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    La professoressa di Matteo Salvini: “Da studente era più disciplinato”

    Tirata in ballo in occasione del duello televisivo con Matteo Renzi, ecco quanto dichiarato dalla professoressa di Matteo Salvini

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    Obbliga il fidanzato a rapporti orali: arrestata 44enne

    La donna, 44 anni, della Contea di Boone, nello Stato del Missouri, avrebbe picchiato il compagno in diverse occasioni con pugni e cinture.

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    Le telecamere di sorveglianza hanno ripreso il momento in cui un'auto ha investito quattro bambini

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    Rapporti con gli amici del figlio 14enne dopo averli drogati

    La donna avrebbe organizzato diverse feste nella sua abitazione in cui erano sempre presenti dei giovanissimi.

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    Morta donna strangolata dal marito a Rovigo, in coma dall’8 ottobre

    Dopo nove giorni di coma farmacologico è morta Giulia Lazzari, la donna strangolata dal marito lo scorso 8 ottobre al culmine di una violenta lite.

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    Doppia tragedia, due uomini perdono la vita schiacciati da un albero

    Una doppia terribile tragedia si è consumata in località distanziate da qualche km: due uomini sono stati colpiti mortalmente da un albero.

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    Efe Bal su Erdogan: “Lo adoro! Per lui potrei tagliarmelo…”

    La trans di origini turche Efe Bal ha voluto dire la sua in merito a Erdogan: le sue dichiarazioni sono molto provocatorie.

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    Incidente in moto a Vilnius: si filma mentre si scontra con auto a 280 km/h

    Il motocliclista ha ripreso con una telecamera sul casco la scena dello scontro contro un'auto nei pressi della capitale lituana.

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    Arrestato figlio del Chapo, in Messico assalto armato ai soldati

    Barricate e armi pesanti, il governo: restate in casa

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    Temptation Island Vip, Alessandro Graziani: “Questione di sensazioni”

    Dopo la fine di Temptation Island Vip, il single Alessandro Graziani parla del suo rapporto con Serena Enardu

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    Paura per Claudio Cecchetto, malore ad una serata

    Il produttore discografico avrebbe accusato un malore durante la serata di presentazione dell'ultimo lavoro di Benji e Fede. Solo ieri sono stati celebrati i funerali della madre.

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    ## Vertice Ue spaccato su "allargamento", Francia contro tutti

    Italia e Germania sostengono l'adesione di Albania e Nord Macedonia

  • Ilary Blasi: “Vorrei fare l’attrice ma nessuno mi chiama”
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    Ilary Blasi: “Vorrei fare l’attrice ma nessuno mi chiama”

    Vedremo Ilary Blasi in un film? La conduttrice ha dichiarato che sarebbe il suo più grande sogno ma che al momento non ha ricevuto offerte.

  • Storia di Andretti, il 'piedone' delle corse che Trump 'stima moltissimo'
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    Storia di Andretti, il 'piedone' delle corse che Trump 'stima moltissimo'

    Trump lo ha fatto salire sul palco dell'East Room della Casa Bianca, dopo aver incontrato Mattarella. Annunciandolo ha detto: "È un uomo che stimo moltissimo". Lui è americano di adozione, ma Mario Gabriele Andretti si sente italiano, appena può, parla italiano, ha gusti e passioni legate all'Italia. Che partono da Montona, Istria, il 28 febbraio 1940 dov'è nato, quando quel territorio era ancora parte integrante del nostro paese per essere annesso, nel 1948, all'allora Jugoslavia, dopo la Seconda Guerra Mondiale. Fino ai 15 anni, è cresciuto in un campo profughi a Lucca, in Toscana, quand'è emigrato con la famiglia a Nazareth, Pennsylvania.Dell'Italia mantiene anche la faccia, le espressioni, il talento e la simpatia per le donne (corrisposta), anche se, come ogni italiano vero, è legato strettamente ai valori della famiglia, alla moglie, ai figli. Che cura come il buon vino che produce in California e come i motori delle automobili coi quali ha un rapporto particolare da sempre. Come il fratello gemello, Aldo, che è diventato anche lui pilota, come del resto figli, nipoti e pronipoti. Tramandando una tradizione-icona, insieme alla storia di una brava persona, cordiale, aperta, sincera. La carriera di 'Piedone'In Italia lo chiamavano “Piedone”, perché aveva il piede pesante, sempre bello premuto sull'acceleratore. Sin da quando, bambino, addirittura dai due anni, come racconta mamma Rita, toglieva i coperchi dalle pentole di cucina e si trascinava col fratello per i corridoi sbattendo sui muri in improbabili corse di automobilismo. A cinque anni, aveva già costruito qualcosa di più verosimile, di legno, a tredici correva già in pista ad Ancona nella Formula junior, sognando di emulare il mitico Ascari da cui era rimasto ipnotizzato nei testa a testa contro Fangio.Cittadino Usa dal 1964, Mario ha corso in tutte le categorie possibili, a cominciare dalla formula Nascar, per continuare con le Indy, aggiudicandosi nel 1969 la 500 miglia di Indianapolis, facendosi un nome nel campionato USAC, e vincere anche nella Formula 5000. Intanto, alternandosi col circuito americano, aveva fatto capolino nella Formula 1, conquistando la pole position già al debutto, a Watkins Glen, nel 1968, con la Lotus, ed aveva iniziato la storia d'amore con la Ferrari, aggiudicandosi il Gran Premio del Sud Africa del 1971 la prima volta che guidò una Rossa.Nei cinque anni stabili in Formula 1, entrò nella storia dell'automobilismo Usa diventando il primo ed ultimo pilota a stelle e strisce ad aggiudicarsi un Grand Prix a Long Beach nel 1977 (e tale è rimasto fino al 2018), poi conquistò il Mondiale con sei successi sulla Lotus nel '78. Anche fu un giorno tragico: il compagno di squadra Ronnie Peterson morì la sera in ospedale per le complicazioni di un incidente in gara.Nell'82, sostituì per due gare l'infortunato Didier Pironi alla Ferrari, e conquistò il suo momento di gloria con la casa di Maranello strappando la pole position a Monza dove finì al terzo posto, fra un tripudio di pubblico che certamente non ha ami dimenticato. Così come fu epico per lui il successo coi prototipi alle 12 ore di Sebring, in Florida, sempre con la Ferrari, lasciando al secondo posto Steve McQueen, l'attore che, come noto, aveva la passione per l'alta velocità.Andretti ha vinto Indianapolis nel 1969, in 29 tentativi, ma ha avuto tanti incidenti e infortuni che la gara si è identificata con lui e in America l'hanno chiamata The Andretti Course. Nel '72 ha firmato la 24 ore di Daytona. Malgrado decine di partecipazioni fra cui spicca il secondo posto nel 1995, non è mai riuscito a trionfare alla 24 ore di Le Mans, dov'ha corso l'ultima volta a 60 anni, sei stagioni dopo il ritiro ufficiale.Quand'aveva già lasciato il testimone ai figli, Michael (anche lui campione Indy come Mario) e Jeff; col nipote John che è subentrato anche lui in pista nel 1988 e il pronipote Marco che ha debuttato a nelle 500 miglia di Indianapolis nel 2006. Se dite Andretti, dite velocità, dite Mario, la sua scuderia, il suo “piedone”, la sua passione tutta italiana.

  • La colpa d'amore di 10 mila "fuorilegge" marocchini
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    La colpa d'amore di 10 mila "fuorilegge" marocchini

    Diecimila “fuorilegge” dichiarati. Accade in Marocco dove, in meno di un mese, il manifesto redatto dalla scrittrice Leïla Slimani per chiedere al governo maggiore libertà sessuale è stato firmato da diecimila persone. Uomini e soprattutto donne ree confesse di aver avuto rapporti sessuali fuori dal matrimonio e di aver praticato l'aborto, o di esserne state in qualche maniera complici.Cittadini che però, al contrario di un'ammissione di colpa, rivendicano il diritto a maggiori libertà. A poter scegliere che cosa fare con il proprio corpo, cosa che oggi invece è proibito dalle leggi di Rabat.Ogni anno 15 mila processi per sesso fuori dal matrimonioTutto comincia il 23 settembre scorso quando, su diversi media marocchini, viene pubblicato un manifesto. La data non è casuale: coincide con la terza udienza di un processo a carico di Hajar Raissouni, una giornalista accusata di “aborto illegale” e di “dissolutezza”, ovvero di aver consumato un rapporto sessuale fuori dal matrimonio. Un procedimento penale che si è risolto solo con la grazia concessa il 16 ottobre da re Mohammed VI.“Siamo fuorilegge. Stiamo violando leggi ingiuste, obsolete, non più necessarie. Abbiamo fatto sesso fuori dal matrimonio. Abbiamo subito o praticato l'aborto, o ne siamo state complici”, si legge nel manifesto. “La cultura delle menzogne e dell'ipocrisia sociale genera violenza, arbitrarietà, intolleranza. Queste leggi, liberticide e inapplicabili, sono diventate strumenti di vendetta politica o personale”, prosegue il testo. Haut et fort : "Nous sommes hors la loi" 490 HorsLaLoi J'ai signé. Pour signer à votre tour, envoyez « Je signe » à : texte490@gmail.com pic.twitter.com/3Yw2tIftPM — Ali Baddou (@AliBaddou) September 23, 2019 In calce, inizialmente, ci sono 490 firme. Anche questo non è un numero frutto del caso: il 490 è l'articolo del codice penale marocchino che punisce con il carcere chi ha rapporti sessuali fuori dal matrimonio. Una prescrizione, questa, tutt'altro che puramente teorica: nel 2018, scrive Le Figaro, la giustizia marocchina ha citato in giudizio 14.503 persone per dissolutezza, 3.048 per adulterio, 170 per omosessualità e 73 per aborto.In diecimila a dire che “il corpo non appartiene a qualcun'altro”Il manifesto “Fuorilegge” vuole “difendere tutte le vite rovinate dal carcere, dalla vergogna, da simili disgrazie”, ha spiegato Leïla Slimani, prima firmataria del testo. Insieme a lei, che nel 2017 è stata nominata dal presidente francese Emmanuel Macron come rappresentante per la Francofonia, a mettere per iscritto le rivendicazioni delle donne c'era la regista Sonia Terrab.“Questa è una campagna condotta da donne di ogni genere, insegnanti, cassiere, casalinghe, studentesse, artiste o intellettuali”, ha aggiunto lei. E così, in appena tre settimane, diecimila persone si sono unite all'appello. Unite, per dire che “il mio corpo appartiene a me, non a mio padre, né a mio marito, e neppure agli occhi degli uomini per strada, e ancor meno allo Stato”.“Oggi siamo più di diecimila. Cittadine e cittadini del Marocco, uomini e donne fuorilegge, che manifestano la propria rabbia e il rifiutano di amarsi in segreto”, si legge nel comunicato più recente, pubblicato il 14 ottobre.Ora è giunto il momento di passare all'azione. “Scriveremo al procuratore generale presso la corte di Cassazione chiedendogli di adottare norme penali più vicine allo spirito della Costituzione marocchina e della Carta dei diritti dell'uomo, smettendo di applicare queste leggi liberticide”, annuncia il movimento. Che poi si rivolgerà anche all'autorità che regola la comunicazione radiotelevisiva del regno per proporre spazi di approfondimento dedicati alle libertà civili.Le pene: due anni per “dissolutezza”, venti nei casi di aborto Nel dettaglio, l'articolo 490 del codice penale del Marocco prevede che “sono punite con la reclusione da un mese a un anno tutte le persone che, senza essere legate nel vincolo del matrimonio, intrattengono relazioni sessuali eterosessuali”. L'articolo successivo, il 491, regola l'adulterio, cioè il tradimento del coniuge: in questo caso le pene vanno da uno a due anni.Un'intera sezione del capitolo 8 del codice penale è dedicato all'aborto: le donne che, intenzionalmente, si sottopongono a pratiche atte a interrompere la gravidanza rischiano il carcere, con pene da sei mesi a due anni (art. 454), mentre chi lo pratica incorre nella “reclusione da uno a cinque anni e multe fino a 500 dirham (47 euro, ndr)” (art. 449), con pene aggravate (da dieci a vent'anni) nel caso in cui l'aborto provochi la morte della donna.L'omosessualità, infine, è regolata dall'articolo 489: nel caso di quelli che il paese nordafricano definisce “atti contrari al pudore o alla natura”, le porte del carcere si aprono per non meno di sei mesi e fino a tre anni.

  • Luigi Di Maio e la sorpresa alla fidanzata per il suo compleanno
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    Luigi Di Maio e la sorpresa alla fidanzata per il suo compleanno

    Ospite su Rai Radio 1, Virginia Saba ha raccontato il rapporto con il fidanzato, Luigi Di Maio

  • Evasione e corruzione non si vincono con le manette, dice Cantone
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    Evasione e corruzione non si vincono con le manette, dice Cantone

    La corruzione negli appalti pubblici riguarda soprattutto quelli espletati tramite bando, appena il 18% degli episodi monitorati tra il 2016 e il 2019 è frutto di assegnazioni senza gara. Lo scrive l'Anac nel rapporto sulla corruzione in Italia presentato nella sede della stampa estera dal presidente Raffaele Cantone."Su 113 vicende corruttive inerenti l'assegnazione di appalti - solo 20 riguardavano affidamenti diretti (18%), nei quali l'esecutore viene scelto discrezionalmente dall'amministrazione. In tutti gli altri casi sono state espletate procedure di gara: ciò lascia presupporre l'esistenza di una certa raffinatezza criminale nell'adeguarsi alle modalità di scelta del contraente imposte dalla legge per le commesse di maggiore importo, evitando sistemi che in misura maggiore possono destare sospetti", si legge nel documento. "La corruzione, benché all'apparenza scomparsa dal dibattito pubblico, rappresenta un fenomeno radicato e persistente, verso il quale tenere costantemente alta l'attenzione. Al tempo stesso, occorre rilevare come la prevalenza degli appalti pubblici nelle dinamiche corruttive giustifichi la preoccupazione nei confronti di meccanismi di deregulation quali quelli di recente introdotti, verso i quali l'Anac ha già manifestato perplessità". Tetto al contante"Credo che il tetto al contante sia una scelta corretta ma ha poco a che vedere con la corruzione. Chi corrompe usa il contante a prescindere, ma certamente non lo fa in modo legale", ha detto Cantone. "Io credo che sia un periodo ciclico nel Paese, prima si guarda con attenzione ad un fenomeno e poi diminuisce, è successo anche per altri fenomeni illegali. Non credo questo sia imputabile ad una forza politica in particolare. Quando abbiamo portato all'attenzione il fatto del rischio con l'abbassamento di certe soglie di controlli negli appalti ci è stato risposto che ci sarà l'agente infiltrato ma fisiologicamente quello strumento non riuscirà ad essere ovunque".Aggiunge il presidente uscente dell'Anac, che la prossima settimana rientrerà in magistratura: "Non ho mai detto che in Mafia Capitale non c'era la mafia. Fui sentito su richiesta della difesa di Buzzi, che mi chiese se avevo mai trasmesso atti, ma noi non abbiamo come Anac gli strumenti per valutare se in un procedimento c'è la fattispecie di associazione mafiosa o meno". "L'impressione è che molte vicende mafiose che vedono coinvolti colletti bianchi - ha aggiunto - siano comunque cementate sul dato della corruzione. Le mafie hanno bisogno di creare consenso quindi hanno l'interesse a tenersi buono il potere piuttosto che intimidirlo". Riflettori spentiPer Cantone il tema corruzione è scomparso dai riflettori. "Io sono oggettivamente preoccupato dell'abbassamento di una serie di regole di cautela nel sistema di legge sugli appalti. Non so se sia frutto o meno di una diversa sensibilità, ma registro questo dato".Il rapporto dell'Autorità anti-corruzione ha preso in esame il triennio 2016-2019. "È giusto dare un segnale contro l'evasione, che è strettamente legata alla corruzione, che è un danno a tutti. Va bene inasprire le pene ma non è con le manette che si vince l'evasione, così come per la corruzione".Dal rapporto emerge un quadro che non è devastante, è preoccupante, ha detto il presidente, ma se si continua ad aggredire con la logica della prevenzione e della repressione si può ridimensionare. Le nuove forme della corruzioneL'assegnazione di un posto di lavoro a un parente o un sodale, oppure di una consulenza reale o fittizia fino ad arrivare alla concessione di 'benefit' come viaggi, cene, ristrutturazioni edilizie. Ed anche, talvolta, il soddisfacimento della richiesta di prestazioni sessuali. La corruzione in Italia si dematerializza, alla vecchia tangente si sostituisce spesso il pagamento con beni o servizi, più difficilmente dimostrabile come reato per gli inquirenti.Dice ancora Cantone: "Il denaro continua a rappresentare il principale strumento dell'accordo illecito tanto da ricorrere nel 48% delle vicende esaminate, sovente per importi esigui (2.000-3.000 euro ma in alcuni casi anche 50-100 euro appena) e talvolta quale percentuale fissa sul valore degli appalti".Ma il resto degli episodi si consuma in altro modo. La 'ritirata' del contante è legata spesso alla "difficoltà di occultamento delle somme illecitamente percepite", così "si manifestano nuove e più pragmatiche forme di corruzione".Il posto di lavoro, spiega la relazione Anac, "si configura come la nuova frontiera del pactum sceleris, soprattutto al Sud l'assunzione di coniugi, congiunti o soggetti comunque legati al corrotto (non di rado da ragioni clientelari) è stata riscontrata nel 13% dei casi. A seguire, a testimonianza del sopravvento di più sofisticate modalità criminali, si colloca l'assegnazione di prestazioni professionali (11%), specialmente sotto forma di consulenze, spesso conferite a persone o realtà giuridiche riconducibili al corrotto o in ogni caso compiacenti".In un quinto del totale (21%) degli episodi documentati "oltre a ricorrenti benefit di diversa natura (benzina, pasti, pernotti) non mancano singolari ricompense di varia tipologia (ristrutturazioni edilizie, riparazioni, servizi di pulizia, trasporto mobili, lavori di falegnameria, giardinaggio, tinteggiatura) comprese talvolta le prestazioni sessuali".Spesso dunque le contropartite hanno un modesto controvalore, indicativo, annota Anac, "della facilità con cui viene talora svenduta la funzione pubblica ricoperta". La corruzione in politicaQuarantasette politici indagati per corruzione, di cui 43 arrestati, nel triennio da agosto 2016 e agosto 2019. Tra loro 20 sindaci, 6 vicesindaci, 10 assessori - più altri 4 indagati a piede libero - e 7 consiglieri. Sono i numeri della corruzione in Italia relativi alla classe politica nell'ultimo triennio. Un fenomeno che in questo frangente riguarda in particolar modo gli enti locali. Dei 152 casi censiti infatti 63 hanno avuto luogo nei Comuni (41%), seguiti dalle società partecipate (24 casi, pari al 16%) e dalle Aziende sanitarie (16 casi, ovvero l'11%). "Fra agosto 2016 e agosto 2019 sono state 117 le ordinanze di custodia cautelare per corruzione spiccate dall'Autorità giudiziaria in Italia e correlate in qualche modo al settore degli appalti: esemplificando è possibile affermare che sono stati eseguiti arresti ogni 10 giorni circa. Si tratta in ogni caso di una approssimazione per difetto rispetto al totale. In linea con questa cadenza temporale sono anche i casi di corruzione emersi analizzando i provvedimenti della magistratura: 152, ovvero uno a settimana (solo a considerare quelli scoperti)".Rispetto alle fattispecie corruttive tipiche della Prima Repubblica - si legge nel testo della relazione - ancillare risulta invece il ruolo dell'organo politico. I numeri appaiono comunque tutt'altro che trascurabili". Il rapporto ricorda anche che "nel periodo in esame sono stati 207 i pubblici ufficiali/incaricati di pubblico servizio indagati per corruzione". Ma soprattutto "circa la metà dei soggetti coinvolti si configura come il vero dominus" con "46 dirigenti indagati, ai quali ne vanno aggiunti altrettanti tra funzionari e dipendenti più 11 responsabili unici del procedimento".Le forme di condizionamento dell'apparato pubblico "più estese e pervasive si registrano prevalentemente a livello locale (specie al Sud), secondo forme di penetrazione capillare nel tessuto sociale, economico-imprenditoriale, politico e istituzionale".

  • Tetto al contante: che cosa cambia e qual è la situazione in Europa
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    Tetto al contante: che cosa cambia e qual è la situazione in Europa

    Il governo il 15 ottobre ha approvato, tra le altre cose, un decreto-legge che introduce disposizioni urgenti in materia fiscale. Tra le misure previste c'è - articolo 19 della bozza del decreto \- l'abbassamento della soglia dei pagamenti in contanti da tremila euro a mille euro. Ma quante volte è cambiata questa soglia negli ultimi anni? E qual è la situazione nel resto d'Europa? Il tetto al contante in Italia: storia di un'altalenaLe limitazioni ai pagamenti in contanti in Italia risalgono a quando ancora circolava la lira, e sono cambiate parecchie volte negli anni: ci sono stati almeno sette interventi in questo ambito negli ultimi vent'anni. Prima ancora, nel 1991, il governo Andreotti VII approvò il d.l. 143/1991, in base al quale (art. 1) era «vietato il trasferimento di denaro contante o di titoli al portatore in lire o in valuta estera [...] quando il valore da trasferire è complessivamente superiore a lire venti milioni».Con l'avvento dell'euro, nel 2002, la cifra venne convertita in 10.329,14 euro. Il secondo governo Berlusconi, con il decreto ministeriale del 17 ottobre 2002, innalzò questa soglia a 12.500 euro.Il secondo governo Prodi, con il d.lgs. 231/2007 (art. 49), abbassò drasticamente questa soglia, portandola a cinquemila euro. Ma il quarto governo Berlusconi, dopo pochi mesi, cancellò quanto fatto dal precedente esecutivo e con il d.l. 112/2008 (art. 32) riportò la soglia nuovamente a 12.500 euro.Lo stesso governo Berlusconi IV tornò poi sulla precedente decisione, in due occasioni: nel 2010, con il d.l. 78/2010 (art. 20), il tetto fu portato a cinquemila euro - come in precedenza stabilito dal governo Prodi II - e nel 2011, con il d.l. 138/2011 (art. 2 parte 1), la soglia fu ulteriormente abbassata a 2.500 euro.Ancora nel 2011 intervenne poi il decreto “salva-Italia” del governo Monti (d.l. 201/2011) che stabilì (art. 12) il tetto di mille euro.Questa soglia rimase fino al 2016, quando entrò in vigore la legge di stabilità per quell'anno (l. 208/2015, art. 1 co. 899) approvata dal governo Renzi, che alzava nuovamente la soglia dei pagamenti consentiti in contanti a tremila euro. Ad oggi è ancora in vigore la soglia di tremila euro ma, se verrà approvato il decreto fiscale nella versione che è circolata nelle ultime ore, nel prossimo futuro si potrebbe tornare al tetto introdotto dal governo Monti a fine 2011.Come abbiamo verificato di recente, nonostante l'imposizione dei limiti appena visti l'uso del contante in Italia è al di sopra della media dell'Eurozona (soprattutto per quanto riguarda il valore delle transazioni). Andiamo ora a verificare se e sopra quali soglie i pagamenti cash sono vietati nel resto d'Europa. In Europa sono i Paesi del Sud e dell'Est a “non fidarsi”Lo European Consumer Centres Network, creato nel 2005 dalla Commissione europea e dagli Stati membri per fornire assistenza ai consumatori, riporta in una mappa interattiva le informazioni - più o meno aggiornate - relative a 30 Paesi europei (ai 28 membri della Ue si aggiungono anche Islanda e Norvegia). Sui 30 Stati solo 12, tra cui l'Italia, impongono dei limiti all'utilizzo del contante. Sono in prevalenza i Paesi dell'Europa del Sud, più il Belgio, e alcuni Stati dell'Europa dell'Est. Vediamo i dettagli.In Portogallo il limite di legge è fissato a mille euro, in Spagna a 2.500 euro (per i residenti, a 15 mila per i non residenti), in Francia a mille euro (per i residenti, a 15 mila per i non residenti), in Belgio a tremila euro, in Grecia 1.500 euro, in Bulgaria circa 5.1o0 euro (10 mila leva), in Romania c'è una soglia giornaliera di pagamenti in contanti pari a circa 2.100 euro (10 mila lei), in Slovacchia cinquemila euro (con alcune eccezioni), in Repubblica Ceca 14 mila euro, in Polonia 15 mila euro, così come in Croazia.Dunque possiamo dire che ci siano soglie particolarmente elevate in Europa dell'Est (Polonia, Repubblica Ceca e Croazia), medie in Italia (finora), Spagna, Belgio, Bulgaria, Romania e Slovacchia, e particolarmente basse in Portogallo, Francia e Grecia.Se l'Italia approvasse il ritorno alla soglia dei mille euro, andrebbe a unirsi a quest'ultimo gruppo. ConclusioneIn Italia la soglia massima di utilizzo del contante per i pagamenti è stata modificata molte volte negli ultimi anni. Ad oggi questa soglia è fissata a tremila euro ma il governo sembra intenzionato a portarla a mille euro, come già succedeva dopo il 2011 quando fu il governo Monti a fissare un tetto simile.L'Italia fa parte dei 12 Paesi della Ue in cui sono fissate soglie all'utilizzo del contante (che diventano nove, se escludiamo tre Stati - Polonia, Repubblica Ceca e Croazia - in cui la soglia è molto elevata). Con un tetto a tremila euro rientriamo nella fascia media di questi Paesi, mentre con un tetto a mille euro l'Italia andrebbe ad affiancare la Francia e il Portogallo.Se avete delle frasi o dei discorsi che volete sottoporre al nostro fact-checking,scrivete a dir@agi.it

  • Professoressa licenziata a Roma: “È perchè sono transessuale”
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    Professoressa licenziata a Roma: “È perchè sono transessuale”

    Assunta e licenziata nel giro di due settimane: Giovanna Cristina Vivinetto, 25 anni, si sfoga su Facebook.

  • Caterina Collovati su Diletta Leotta: “Se va allo stadio vestita così”
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    Caterina Collovati su Diletta Leotta: “Se va allo stadio vestita così”

    Attraverso un post su Facebook, Caterina Collovati ha voluto dire la sua in merito ad una recente intervista di Diletta Leotta

  • Selvaggia Lucarelli vs Barbara D’Urso: “Sara Tommasi sembrava Joker”
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    Selvaggia Lucarelli vs Barbara D’Urso: “Sara Tommasi sembrava Joker”

    Selvaggia Lucarelli si è scagliata contro Barbara D'Urso per il trattamento che ha riservato a Sara Tommasi e al tema 'malattie mentali'

  • Prete condannato a 12 anni per abusi su minori: “Mi sono pentito”
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    Prete condannato a 12 anni per abusi su minori: “Mi sono pentito”

    Il sacerdote aveva anche minacciato di far intervenire la criminalità organizzata contro le famiglie che l'avevano denunciato.

  • Vinti 5 milioni al gratta e vinci, si cerca il destinatario del premio
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    Vinti 5 milioni al gratta e vinci, si cerca il destinatario del premio

    Un fortunato giocatore ha vinto ben 5 milioni di euro acquistando un gratta e vinci "Miliardario Maxi" in una ricevitoria della provincia di Napoli

  • Litiga con la mamma e si lancia dalla finestra del primo piano
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    Litiga con la mamma e si lancia dalla finestra del primo piano

    Una ragazzina di 14 anni si è lanciata nel vuoto dopo una discussione con la madre: secondo quanto riferiscono i medici, però, non è grave.