a Mazara del Vallo da circa 20 anni e, per una certa situazione riguardante le forze di Polizia, pur sapendo che si recava ogni settimana a Corleone, non era mai stato fatto un pedinamento". Lo racconta il giudice nell'audizione in Antimafia del 12 maggio 1987. Marsala "sospetto, con la mia esperienza e con quello che posso capire, sia una specie di santuario delle organizzazioni criminali mafiose di Palermo". OLTRE 100 MILA PROCESSI - Il mio ufficio "rimanendo identico sia nei magistrati che nei funzionari che nella cancelleria visto che non è arrivata una sola persona in più, ufficio che si occupava di un flusso annuale di 4mila processi, ha visto ora aumentare tale flusso a 30mila processi l'anno ai quali si sono aggiunti i 60mila processi che gli sono stati scaricati dalle preture del circondario in quanto, non essendo stati incardinati con il vecchio rito, sono stati assegnati alla procura della Repubblica affinché li tratti con il nuovo rito. Attualmente nel mio ufficio giacciono circa 100mila processi". Lo afferma Paolo Borsellino sentito in commissione parlamentare Antimafia a Trapani nell'89, dove parlava anche dell'impatto del nuovo codice di procedura penale sulle condizioni strutturali degli uffici giudiziari impegnati sul versante della lotta alla criminalità organizzata. Nell'audio, reso accessibile dalla Commissione Antimafia, Borsellino sottolinea: "Io comunque non mi arrendo", spiegava Borsellino dicendo di aver detto all'allora ministro Vassalli "che non alzerò le braccia. Certo bisognerà vedere quale sarà la resistenza fisica mia e dei miei colleghi". STELLA D'ORIENTE - "A Mazzara del Vallo operò per un certo periodo una società dal nome tipicamente massonico, la società "Stella d'Oriente", il cui factotum era Pino Mandalari, certamente massone, amministratore dei beni di Riina, Provenzano, Bagarella... dei Corleonesi". Racconta così Borsellino e a Violante che gli chiede se ci fossero magistrati nella loggia, Borsellino rispende: "Non credo: quello che ho sentito è che qualche magistrato frequentasse il circolo, non però che fosse aderente alla loggia". POLITICA /MAFIA - "Con riferimento al mio circondario devo dire che provvedimenti giudiziari, e io devo attenermi a precedimenti giudiziari perché sono giudice e non sociologo, che denotino queste commistioni, connivenze e contiguità tra mafia e politica non vanno oltre qualche indizio di reato che recentemente ha anche toccato dei consiglieri comunali con i provvedimenti che ho emesso nel marzo di quest'anno" dice Borsellino. "Dovunque abbiamo indagato, al di sopra della cupola mafiosa, non abbiamo mai trovato niente - sottolinea ancora - Da tante indagini viene fuori invece la contiguità e i reciproci favori, e senza andare lontano basti vedere il caso Ciancimino e il caso Salvo, e tutto ciò di cui parla uno degli ultimi pentiti, il Marsala, in riferimento all'attività delle organizzazioni mafiose a livello elettorale che permetteva quantomeno di rendere favori elettorali, probabilmente con la speranza di averli resi in altro modo". LE MINACCE - "Non sono uso fare dichiarazioni sui processi in corso, semmai le faccio dopo. Anzi, al riguardo, vorrei dire che sono stato, insieme ai miei sostituti e collaboratori gravemente minacciato mentre si stavano svolgendo le indagini sul processo per Pantelleria". Il giudice in una delle audizioni in Antimafia desecretate oggi, in cui poi racconta: E' arrivata una lettera contenente un proiettile che diceva che altri due erano per il maresciallo Canali, altri tre per il mio sostituto Di Gloria e altri cinque per il sottoscritto e i suoi cari: pertanto la persona che scriveva era perfettamente a conoscenza della composizione dei nuclei familiari mio, del maresciallo e del sostituto". COMMISSIONE - Gli audio pubblicati on line sono stati desecretati, insieme ad atti e documenti dei lavori della stessa Commissione Antimafia, che ha deciso all'unanimità di desecretare tutto il materiale. Il presidente Nicola Morra ha illustrato il nuovo sito istituzionale che, anche grazie a un motore di ricerca, permetterà a chiunque di consultare i documenti. "Questo è un segnale di ulteriore democratizzazione del Paese" ha detto. "La desecretazione è accompagnata ad un'opera ancor più rilevante di digitalizzazione dei materiali che erano solo su cartaceo e di pubblicazione di documenti, ora pienamente fruibili" ha aggiunto, sottolineando che si tratta di un lavoro importante per "tutti coloro che tengono alla giustizia".

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    Alessia Marcuzzi continua la sua battaglia contro gli haters: nelle ultime ore ha modificato in modo “esagerato” alcuni scatti, presi poi di mira

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    Incidente sul set per Costantino della Gherardesca, ma il conduttore non si arrende: continueranno le riprese di Pechino Express.

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  • "L'uomo non è mai stato sulla luna". Storia di un negazionismo duro a morire
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    "L'uomo non è mai stato sulla luna". Storia di un negazionismo duro a morire

    La teoria del complotto lunare ha una data precisa di inizio: 3 giugno 1976. Quel giorno uscì negli Stati Uniti un libro scritto dall'americano Bill Kaysing e dal titolo inequivocabile: We Never Went to the Moon, "Non siamo mai andati sulla Luna". Kaysing era un laureato in inglese finito a lavorare in un'azienda produttrice di motori a razzo.Nonostante avesse lavorato solo come supervisore nella stesura dei manuali tecnici, Kaysing si considerava un grande esperto al punto da convincersi che la tecnologia, negli anni Sessanta, non poteva essere in grado di mandare un equipaggio così lontano. Inoltre era convinto che la Nasa fosse stata in cattive acque per permettersi una missione così costosa. Dunque, secondo l'autore, gl americani si erano inventati tutto e avevano affidato la regia a Stanley Kubrick, diventato famoso un anno prima con "2001 Odissea nello Spazio". Il regista avrebbe accettato, secondo Kaysing, perché sotto minaccia di rendere pubblico il coinvolgimento del fratello Raul con il Partito comunista ai tempi di guerra fredda. Il fatto che Kubrick non avesse mai avuto un fratello, era un dettaglio insignificante.Secondo i complottisti, la missione Apollo 11 venne "inventata" per togliere il primato dello spazio all'Unione Sovietica, secondo altri doveva servire a distrarre dal fallimento della guerra in Vietnam. Per altri ancora, la messinscena fu necessaria per non perdere i 30 miliardi di dollari di fondi a rischio tagli. C'e' un filone negazionista anche italiano: con il film American Moon il regista Massimo Mazzucco ha voluto spiegare come la missione sulla luna sia stata infarcita di trucchi e menzogne, dalle interviste alle foto realizzate su un set fino ad arrivare al mistero della scomparsa dei nastri contenenti i dati di volo.Il fatto che, dopo Apollo 11, gli americani andarono altre cinque volte sulla Luna, non basta a smontare l'idea di complotto. Ad alimentare l'ipotesi negazionista, negli anni Settanta, arrivò anche un film, Capricorn One, del '78, del regista Peter Hyams: è la storia di una missione su Marte annullata per la mancanza di fondi, che la Nasa decide di portare avanti lo stesso, inscenando tutto. L'idea del set non era una novità: era già apparsa, sette anni prima, in un film di James Bond, "Una cascata di diamanti", quando l'agente segreto più famoso della storia del cinema si ritrova nel mezzo di un set con astronauti che si muovono piano come fossero davvero sulla luna.Negli ultimi anni, insieme alla narrazione negazionista, è cresciuta una nuova scuola di pensiero: quella semi-negazionista, secondo cui la missione ci fu, ma venne raccontata in modo artificioso per non svelare ai sovietici troppe informazioni. È la teoria sostenuta dal fotografo francese, Philippe Lheureux, autore del libro Lumie'res sur la Lune, secondo cui le foto vennero scattate su un set per nascondere ai sovietici i dettagli dell'operazione.Per tutti restano le parole definitive di Umberto Eco, secondo il quale se la missione fosse stata una grande finzione, gli unici ad avere interesse nello sbugiardare gli americani sarebbero stati i sovietici. "Se i russi sono stati zitti significa che lo sbarco sulla Luna era vero. Fine del dibattito".

  • App che invecchia le foto: come funziona FaceApp
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    L'app che invecchia le foto sta spopolando tra gli utenti social, scopri come funziona e come partecipare alla FaceAppChallenge

  • Pamela Perricciolo denuncia 36 persone: ecco di chi si tratta
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    Pamela Perricciolo denuncia 36 persone: ecco di chi si tratta

    Sarebbero addirittura 36 le persone denunciate da Pamela Perricciolo in merito al caso Prati che l'ha vista coinvolta in presa diretta

  • Florida, contrae batterio carnivoro in spiaggia: muore dopo 2 giorni
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    Florida, contrae batterio carnivoro in spiaggia: muore dopo 2 giorni

    Un uomo è morto nel giro di 48 ore dopo aver contratto un batterio mangia-carne in spiaggia in Florida.

  • Muore folgorato a Varese: scarica elettrica da 15 mila volt
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    Muore folgorato a Varese: scarica elettrica da 15 mila volt

    L'uomo credeva che l'elettricità non fosse più in funzione, ma toccando un cavo ha ricevuto la scarica fatale.

  • Aldo Palmeri e Alessia Cammarota: la foto osè piace ai fan
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    Aldo Palmeri e Alessia Cammarota: la foto osè piace ai fan

    Aldo Palmeri e Alessia Cammarota in uno dei loro ultimi post Instagram hanno regalato ai fan uno scatto osè che è stato apprezzato

  • Venezia, indigente trova 12mila euro e li restituisce al proprietario
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    Venezia, indigente trova 12mila euro e li restituisce al proprietario

    Venezia, un indigente trova per strada un marsupio con 12mila euro e li restituisce al legittimo proprietario felice di ricompensarlo.

  • Che fine hanno fatto le rocce lunari delle missioni Apollo
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    Che fine hanno fatto le rocce lunari delle missioni Apollo

    Il presidente Usa, Richard Nixon, donò i frammenti di una roccia riportata sulla Terra dagli astronauti dell'Apollo 11 e 17 (la prima e l'ultima missione lunare) a 135 Capi di Stato stranieri e a 50 Stati americani, come segno della buona volontà statunitense: erano le cosiddette pietre lunari dell'amicizia. Alcune delle rocce lunari sono conservati in musei ed istituzioni scientifiche, di tante altre la Nasa ha perso le tracce: scomparse, rubate o distrutte dal tempo.C'è una lista delle storie di alcuni dei campioni persi e di quelli persi e ritrovati. L'elenco è frutto della ricerca fatta da Joseph Gutheinz Jr \- un agente speciale della Nasa in pensione, conosciuto come Moon Rock Hunter (cercatore di roccia lunare) che dal 1998 è sulle tracce delle pietre perdute - dai suoi studenti e dal CollectSpace, un sito specializzato nella storia dello Spazio.- AFGHANISTANA causa della guerra sono andati perduti sia i campioni raccolti dall'Apollo 11 che dall'Apollo 17, che erano stati donati a Kabul. CIPROUna delle rocce lunari destinate a Cipro non è mai stata consegnata, in seguito all'invasione turca dell'isola nel luglio 1974 e all'assassinio dell'ambasciatore Usa, il mese seguente. È stata data alla Nasa alcuni anni più tardi dal figlio di un diplomatico americano, ma non è mai stata ceduta a Cipro. HONDURASLa roccia lunare dell'Apollo 17 destinata all'Honduras è stata ritrovata da Gutheinz e da Bob Cregger, un agente del servizio postale americano, nel 1988 in un'operazione sotto copertura chiamata 'Operazione eclisse lunare'. Era stata venduta a un uomo d'affari della Florida, Alan Rosen, per 50 mila dollari da un colonnello dell'esercito honduregno. Rosen cercò di vendere la roccia a Gutheinz per 5 milioni di dollari, ma la pietra è stata confiscata e infine restituita all'Honduras. IRLANDA La roccia irlandese dell'Apollo 11 era esposta all'Osservatorio Dunsink di Dublino, distrutto da un incendio nel 1977. Le macerie del rogo, compresa la pietra lunare,sono finite nella discarica di Finglas. LIBIALe rocce raccolte dall'Apollo 11 e dall'Apollo 17 e donate al leader libico, Muammar Gheddafi, sono scomparse. MALTAIl campione lunare dell'Apollo 17 destinato a Malta è stato trafugato da un museo, nel maggio 2004 e non è stato ancora ritrovato. NICARAGUALa roccia lunare raccolta dall'Apollo 17 e donata al Nicaragua è stata, presumibilmente, venduta a qualcuno in Medio Oriente per 5-10 milioni di dollari. La pietra dell'Apollo 11, invece, è finita nelle mani di Bob Stupak, proprietario di casino a Las Vegas, che l'aveva esposta per un po' al suo Moon Rock Cafe; una volta deceduto, nel 2009, i suoi eredi l'hanno restituita alla Nasa. ROMANIA Il frammento di roccia lunare dalla missione Apollo 11 è in mostra al museo di Bucarest, ma quello dalla missione Apollo 17 si ritiene sia stato venduto dagli eredi del dittatore Nicolae Ceausescu, giustiziato con la moglie Elena, il giorno di Natale del 1989. SPAGNALa pietra lunare raccolta dall'Apollo 17 è esposta al Museo navale di Madrid dopo essere stata donata dalla famiglia dell'ammiraglio Luis Carrero Blanco, assassinato dal gruppo di separatisti baschi, l'Eta, nel 1973. Il frammento della missione Apollo 11, invece, è andato perduto: si ritiene sia nelle mani della famiglia dell'ex dittatore Francisco Franco.

  • "Pacciani non era il mostro di Firenze". L'ipotesi della procura di Firenze
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    "Pacciani non era il mostro di Firenze". L'ipotesi della procura di Firenze

    Un'ipotesi clamorosa che riaprirebbe uno dei casi piu controversi dellacronaca nera italiana: la prova regina contro Pietro Pacciani sarebbe stataartefatta

  • Chi è James Middleton, curiosità sul fratello di Kate e Pippa
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    Chi è James Middleton, curiosità sul fratello di Kate e Pippa

    Il fratello minore di Kate ha sempre vissuto una vita fuori dai riflettori ma ultimamente si sta facendo conoscere per il successo delle sue imprese.

  • Una vecchia frase di Boris Johnson sull'Islam ha causato un putiferio
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    Una vecchia frase di Boris Johnson sull'Islam ha causato un putiferio

    Nuova bufera su Boris Johnson, l'ex sindaco di Londra, non nuovo a uscite che fanno discutere: super-favorito alla successione della premier britannica Theresa May, BoJo è convinto che l'Islam abbia di fatto frenato lo sviluppo del mondo musulmano, lasciandolo indietro di secoli rispetto all'Occidente. Ne era convinto almeno nel 2007, quando scrisse un'appendice a un saggio del 2006 sull'Impero romano, nella quale metteva per iscritto queste idee: allora, BoJo, puntò il dito contro la religione islamica, considerata un inibitore del progresso."Ci deve essere qualcosa riguardo all'Islam che di fatto aiuta a spiegare perché non ci sia stata la crescita di una borghesia, nessun capitalismo liberale e quindi nessuna diffusione della democrazia nel mondo musulmano", si legge nello scritto, riesumato dal Guardian nelle ore in cui si infiamma la 'corsa' per il dopo-May (il duello con l'attuale ministro degli Esteri, Jeremy Hunt, è alle battute finali e il vincitore dovrebbe essere reso noto martedi' 23)."Qualcosa li ha costretti a restare letteralmente indietro di secoli", scriveva Johnson, evidenziando "un fatale conservatorismo religioso" che ha inibito lo sviluppo dell'area. "È straordinario pensare che sotto l'impero romano/bizantino, la città di Costantinopoli abbiamo mantenuto accesa la candela della conoscenza per mille anni, e che sotto il dominio ottomano non si vide a Istanbul la prima stampa fino alla metà del XIX secolo secolo. Qualcosa li ha trattenuti letteralmente indietro di secoli".Le frasi hanno suscitato la reazione del Consiglio Musulmano del Regno Unito (Mcb) che ha chiesto se il favorito per Downing Street ritenga tuttora che "l'Islam blocchi intrinsecamente la via del progresso e della liberta'". "Noi ovviamente siamo dell'opinione che l'Islam abbia un ruolo da giocare per raggiungere progresso e prosperità, che sia nel mondo musulmano o a casa nostra in Occidente", ha aggiunto l'organismo islamico.

  • Daniele Dal Moro, incidente in moto: “Ho rischiato la vita”
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    Daniele Dal Moro, incidente in moto: “Ho rischiato la vita”

    Paura per l'ex concorrente del Grande Fratello, coinvolto in un incidente in moto: "Ho rischiato di rimetterci le penne".

  • Uomo muore carbonizzato in un incendio in appartamento a Roma
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    Uomo muore carbonizzato in un incendio in appartamento a Roma

    L'edificio al Tufello, i Vigili del fuoco hanno spento le fiamme

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    Audi A4 Avant, ode al comfort formato media

    Con la station media alla scoperta di come vuole tenere testa alla concorrenza, tra tecnologia ed elettrificazione

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    Mercedes-AMG CLA 45 Shooting Brake, più spazio alla potenza

    Il 2.0 da 387 o 421 CV arriva anche nel cofano della CLA wagon, più pratica delle A 45 e CLA 45 senza perdere nemmeno un pizzico di sportività