È fuori dal carcere il figlio del boss che con il Suv uccise due bambini

AGI - "Siamo distrutti, ma che giustizia è questa? È uno schifo. Si chiama 'ingiustizia', non giustizia. A meno di un mese dai tre anni dalla morte di Alessio e Simone, chi li ha investiti quella notte riducendoli a poltiglia, è fuori dal carcere. Solo noi, noi genitori, abbiamo l'ergastolo". A denunciare all'AGI, con parole piene di rabbia, sono Alessandro e Tony D'Antonio, genitori dei piccoli Alessio e Simone, uccisi l'11 luglio del 2019 a Vittoria (Ragusa). Quella sera i due bambini erano seduti sullo scalino della porta di casa quando, una macchina a tutta velocita', li travolse.

GUARDA ANCHE IL VIDEO: 23 maggio 1992, 30 anni fa la strage di Capaci

La macchina era guidata da Rosario Greco, figlio del boss Emanuele e gli altri tre passeggeri (fra cui un altro figlio di boss, Angelo Ventura) scapparono. La Corte di Cassazione, lo scorso marzo, ha annullato con rinvio la sentenza d'appello di condanna a 9 anni di reclusione per Rosario Greco.

Il processo è da rifare, ma intanto Greco è stato posto ai domiciliari, uscendo così dal carcere. "È incredibile. Siamo senza parole - commentano amaramente i D'Antonio - Ci siamo affidati alla giustizia, non possiamo pensare che a meno di tre anni dalla strage che ci tolse i nostri figli, oggi questo delinquente sia fuori dalla galera. Non ci possiamo pensare. È questa la giustizia che lo Stato italiano riconosce a noi genitori? Tre anni di carcere per aver trucidato due bambini? Chiediamo una mobilitazione civile, chiediamo ai giudici di non negarci quella giustizia in cui credevamo perché - concludono -, altrimenti, solo la nostra condanna sarà a vita".

Il nostro obiettivo è creare un luogo sicuro e coinvolgente in cui gli utenti possano entrare in contatto per condividere interessi e passioni. Per migliorare l’esperienza della nostra community, sospendiamo temporaneamente i commenti sugli articoli