• Ilary Blasi e la relazione con Totti: “Era destinata a finire”
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    Ilary Blasi e la relazione con Totti: “Era destinata a finire”

    Ilary Blasi ha raccontato alcuni aneddoti della sua storia con Francesco Totti, rivelando come anche la loro storia sembrava destinata a finire

  • Yatch di lusso si schianta su barche ormeggiate: 90.000 euro di danni
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    Yatch di lusso si schianta su barche ormeggiate: 90.000 euro di danni

    L'imbarcazione, del valore di 21 milioni, era stata commissinata al cantiere Wetsport da un cliente che era giunto a prenderla.

  • Tu si que Vales, acrobata cade sul palco durante l’esibizione
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    Tu si que Vales, acrobata cade sul palco durante l’esibizione

    Il duo ha già partecipato ad un talent americano e potrà ora correre per la finale del programma Mediaset.

  • Michele Bravi torna sul palco. Cesare Cremonini: “Mi ha emozionato”
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    Michele Bravi torna sul palco. Cesare Cremonini: “Mi ha emozionato”

    Michele Bravi è riapparso davanti al suo pubblico dopo quasi un anno dal tragico incidente stradale. Messaggio su Instagram di Cesare Cremonini

  • Regole di Polizia: vietato stendere sui balconi, stop alcol in strada
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    Regole di Polizia: vietato stendere sui balconi, stop alcol in strada

    Nuove regole sono state introdotte per combattere il degrado e aumentare la sicurezza dei cittadini: le novità sono curiose.

  • "Chi non salta è 5 stelle", naso turato su Silvio, viaggio nel mondo di San Giovanni che sogna la spallata
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    "Chi non salta è 5 stelle", naso turato su Silvio, viaggio nel mondo di San Giovanni che sogna la spallata

    La vecchia bandiera verde del Carroccio si confonde, seppur dominando, con ivessilli di Forza Italia e con quelli di Fratelli d'Italia

  • Bolzano, ruba un dentifricio e muore d'infarto davanti alla polizia
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    Bolzano, ruba un dentifricio e muore d'infarto davanti alla polizia

    E' successo a Bolzano. Vano l'intervento dei soccorsi dopo il furto.

  • "Autista fa scendere passeggeri per caricare scooter sul bus", la denuncia
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    "Autista fa scendere passeggeri per caricare scooter sul bus", la denuncia

    Avrebbe fatto scendere i passeggeri della linea 982 per caricare il suo scooter sull'autobus in sosta al capolinea della stazione Quattro Venti di Roma, quartiere Monteverde, per poi andarsene lasciandoli a terra. Questa la denuncia pubblicata ieri su Facebook da Rinaldo Sidoli, responsabile nazionale per la comunicazione degli Animalisti Italiani, che ha raccontato l'episodio riguardante un autista di Roma Tpl corredando il post con alcune foto."Questo accade a Roma. Un autista della linea bus 982 - ha scritto Sidoli sul suo profilo - ha fatto scendere tutti i passeggeri seduti al capolinea Stazione Quattro Venti perché doveva caricare il suo maxi-scooter, un Honda Silver Wing 400. È avvenuto alle ore 17. Il mezzo - spiega l'animalista - è ripartito con lo stesso autista che addirittura non indossava una divisa. I passeggeri, dopo aver atteso circa 10 minuti la partenza del mezzo pubblico, sono stati costretti a scendere e prendere un altro mezzo di trasporto".  "L’autista dell’autobus in stato di agitazione - punta il dito Sidoli - ha liquidato le persone che si trovavano a bordo con un laconico 'l'autobus non parte' indicando l’uscita per poi occuparsi unicamente del suo due ruote. Il mezzo pubblico è poi ripartito nel senso di marcia della fermata, direzione viale dei Quattro Venti. È una vergogna indecente che ferisce il trasporto pubblico".Poi la reprimenda all'amministrazione capitolina: "Le scale mobili rotte, i roghi ai bus, i guasti. Roma - sostiene Sidoli - non riesce a offrire, a chi decide di usare i mezzi pubblici, un decente livello di servizio. Per il sindaco Virginia Raggi va tutto bene, ma è evidente a tutti i cittadini che a non funzionare, è la struttura tecnica e la selezione personale. Auspichiamo che l’azienda per la mobilità avvii in tempi celeri un’indagine interna per fare luce su questa grave interruzione di pubblico servizio", conclude.

  • Caso Vannini: Martina Ciontoli al telefono con il cugino di Marco
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    Caso Vannini: Martina Ciontoli al telefono con il cugino di Marco

    Spuntano stralci di telefonate tra Martina Ciontoli e il cugino di Marco Vannini dopo la morte del ragazzo

  • Uccise l’ex ragazza a coltellate: condannato a 43 anni di carcere
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    Uccise l’ex ragazza a coltellate: condannato a 43 anni di carcere

    L'omicidio avvenne il 12 giugno 2018 a Baltimora: la giovane venne brutalmente colpita con un coltello e abbandonata sugli spalti dello stadio.

  • Scontro tra 3 auto a Leinì: due morti e vettura in una scarpata
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    Scontro tra 3 auto a Leinì: due morti e vettura in una scarpata

    Probabile causa del sinistro un sorpasso azzardato reso difficile dall'asfalto scivoloso per la pioggia battente.

  • Maltempo in Friuli: due trombe d’aria in una sola mattinata
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    Maltempo in Friuli: due trombe d’aria in una sola mattinata

    Diverse le abitazioni danneggiate e i pescherecci che hanno visto volare in aria le attrezzature delle barche.

  • Giotto Bizzarrini, le auto di un genio, pilota e Costruttore
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    Giotto Bizzarrini, le auto di un genio, pilota e Costruttore

    L'ingegnere livornese ha creato le auto più estreme di sempre. Un uomo innamorato del suo mestiere, un divo dei motori

  • classifica strade più pericolose d’Europa
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    Motori Magazine

    classifica strade più pericolose d’Europa

    Le 5 strade più pericolose d'Europa.

  • Chi è Mara Venier: curiosità e vita privata
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    Chi è Mara Venier: curiosità e vita privata

    Mara Venier ha conquistato il pubblico con la sua simpatia e auto-ironia. Ma qual è la storia della conduttrice?

  • “Quella piazza non ci appartiene, non vado”, dice Brunetta
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    “Quella piazza non ci appartiene, non vado”, dice Brunetta

    “Quella piazza non ci appartiene. Io ho deciso da un pezzo. Non vado”. In un'intervista a la Repubblica, come già Mara Carefagna, anche l'ex ministro della Funzione pubblica del governo Berlusconi Renato Brunetta annuncia il suo “no” all'adunata di Salvini, oggi a Piazza San Giovanni.E lo motiva chiedendosi “contro chi andava in piazza” già un mese fa, al momento della convocazione della manifestazione. La risposta di Brunetta è semplice e lineare, perché l'ex ministro si chiede e chiede ancora una volta a Salvini: ma “chi l'ha fatto nascere quel governo? Chi ha fatto l'auto golpe? Con chi se la prende, con Di Maio al quale ha proposto la presidenza del Consiglio? O con Conte che è stato il suo premier per 14 mesi?”. Secondo il dirigente di Forza Italia “il centrodestra, che oggi è maggioritario nel Paese, lo era anche nel marzo 2018, quando l'amico Matteo ha preferito i 5 Stelle ai suoi alleati naturali” e quella piazza “l'ha convocata quasi per giustificare i suoi errori”.Brunetta pertanto ritiene che quel centrodestra che un anno e mezzo fa avrebbe potuto andare al governo del Paese oggi “non esista più” perché “quello era il centro più le destre” mentre attualmente in Italia c'è solo “la destra più la destra”. Ovvero, “quella di Salvini più quella di Meloni”. E così, se il centrodestra è maggioritario nel Paese, avverte l'ex ministro, “la destra-destra salviniana, no”. Per questo, con tutto l'affetto che si può volere all'ottantaquattrenne ex presidente del Consiglio, dice Brunetta, “gli dico no”.E se a Berlusconi Brunetta riconosce “un eccesso di generosità” perché pur di tenere ancora una volta unito il centrodestra “ha messo in campo fisicamente la sua persona, con tutti i rischi che ne conseguono”, al leader di Forza Italia Brunetta ricorda che in politica “l'eccesso di generosità non sempre è un bene” e che ogni tanto “occorra dire dei no”. “Se centrodestra deve essere ancora, che lo sia con pari dignità” chiosa, riferito anche alla querelle sui simboli di Forza Italia e di Fratelli d'Italia esclusi dalla piazza di San Giovanni. “Piccinerie” si limita a dire Brunetta, che però “dimostrano la piccolezza della prassi salviniana”.Brunetta è altresì convinto che “se la piazza non ha una chiarezza di obiettivi, di idee e di valori il risultato non potrà che essere negativo” perché “vedo una deriva”, in quanto per Salvini “più siamo e meglio stiamo” e questo “vale sia per CasaPound che per Fi”. “E no.. E no.. E no...”, ribadisce per tre volte Bunetta, per poi avvertire: “Attenzione alle piazze. Le leadership le consacra il popolo sovrano, col voto”. Mentre lui propone “una costituente, ma del centrodestra della pari dignità, senza rancore”. Anche perché “il sovranismo di un uomo solo al comando non vince”. Anche per questo motivo Brunetta non ci sarà a San Giovanni.

  • G7, Trump rinuncia ad ospitare il vertice nel suo golf club in Florida
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    G7, Trump rinuncia ad ospitare il vertice nel suo golf club in Florida

    Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha rinunciato ad ospitare il vertice del G7 previsto nel 2020 nella sua località Doral Golf Club a Miami, in Florida. "Basandoci sia sui media che sull'irrazionale ostilità dei democratici, non considereremo più Trump National Doral di Miami, come il sito ospitante per il G-7 nel 2020", ha scritto il presidente Trump in un tweet. "Inizieremo immediatamente la ricerca di un altro sito, inclusa la possibilità di Camp David", ha aggiunto.  Trump ha sostenuto che "pensava di fare qualcosa di buono per il paese" usando il resort della sua proprietà per tenere l'incontro, che spetta agli Stati Uniti organizzare. "È grande, grande, è di centinaia di ettari, è vicino all'aeroporto internazionale di Miami, ha enormi sale da ballo e sale riunioni, ogni delegazione avrebbe il suo edificio", ha spiegato in una serie di tweet. "Ho annunciato che sarei stato disposto a farlo senza alcun vantaggio o, se legalmente consentito, a costo zero per gli Stati Uniti, ma, come al solito, i media ostili e i loro partner democratici sono impazziti", ha continuato.

  • L'Europa ha un problema con i pappagalli parrocchetti
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    L'Europa ha un problema con i pappagalli parrocchetti

    Molti parchi urbani e città europee stanno fronteggiando un pericolo che viene dal cielo. A mettere a repentaglio coltivazioni e incolumità dei cittadini europei sono dei pappagallini: i parrocchetti monaci (Myiopsitta monachus) e dal collare (Psitaccula krameri). Il problema è concentrato soprattutto nei paesi meridionali dove il clima è più caldo, ma importanti comunità si trovano anche in Francia, Paesi Bassi e Regno Unito.Quest'estate la Puglia, da Molfetta a Bari, ha subito l'invasione dei parrocchetti monaci, voraci di frutti dolci, come albicocche e ciliegie ma anche di mandorle, fave e piselli. Per di più, gli stormi di questi pappagallini dal petto grigio hanno attaccato e distrutto diverse piazzole di sosta adibite alla raccolta delle olive.A causa del caldo anomalo degli ultimi anni e della tropicalizzazione del clima, questa specie è divenuta stanziale non solo in Puglia ma anche in molte altre regioni, tra cui il Lazio. Qui, precisamente nel parco dell'Appia Antica di Roma, i pennuti hanno divorato e danneggiato il 30% dei mandorleti presenti, come ha riferito uno studio pubblicato sul Belgian Journal of Zoology.In Puglia circolava l'idea di risolvere il problema ricorrendo all'uso di cannoni a salve, programmati a intervalli regolari. Un rimedio già impiegato in agricoltura per scoraggiare la permanenza di corvi tra frutteti e ciliegeti.Il problema, però, non è circoscritto alla nostra penisola.Non è un caso se l'Europa nel 2007 aveva vietato l'introduzione del parrocchetto in tutto il suo territorio. Uno studio del 2016 ha stimato 85.000 esemplari in Europa, con 90 popolazioni riproduttive, delle quali trenta solo in Italia per un totale di oltre 9.000 esemplari. Il problema è concentrato soprattutto nei Paesi meridionali dove il clima è più caldo, ma dal censimento del 2016 è emerso che importanti comunità si trovano anche in Francia, Paesi Bassi e Regno Unito.Anche la vicina Spagna è alle prese con i disastri realizzati dal pappagallino. Così, Madrid si sta armando per eliminare buona parte dei circa 12.000 parrocchetti monaci che popolano gli alberi della città. Questo perché i pennuti costituiscono una minaccia per l'ecosistema locale. Il parrocchetto, infatti, nidifica anche nelle cavità degli alberi ed è entrato in competizione con specie autoctone come il picchio muratore (Sitta europaea), il picchiorosso maggiore (Dendrocopos major) e l'assiolo (Otus scops).Inoltre, possono mettere a rischio anche la salute dei cittadini. I parrocchetti infatti costruiscono nidi particolarmente pesanti che, in caso di caduta, possono essere pericolosi. Spesso i pennuti li riproducono su pali della luce o del telefono, inducendo qualche blackout. Inoltre, anche se non sono stati segnalati casi di malattie trasmesse all'uomo, l'amministrazione madrilena ha spiegato che “secondo diversi articoli scientifici, questi uccelli possono trasmetterci la psittacosi, l'influenza aviaria o la salmonellosi”. Biografia del parrocchetto monacoOriginario della parte sud-orientale del Sudamerica, il parrocchetto monaco, insieme a quello dal collare (Psittacula krameri), è l'unica specie di pappagallo stabilmente nidificante in Italia, se pur come specie esotica a carattere invasivo.Di taglia piccola, che si aggira sui 20-30 cm, è un pennuto gregario, socievole e stanziale. La sua dieta spazia dai semi, alle erbe e frutti fino a larve e insetti. Il monaco è l'unico pappagallo che costruisce grandi nidi collettivi, dei veri e propri condomini dove trovano alloggio moltissime coppie. Li edificano intessendo ed accatastando ramoscelli, fino a costituire una massa compatta che può superare il metro di diametro ed il peso di 150kg, tanto che non è raro che finiscano per spezzare i rami che li sostengono.Il pappagallino attualmente è presente anche New York. Vaste colonie di questi uccelli, sfuggite alla cattività, si stanno perfettamente ambientando però anche in Europa. Quanti sono veramente“Sono stime da prendere con cautela, soprattutto perché nel frattempo la popolazione è aumentata in modo considerevole", ha spiegato a National Geographic Piero Genovesi, responsabile del servizio coordinamento fauna selvatica dell'Ispra e uno dei massimi esperti di specie aliene. "In Italia una delle ultime stime parla di 15.000 individui, presenti in almeno dodici regioni e, in sei di queste, la popolazione è in grado di riprodursi”.Si stima che, in ambiente mediterraneo, il numero dei parrocchetti possa raddoppiare nel giro di cinque anni, causando danni sempre più ingenti soprattutto alle coltivazioni. “È già successo in altri paesi, ad esempio in Israele, dove i raccolti di semi di girasole e cereali hanno avuto gravi perdite. Succederà anche da noi”, ha continuato Genovesi. Come risolvere il problemaQuando una specie aliena è così diffusa, eradicarla è pressoché impossibile. In ogni modo, spiega Genovesi, “tutti vorremmo evitare di sopprimere animali e allora l'unica strada è quella della comunicazione. Progetti europei come il Life Asap hanno anche questo scopo. Intanto cerchiamo di non aggiungere danno al danno. I cittadini devono sapere che gli animali da compagnia non vanno mai liberati in natura, perché possono creare grossi problemi ad altre specie”.

  • Luca Onestini contro Elenoire Casalegno: “Che figura di mer*a”
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    Luca Onestini contro Elenoire Casalegno: “Che figura di mer*a”

    Luca Onestini si è scagliato via social contro Elenoire Casalegno accusandola di aver diffuso notizie non vere su di lui

  • Un Cesare senza armate
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    HuffPost Italia

    Un Cesare senza armate

    Il senso di megalomania e grande quanto quel simbolo di Italia Viva che planadal cielo di alluminio, nel frastuono di una musica da colossal americano

  • Conte: piano antievasione non si tocca, chi non fa squadra è fuori
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    Askanews

    Conte: piano antievasione non si tocca, chi non fa squadra è fuori

    "M5s gridava onestà, continui a farlo e tutti siano orientati a questo"

  • Morta donna strangolata, le minacce del marito: “Copriti o ti uccido”
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    Morta donna strangolata, le minacce del marito: “Copriti o ti uccido”

    Dopo nove giorni di coma farmacologico è morta Giulia Lazzari, la donna strangolata dal marito lo scorso 8 ottobre al culmine di una violenta lite.

  • C'è ancora chi non crede che Imane Fadil sia morta di malattia
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    C'è ancora chi non crede che Imane Fadil sia morta di malattia

    Non le hanno ancora messo messo un fiore sulla tomba, a otto mesi dalla fine, perché credono che la Procura di Milano si sbagli quando parla di "morte naturale senza nessuna responsabilità". Per chi l'amava, Imane Fadil, la testimone dei processi Ruby che si è spenta il primo marzo scorso per una malattia rara (aplasia midollare) dopo un mese di agonia, non è stata uccisa a 34 anni da un destino nero.La mamma e i fratelli, attraverso l'avvocato Mirko Mazzali, rimettono ora sul tavolo tutti gli scenari esclusi dai magistrati, dall'avvelenamento alla colpa medica, presentando un'istanza di opposizione all'archiviazione dell'inchiesta per omicidio volontario. Chiedono nuove perizie sulle spoglie, già martoriate da decine di esperti, della giovane donna di origine marocchina.Vogliono capire perché "manca una valutazione globale della contemporanea presenza di tante sostanze anomale, in quantità non irrilevanti, nel corpo di Fadil", tra cui la piridina, una sostanza molto tossica. Sono disposti anche a rivolgersi a luminari stranieri: "Va allargato lo spettro di possibili cause di avvelenamento da esplorare, anche avvalendosi di centri esteri, particolarmente specializzati.I consulenti della Procura hanno esaminato solo una minuscola parte delle sostanze, fondandosi su criteri selettivi molto stretti".Ripropongono il tema della radioattività che aveva aperto scenari apocalittici. "Si è perso per strada - si legge nel documento di opposizione all'archiviazione di qualche settimana fa - ogni riferimento alla presenza di radiazioni aplha e gamma sui campioni prelevati il 12 febbraio 2019 dal Dipartimento di Fisica dell'Università di Milano".I magistrati avevano spiegato, attraverso gli esperti incaricati, che c'era stato un errore in quella rilevazione, da cui era nata anche la necessità dell'utilizzo di precauzioni speciali il giorno dell'autopsia. C'è poi l'aspetto paventato della possibile colpa medica "nel ritardo della diagnosi in relazione alla possibilità di una cura efficace della malattia", tenendo conto che "un'anticipata disponibilità del dato di istologia midollare avrebbe consentito, qualora correttamente interpretato, l'avvio dell'opportuna terapia immunosoppressiva in una fase ancora lontana da una condizione clinica di vero e proprio end stage".Nel gigantesco dossier finale, la squadra di professionisti indicati dalla Procura, scriveva che "le scelte terapeutiche degli ultimi giorni, successive alla diagnosi formale di aplasia midollare, non sono state coerenti con la diagnosi", ma precisava che "non ci sono indicativi profili di colpa medica" perché comunque sarebbe già troppo tardi per una terapia o un trapianto del midollo. Ora tocca a un giudice decidere se ci sono nuovi accertamenti da compiere per capire se Imane Fadil poteva essere salvata da una morte indicibile.

  • Milano - Roma in auto elettrica: quanto ci vuole con una Tesla Model S
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    Milano - Roma in auto elettrica: quanto ci vuole con una Tesla Model S

    Come si viaggia in elettrico, quanto costa e quanto tempo ci vuole? Ecco le risposta al volante dell’ultima evoluzione della Model S

  • Favorì latitanza Zagaria, arrestato esponente dei Casalesi
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    Favorì latitanza Zagaria, arrestato esponente dei Casalesi

    E' stato arrestato ieri, all'aeroporto di Capodichino Vincenzo Inquieto, perché "ritenuto responsabile di partecipazione all’associazione per delinquere di tipo mafioso denominata clan dei casalesi – fazione Zagaria". La Dia di Napoli ha eseguito l’Ordinanza applicativa di misura cautelare personale della custodia in carcere, emessa dal Tribunale di Napoli, Ufficio Gip, su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia, che ha coordinato l’intera attività investigativa, nei confronti di Vincenzo Inquieto, cl. 1968, originario di Aversa (Ce).  Le attività d’indagine, "che si sono avvalse di intercettazioni telefoniche ed ambientali (con la collaborazione del Nic della Polizia Penitenziaria per le attività di specifica competenza), di accertamenti patrimoniali e bancari e delle significative propalazioni di numerosi collaboratori di giustizia, hanno consentito - spiega una nota della Dia - di appurare che i principali affari del clan dei casalesi sono stati gestiti, negli ultimi anni, da un nucleo delinquenziale di imprenditori aggregatosi soprattutto attorno alla famiglia Zagaria: in tale contesto, è emerso come i componenti della famiglia Inquieto (con particolare riferimento ai fratelli Nicola e Vincenzo) siano stati tra i più vicini a Michele Zagaria, avendone retto per anni la latitanza".  Vincenzo Inquieto fu arrestato il 7 dicembre 2011 insieme a Michele Zagaria, proprio per aver favorito la lunga latitanza del boss. Condannato per favoreggiamento aggravato a 4 anni di reclusione, fu scarcerato a maggio del 2015 per espiazione pena. "Il suo ruolo - prosegue la nota - è stato anche quello di coadiuvarlo nelle relazioni esterne: riceveva ed inviava pizzini per conto del boss ed interagiva con gli altri componenti della famiglia Zagaria". Più in particolare, "le attività hanno consentito di ricostruire come Vincenzo Inquieto, fino al 2011, attraverso due aziende, operanti entrambe nel settore edile, idraulico ed elettrico e della distribuzione del gas, venisse favorito nell’affidamento di commesse pubbliche e private, nell’intero agro aversano, per intercessione del suo capo, Michele Zagaria".  "L’operazione odierna - chiarisce la Dia - segue quella del 12 aprile 2018 quando, in esecuzione ad un analogo provvedimento restrittivo, fu arrestato, a Pitesti (Romania), su ordine dell’A.G. italiana, Nicola Inquieto, fratello di Vincenzo, poi condannato in primo grado dal Tribunale di Napoli Nord a 16 anni di reclusione lo scorso maggio, per la partecipazione al sodalizio casalese, fazione Zagaria. In quel contesto, fu eseguito uno dei più importanti sequestri operati dalla magistratura italiana all’estero (oltre 400 appartamenti, tre società, tutti riconducibili a Michele Zagaria e gestiti, per suo conto, da Nicola Inquieto). Dopo l’arresto del fratello – tuttora in carcere in Italia poiché in regime di consegna temporanea da parte delle autorità romene – Vincenzo, che si era trasferito a Pitesti subito dopo la sua scarcerazione, era diventato il nuovo rappresentante della famiglia Inquieto in territorio romeno, dove dimorava ormai stabilmente, facendo raramente rientro in Italia".  "Le attività di localizzazione poste in essere dalla Dia su delega della Dda di Napoli, hanno consentito di mantenere un costante monitoraggio sugli spostamenti dell’imprenditore aversano il quale, giunto in Italia con un volo proveniente da Bucarest ed atterrato a Capodichino, ha trovato ad accoglierlo gli agenti della Dia di Napoli i quali, con l’ausilio dell’ufficio di Polizia di Frontiera, dopo avergli notificato il provvedimento restrittivo emesso a suo carico, l’hanno poi condotto nel carcere di Secondigliano . Contestualmente - conclude la nota - è stato disposto dall’Autorità Giudiziaria partenopea il sequestro di un immobile di proprietà di Inquieto e fittiziamente intestato ad una persona deceduta".