L'attentatore di Vienna era un foreign fighter mancato

Marco Marangoni e Francesca Venturi
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AGI - Cinque morti fra i quali uno degli autori dell'attacco, 17 feriti di cui 7 in gravi condizioni e una caccia all'uomo ancora in corso per individuare eventuali altri responsabili, che potrebbero essere fino  a 3: la situazione è ancora molto tesa a Vienna, duramente colpita nel suo cuore pulsante ieri sera, quando molti viennesi erano usciti alla vigilia della chiusura dei locali per il "lockdown" anti Covid, in vigore da oggi.

L'attentatore ucciso pochi minuti dopo l'attacco dalle forze speciali della polizia austriaca nei pressi della chiesa di San Ruperto (Ruprechtskirche) ieri sera nel centro della capitale, era stato arrestato, condannato e liberato con la condizionale.

Secondo quanto riferito dal ministro dell'Interno Karl Nehammer, si chiama Fejzulai Kujtim, aveva 20 anni ed era un cittadino austriaco con doppia cittadinanza avendo radici della Macedonia del Nord. Sempre secondo l'esponente del governo, il giovane era senza dubbio un sostenitore, quantomeno un simpatizzante, della milizia terrorista islamista dello Stato islamico. Il 25 aprile del 2019 era stato condannato a 22 mesi di reclusione per aver cercato di recarsi in Siria per unirsi ai militanti dell'Isis.

Il  giovane, all'epoca diciottenne, era stato sorpreso mentre cercava di lasciare la Turchia. Il 5 dicembre dello scorso anno era stato liberato in anticipo con la condizionale. Fejzulai Kujtim, come riferito dal ministro Nehammer, "per eseguire questo orribile attacco a cittadini innocenti, era equipaggiato con una finta cintura esplosiva, un fucile automatico, una pistola e un machete". Prima dell'attacco, l'attentatore pare abbia pubblicato una foto sul suo account Instagram che lo mostrava con due armi: non e' ancora chiaro se  avesse giurato fedelta' allo Stato islamico. 

I terroristi hanno sparato a chi sedeva ai tavolini dei bar in sei diversi punti del centro storico, una circostanza che ha riportato alla mente quel terribile 13 novembre 2015 quando a Parigi furono colpite le persone sedute ai cafè del Decimo Arrondissement, oltre agli obiettivi del Bataclan e dello Stade de France.

Un "ripugnante atto terroristico", secondo il cancelliere Sebastian Kurz, ma preparato "in modo molto professionale". Il ministro dell'Interno Karl Nehammer, ha chiesto che durante l'attuale fase delicata di ricerca degli autori (non si sa se uno o di più, oltre all'attentatore ucciso) i viennesi restino a casa e ha disposto per oggi la chiusura delle scuole. In una conferenza stampa all'alba, il ministro ha detto che il terrorista ucciso era secondo i risultati delle prime indagini un "simpatizzante dello Stato islamico radicalizzato", pesantemente armato, anche se la cintura esplosiva che aveva attorno al corpo si è rivelata finta.

Almeno un secondo aggressore è ancora in fuga; ma non è escluso che possano essere fino a 3 ad avere partecipato all'attacco. In mattinata, un blitz delle forze dell'ordine in un appartamento a Sankt Poelten, a 60 km da Vienna ha portato al fermo di due persone, ma non sono stati forniti ulteriori dettagli

La prima sparatoria, attorno alle 20, è avvenuta nella via in cui si trova la principale sinagoga della capitale, chiusa in quel momento e teatro nel 1981 di un attentato con due vittime, vicina a una zona di locali molto frequentata. Gli attentatori hanno sparato a chi sedeva nei "dehors" dei locali del centro della città, in altri 5 luoghi; alle 20,09 uno degli aggressori è stato colpito a morte dagli agenti che erano nel frattempo intervenuti. Gli attacchi sono avvenuti in sei diversi punti della città vecchia.

I luoghi colpiti nel centro di Vienna sono tutte molto vicini fra loro e si trovano tutti nel Primo distretto, quello centrale. Mentre l'attacco era ancora in corso, i testimoni hanno postato sui social circa 20 mila video; immediatamente è stato chiesto di non diffonderli e una squadra speciale di agenti li sta analizzando. Le quattro vittime sono due uomini e due donne, una deceduta dopo il ricovero all'ospedale.

Dei 17 feriti ben 7 si trovano in gravi condizioni. Un migliaio di uomini, fra poliziotti e militari, sta ancora partecipando alla caccia all'uomo, con elicotteri e posti di blocco intorno alla capitale. 75 soldati sono stati posti a guardia degli edifici "sensibili" mentre anche le vicine Germania e Ungheria hanno annunciato l'invio di forze speciali. L'appartamento in cui viveva il terrorista ucciso è stato perquisito dalle forze dell'ordine che hanno usato una carica esplosiva per accedervi; una modalità analoga è stata utilizzata dalle forze dell'ordine che hanno fatto irruzione in un appartamento non lontano da Vienna e riconducibile all'entourage dell'attentatore ucciso.