"È improbabile che i due americani scontino la pena in Usa"

ugo barbàra

È improbabile che, in caso di condanna di Finnegan Elder Lee e Gabriel Natale Hjorth per l'uccisione del carabiniere Mario Cerciello Rega, gli Stati Uniti chiedano di far scontare la pena ai due giovani americani nel loro Paese. Ne è convinto Oliviero Diliberto, docente di diritto romano a La Sapienza e alla Zhongnan University of Economics and Law in Cina, nonché ministro della Giustizia all'epoca del trasferimento di Silvia Baraldini in Italia dagli Usa dove era stata condannata per terrorismo. 

"Si tratta di un crimine terribile, ma pur sempre di un crimine che non ha una connotazione politica o militare e per questo, secondo me, non ci sono gli estremi perché gli Stati Uniti chiedano l'applicazione di quel trattato internazionale che prevede la possibilità di far scontare la pena a un condannato nel Paese di origine" dice all'Agi.

"Fuorviante l'accostamento con il caso Cermis"

Secondo l'ex ministro, l'accostamento che da più parti viene fatto con la vicenda dei piloti responsabili del disastro del Cermis è fuorviante "perché si trattava di militari e in quel caso gli Usa fecero valere una norma prevista nel trattato Nato", mentre concedere di processare o di far scontare la condanna nel Paese di appartenenza per un crimine comune "è facoltà del singolo Stato". 

Diliberto sottolinea che è improprio anche parlare di 'estradizione' perché questa viene chiesta dal Paese in cui è stato commesso un crimine quando l'autore viene catturato in un altro stato.

Riguardo la foto di uno dei sospettati ammanettato dietro le schiena e bendato, l'ex ministro dice che "è sicuramente inopportuna e l'Arma ha fatto benissimo ad aprire una inchiesta per capire chi ha bendato il ragazzo e chi lo ha fotografato". "Ma" aggiunge, "non mi aspetto conseguenze, dato che il procuratore ha dichiarato che durante l'interrogatorio tutto si è svolto regolarmente".