È arrivato il momento di innamorarsi di nuovo della Fiat 126 (a zero emissioni)?

Di Redazione Digital
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Photo credit: Courtesy Fiat
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Con i suoi tre metri e cinque centimetri di lunghezza, la Fiat 126 è la prima vera utilitaria compatta dell'Italia ancora entusiasta dal recente boom economico: presentata al Salone dell’automobile di Torino nel 1972, è nata per sostituire l’altrettanto leggendaria 500 e prende le sue forme dalla concept car City Taxi disegnata da Pio Manzù nel 1968.

A differenza della Fiat 500, la 126 è un’auto dalle linee tese e squadrate (piccolo trucco per avere più spazio a bordo m anche simbolo della “modernità” anni 70) e dalla scocca resistente che, a differenza della sua antenata, sposta il serbatoio dal bagagliaio anteriore alla zona sotto i sedili posteriori, in una posizione più sicura in caso d'incidente.

Photo credit: Courtesy Fiat
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A decretarne la diffusione di massa sono soprattutto il prezzo basso e i consumi ridotti, ma almeno nei primi anni non riuscirà a competere con l’affetto che gli italiani nutrivano per la 500: se la prima era l’auto delle scampagnate e dell’emancipazione, la nuova arrivata era la seconda macchina, l’auto con cui si portavano a scuola i figli o si andava a lavorare. Un’auto più legata alle esigenze razionali che al sogno di libertà, pensata anche per viaggiare sull'Autostrada del Sole quella rete autostradale nuova di zecca che aveva davvero unito l’Italia.

Photo credit: Courtesy Fiat
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La Fiat 126 veniva prodotta negli stabilimenti Fiat di Cassino, Termini Imerese e Desio, ma gran parte della produzione venne delegata alla Polonia, in particolare agli stabilimenti di Bielsko-Biała e di Tychy – segnando l'avvento della motorizzazione di massa in Polonia, dove la Fiat 126 verrà soprannominata Maluch ("piccola") e diventerà parte integrante del patrimonio culturale –, da cui il 22 novembre 2000 uscirà l'ultimo modello di Fiat 126, dopo una produzione ininterrotta di 28 anni.

Photo credit: © MA-DE Studio
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A distanza di 20 anni da quell’ultimo modello, lo studio di design comasco MA-DE Studio, fondato da Andrea Della Vecchia e Woody Chui, ripensa l’utilitaria per eccellenza in una versione moderna, compatta e a emissioni zero.

“Ho sempre avuto una passione per le auto e la quarantena mi ha dato la possibilità di rallentare, lavorando per la prima volta a un progetto di Car Design” ci spiega Andrea Della Vecchia. “Con il mio assistente Giuseppe Cafarelli, abbiamo progettato questo concept completamente elettrico a 4 posti della Nuova Fiat 126 Vision. Un gioco e un piccolo sogno, ma come ha scritto qualcuno... 'Se non costruisci il tuo sogno, qualcun altro ti assumerà per aiutare a costruire il proprio'. Ho deciso di disegnare questo modello specifico per molte ragioni, ma soprattutto per un valore emotivo: era l'auto di mia zia e una delle prime auto che ho guidato. Nessun servosterzo o assistenza alla guida. Solo il volante, lo sterzo, le ruote e la strada. Non posso dimenticare quanto ho sudato d'estate per parcheggiare l'auto a Roma. Il secondo motivo è perché amo il design, moderno, tagliente e sobrio allo stesso tempo della 126 originale”.

Pur preservando la sagoma e alcuni elementi stilistici inconfondibili dell’originale, come il tetto rastremato nella parte posteriore e i fari squadrati, la proposta di Fiat 126 di MA-De Studio si arricchisce di particolari moderni, come le maniglie delle portiere a scomparsa e i cerchi in lega, e di una versione Abarth.

Photo credit: © MA–DE Studio
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