È morta Elisabetta Imelio, anima dei Prozac+

Gabriele Fazio

Elisabetta Imelio, bassista dei Prozac+ e dei Sick Tamburo, è morta nella notte al Cro di Aviano dove era ricoverata per le gravi condizioni causate dal tumore al seno contro il quale lottava dal 2015. Aveva solo 44 anni e lascia un vuoto nel mondo della musica underground italiana.

Underground fino ad un certo punto, perché in realtà i Prozac+, frutto del sodalizio artistico varato a Pordenone nel 1995 tra la Imelio, Gian Maria Accusani ed Eva Poles, solo tre anni dopo con “Acida”, il loro brano di maggior successo, conquistano una platea ben più ampia. A seguire il rifugio nuovamente proprio in quella scena sotterranea che ancora doveva prendersi i palcoscenici più importanti del paese, una scena che era probabilmente più adatta ad uno stile che ancora oggi, più di vent'anni dopo, risulta “avanti”.

Una sorta di punk cantautorale, vagamente tec, che resta un territorio dove, più avanti dei Prozac+, non si è spinto nessuno, o perlomeno nessuno è mai riuscito a declinarlo per il grande pubblico, come fatto da loro. Parallelamente nel 2009, quando i Prozac si sentono forse un po' ingoiati dal successo commerciale di “Acido” e “Angelo”, ottimi lavori ma non esattamente così rappresentativi dell'universo profondo e complesso raccontato dalla band, specie nei testi di Accusani, nasce proprio tra il chitarrista ed Elisabetta Imelio l'idea di indossare dei passamontagna e mettere insieme un secondo progetto: i Sick Tamburo; e il viaggio nei circuiti indipendenti ricomincia a volare.


Basta dare uno sguardo alla cronologia degli eventi per capire che i Prozac + così come i Sick Tamburo arrivano troppo presto rispetto al treno indie del 2015, quando quel famoso underground, che ha perso nel frattempo quella tendenza alla sperimentazione, all'alternatività, si prende il banco e diventa puro mainstream. Probabilmente non sarebbe accaduto comunque nulla di diverso, Accusani e la Imelio hanno sempre mantenuto una forte identità artistica, fermamente riconosciuta e apprezzata da tutto l'ambiente musicale italiano.

Tant'è che nel 2018, quando Accusani decide di registrare nuovamente a scopo benefico “La fine della chemio”, una canzone “che non potevo non scrivere”, incisa l'anno prima per l'amica in piena lotta contro il tumore, a supporto del progetto arrivano alcuni dei musicisti più in vista della nostra scena: da Jovanotti ai Tre Allegri Ragazzi Morti, da Manuel Agnelli a Samuel, da Elisa a Meg, fino a Lo Stato Sociale.

Tutti vogliono partecipare, tutti sentono loro la battaglia di Elisabetta, come se quel tumore avesse colpito un'intera categoria di artisti. “L'ho ascoltata per la prima volta in macchina, mentre andavo all'ospedale. – ha raccontato la stessa Elisabetta a Vanity Fair – È stato un istante, più potente della chemio, degli antidepressivi, degli incontri con la psicologa e di mille terapie coadiuvanti. Mi è arrivata addosso una bomba d'amore e di speranza, un'energia che mi ha dato gioia, forza e volontà indispensabili per affrontare tutto questo”. Il 2018, sempre seguendo la cronologia, è anche il compleanno di “Acidoacida”, vent'anni, così i Prozac+ decidono di rivedersi sul palco del Circolo Magnolia di Segrate durante il MiAmi, uno dei festival di musica indie più rinomati, per un concerto unico, dove il pubblico, accorso numerosissimo, ha fatto capire non solo che la loro musica non è stata dimenticata.


Anzi, è stata anche tramandata a chi nel 1998 ancora non era nemmeno nato; ma soprattutto, in mezzo ai nomi top del nuovo cantautorato italiano, della nuova discografia italiana, che di quell'energia unica c'è ancora una gran sete. Qualche giorno dopo la seconda e ultima esibizione in assoluto, più vicini a casa loro, a Treviso nell'ambito dell'Home Festival. La scena musicale italiana perde una donna che con il suo lavoro, comunque, non si farà dimenticare, nemmeno quando, se mai accadrà, il suo modo di intendere la musica verrà perlomeno eguagliato.