"È giusto prevedere un attestato di vaccinazione" dice una delle eroine del 2020

Stefano Benfenati
·2 minuto per la lettura

AGI –  La posizione dei medici no-vax è "molto grave". E sarebbe opportuno prevedere un “attestato di vaccinazione” per il personale sanitario a contatto con i soggetti fragili, ad esempio, gli ospiti delle Rsa. Lo dice all'AGI, Monica Bettoni, tra gli eroi del Covid premiati dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella, in ottobre, per l'impegno dimostrato contro il coronavirus.

Bettoni, medico in pensione, è tornata in corsia a quasi 70 anni, nell'aprile scorso durante la prima ondata. Tre settimane a curare i pazienti dell'ospedale Covid di Fidenza (Parma). Un ritorno in trincea dopo una carriera in politica da donna delle istituzioni: è stata sottosegretario alla Salute (nei governi Prodi e D'Alema) nonché direttore generale dell'Istituto Superiore di Sanità (nominata nel 2007).

Ora vive ad Arezzo con il marito, ma il suo camice bianco è sempre pronto per essere indossato in caso di necessità. E la nomina a Cavaliere dell'ordine al merito della Repubblica italiana (“non me lo aspettavo”) non ha placato la sua voglia di servire la comunità. “Bisogna essere sempre disponibili a dare una mano. Io ho fatto domanda anche come medico vaccinatore – ha spiegato l'ex sottosegretaria - ma visto che ci sono state molte richieste penso che, nel caso, lascerò il mio posto ad un giovane neo-laureato che ha bisogno di lavorare”. 

 Per quanto riguarda i medici no vax "conosco lo scetticismo di molti miei colleghi. Penso sia molto grave - ha osservato Bettoni - il fatto che chi e' padrone della scienza medica non comunichi ai cittadini il fatto che i vaccini, specialmente quelli attuali, sono innocui e altamente protettivi. L'esempio per tutti e' il vaccino anti-influenzale". Inoltre, "non derogando al principio della non obbligatorieta' penso sia opportuno per certe professioni  richiedere un attestato di vaccinazione. Lo si fa per la scuola e lo si potrebbe fare anche per il personale sanitario che opera con soggetti fragili, ad esempio nelle Rsa".

Nella seconda ondata del virus "la grande carenza che ho riscontrato e' stata la prevenzione. Quando e' saltato il tracciamento la situazione e' sfuggita di mano. Una 'sentinella' attiva sul territorio, ad esempio tramite l'utilizzo dei tamponi rapidi - ha concluso Bettoni - avrebbe potuto dare l'allarme per far scattare prima le misure restrittive anti Covid, regionali o nazionali, poi adottate