È Donald Trump il nuovo meme-stock che sta sbancando Wall Street

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Che cos’è un meme-stock? Si tratta di azioni di società che iniziano improvvisamente a salire di valore grazie alla spinta coordinata di gruppi di trader online che decidono di puntare su quel titolo. Un fenomeno che è nato quest’anno, quando a gennaio scoppiò la febbre da GameStop. Rivenditore americano di videogiochi, in difficoltà economica da tempo, nelle prime settimane di quest’anno ha visto salire vertiginosamente il valore delle proprie azioni del 1900%. Numeri pazzeschi, raggiunti solo grazie ad un’operazione coordinata. Un atto di guerriglia, messo in campo all’unisono da tanti piccoli investitori, che si sono coordinati tramite Reddit ed altre community online di trader.

Un agguato in pieno giorno nel cuore di Wall Street. Perché l’operazione ha fatto perdere miliardi agli hedge-fund, cioè fondi di investimento dalle dimensioni decisamente più grandi rispetto a chi bazzica Reddit, che si erano posizionati a ribasso sul titolo GameStop. Cioè avevano shortato quelle azioni, scommettendo sul loro prossimo crollo in borsa. Ma da un giorno all’altro, a gennaio, accadde l’impensabile. Migliaia di piccoli investitori intervennero, sostenendo il titolo GameStop e facendolo volare. Rovinando la festa ai lupi più esperti del New York Stock Exchange che si stavano preparando ad assaporare la loro prossima preda. All’epoca si era parlato di una effettiva democratizzazione di Wall Street. Una riedizione, questa volta di successo, del movimento Occupy Wall Street, sorto, come noto, subito dopo il fallimento della Lehman Brothers nel 2008.

Ma al di là delle considerazioni politiche, va detto che un meme-stock poteva avere successo solo oggi, nei nostri anni. E non prima. Ciò che è cambiata è la tecnologia a disposizione degli investitori: sono infatti cresciute le community online di trader, sia professionali che amatoriali. Basti pensare al social trading di Etoro e piattaforme simili. Poi, ad incentivare l’entrata in gioco di nuovi soggetti, è la diffusione di piattaforme dove è consentito il trading senza commissioni. Grazie al FinTech è possibile, inoltre, acquistare azioni frazionarie con maggiore facilità, senza dover per forza acquistare l’intera share. E poi, tramite Internet, sono sempre più diffusi strumenti efficaci di analisi online degli investimenti. Queste novità tech hanno aperto le porte di Wall Street a tantissimi piccoli e piccolissimi investitori, in passato costretti a rimanere fuori dal giro che conta.

C’è però un lato negativo del meme-stock: la volatilità. Ed è quello che è successo con il titolo GameStop. Ad inizio gennaio, prima del rally, si attestava a 19 dollari. In due settimane ha toccato quota 347. In ventiquattro ore, il 28 gennaio, si è dimezzato a 193. Per poi risalire, sempre nel giro di poche ore, a 325. A febbraio il crollo a 53 e la risalita a 265 i primi di marzo. Troppi numeri? Tranquilli, l’importante è capire il concetto: montagne russe. Tipiche del fenomeno meme-stock. Prezzi in rapida crescita, durante la fase del pump, il pompaggio del titolo, che attirano molti trader interessati a fare soldi sul breve periodo. Facendo sì aumentare il prezzo, ma rendendo tutto più rischioso perché nessuno può sapere, con certezza, quando inizierà il dump, cioè lo sgonfiamento, altrettanto rapido, del titolo.

La volatilità del titolo GameStop nel 2021 (Photo: Google)
La volatilità del titolo GameStop nel 2021 (Photo: Google)

Ed arriviamo ad oggi. A Donald Trump. Perché forse suonerà male, ma l’ex presidente americano è il nuovo meme-stock del momento. In particolare, ad essere oggetto di un robusto rally del suo valore, è Digital World Acquisition Corp (Dwa), una società lanciata da The Donald, in vista dell’avvio ufficiale del suo social network ‘personale’, The Truth.

Facciamo però un passo indietro. 6 gennaio 2021. Washington D.C. Manifestanti pro-Trump assaltano il Campidoglio, la sede del Congresso americano. L’azione ‘golpista’, per quanto priva di reali conseguenze istituzionali – due settimane più tardi Joe Biden si insediò senza resistenze alla Casa Bianca – causò la condanna di Trump da parte dei principali social network d’oltreoceano. Sospensione a vita da Twitter e per due anni da Facebook. Un duro colpo per il leader repubblicano abituato a fare campagna elettorale permanente tramite le piattaforme social. Per dare l’idea, durante il suo mandato il presidente era anche noto come Twitter-in-Chief.

Da qui l’idea di creare una piattaforma propria. Trump avrà un social da utilizzare come megafono verso il suo elettorato, rimasto orfano dei tweet compulsivi del tycoon newyorchese. Si chiamerà Truth. Una piattaforma – dovrebbe vedere la luce entro la fine di novembre – che lancerà la corsa di Trump alla Casa Bianca nel 2024. O almeno così sembra, dato che non sono ancora arrivate conferme da parte dell’interessato. “Ho creato Truth per oppormi alla tirannia delle Big Tech – ha detto Trump – viviamo in un mondo in cui i talebani hanno una presenza enorme su Twitter, ma il vostro presidente americano preferito è stato messo a tacere. Questo è inaccettabile”. La proprietà di Truth è della Trump Media and Technology Group (Tmtg), una sorta di nuovo gruppo editoriale in mano al magnate.

Ed è qui che arriviamo al meme-stock. Perché unito al lancio del gruppo Tmtg, Trump ha messo sul mercato azionario anche Digital World Acquisition Corporation, cioè una SPAC, una Special Purpose Acquisition Company, una società veicolo destinata alla raccolta di capitali attraverso la quotazione, a sua volta orientata ad un maggiore investimento in una società già esistente. Cioè la Trump Media and Technology Group, con la quale la SPAC che sta raccogliendo i capitali si fonderà entro il primo trimestre del 2022. E quindi, un po’ perché la nuova avventura di Trump sembra poter diventare la next big thing nel mondo Big Tech, un po’ perché l’ex presidente può contare su una vasta scala di sostenitori che a loro volta sono pronti ad investire piccole o piccolissime somme nel suo progetto, ecco, metti insieme tutto ciò e ti ritrovi un nuovo meme-stock.

La scorsa settimana, le azioni della nuova SPAC, sono volate con un +1200%. Da 9,96 a 131 dollari a stock, in sole 48 ore. Pompate dal coordinamento online su Reddit e StockTwits di sostenitori di The Donald. Oltre che dagli investitori, e non solo quelli di piccole dimensioni. Perché questa volta, a Wall Street, non si sono fatti trovare impreparati come con GameStop. A partecipare al rally c’erano anche alcuni hedge fund di grandi dimensioni, come DE Shaw e Saba Capital, che hanno fatto milioni in poche ore. È già finita, se mai era cominciata, la breve stagione di Occupy Wall Street 2.0.

Senza dimenticare un aspetto non irrilevante. Il primo a guadagnarci da questo meme-stock è stato lo stesso Trump. Perché la futura società che nascerà dalla fusione di Tmtg e la SPAC appena lanciata, sarà per il 58% di sua proprietà. Rendendo l’ex inquilino della Casa Bianca – famoso per la sua attività immobiliare a Manhattan; per i suoi casino pieni di debiti ad Atlantic City; per le sue comparsate in decine di film; per il talent-show da lui ideato; nonché per la sua folta chioma di capelli dorata – più ricco che mai.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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