È il giorno della pillola anti-Covid in Italia

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Medicine pill is seen with the word 'Molnupiravir' displayed on a screen in the background in this illustration photo taken in Poland on November 5, 2021.  (Photo by Jakub Porzycki/NurPhoto via Getty Images) (Photo: NurPhoto via Getty Images)
Medicine pill is seen with the word 'Molnupiravir' displayed on a screen in the background in this illustration photo taken in Poland on November 5, 2021. (Photo by Jakub Porzycki/NurPhoto via Getty Images) (Photo: NurPhoto via Getty Images)

Nei giorni scorsi è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale la determina dell’Aifa con le modalità di impiego e le condizioni di somministrazione della pillola anti virale Merck per il trattamento del Covid e da oggi 4 gennaio 2022 è distribuita alle Regioni dalla struttura commissariale diretta dal generale Francesco Paolo Figliuolo. La durata del trattamento del Molnupiravir, che consiste nell’assunzione di 4 compresse (da 200 mg) 2 volte al giorno, è di 5 giorni.

La somministrazione avviene “nei pazienti adulti non ospedalizzati per Covid 19 con malattia lieve-moderata di recente insorgenza e con condizioni cliniche concomitanti che rappresentino specifici fattori di rischio”. “La prescrizione ed il trattamento - si legge nella determina - devono garantire la somministrazione del prodotto il più precocente possibile rispetto all’insorgenza dei sintomi e comunque non oltre i 5 giorni dall’inizio degli stessi”.

La selezione del paziente, secondo quanto indicato dall’Aifa - è affidata ai medici di medicina generale, i medici delle Usca e in generale ai medici che “abbiano l’opportunità di entrare in contatto con pazienti affetti da Covid di recente insorgenza e con sintomi lievi moderati e di indirizzarli rapidamente alla struttura presso la quale effettuare la prescrizione e al distribuzione del farmaco e deve avvenire nel rispetto ei criteri fissati dalla Cts”.

Sempre secondo le indicazioni dell’agenzia del farmaco la pillola Merck può essere prescritta limitatamente ai “medici operanti nell’ambito elle strutture identificate dalla regioni per la somministrazione”. La definizione del percorso attraverso il quale vengono identificati i pazienti eleggibili al trattamento - conclude il documento dell’Aifa - è rimessa ai provvedimenti delle Regioni e delle province autonome”.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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