È morto Cataldo “Dino” Anaclerio, il fratello di Dj Ringo

cataldo anaclerio

È morto Cataldo Anaclerio, meglio conosciuto come Dino, il fratello di Dj Ringo. Il messaggio di quest’ultimo sui social lo ricorda con tenerezza: “Grazie a tutti gli amici che ieri (venerdì 28 febbraio ndr.) sono venuti a salutare per l’ultima volta mio fratello Dino.. – ha scritto -. Bello vedere tanto affetto per lui.. Rest In Peace..”.

Morto Cataldo “Dino” Naclerio

Lutto per Dj Ringo: è morto il fratello Cataldo Anaclerio, conosciuto con il nome d’arte “Dino”. Venerdì 28 febbraio si è tenuto l’ultimo saluto. Pier Silvio Berlusconi ha abbracciato forte l’amico Dj Ringo e si è stretto alla famiglia per l’improvvisa scomparsa del caro. Anche Paolo Salvaderi, Amministratore Delegato Radiomediaset, i Dirigenti e tutti i colleghi, sono vicini con grande affetto a Dj Ringo e a tutta la famiglia per la dolorosa e prematura scomparsa del caro fratello. Partecipano al lutto anche Cesare Sordi e Donata Crescini.

“Fratelli perduti e ritrovati”

Si è tenuta il 21 gennaio l’incontro con don Claudio Burgio, che ha presentato “Fratelli perduti e ritrovati”, la storia di due fratelli di sangue (dj Ringo e Dino Anaclerio) che raccontano aneddoti di vita del vissuto milanese negli anni Settanta. “Ho colto lo spunto del “figliol prodigo”, una parabola che conoscono e interpella un po’ tutti per raccontare l’esperienza di questi ragazzi” ha spiegato l’autore. “Ci sono due tipi di fughe possibili – ha poi proseguito -: una estroversa, in cui il figlio scappa, cade, fa scelte anche negative ma coraggiose, alla ricerca di un’identità. E una fuga introversa, di chi sta col padre, ma fugge in maniera diversa. Non esistono ragazzi buoni e ragazzi cattivi, ma ragazzi. Punto. Chi cambia la storia è il padre che, apparentemente debole, detta la svolta di entrambi i figli. Non si può diventare padri se non si ricorda di essere stati figli”.

Dj Ringo, presente all’incontro, aveva dichiarato: “Io e mio fratello Dino abbiamo vissuto tra Bicocca, Bruzzano e Niguarda, nell’Italia degli anni Settanta. Non era facile”. Tra gli aneddoti, “ricordo il bar sport, i tanti amici che non ci sono più. Come Sabino a cui avevo prestato il mio Ciao rosa con cui fece una rapina. Mi presi un bel pugno dal maresciallo che aveva notato il motorino, sapeva che non ero stato io e Sabino confessò”. Nonostante legati dall’affetto e dalla stima, Ringo e Sabino hanno fatto scelte diverse: “Io mi sono buttato sulla musica – ha detto lo speaker di Radio Virgin -. Ma si era amici. Quando ho sentito il progetto del don ho voluto esserci, è una lingua che conosco bene”.

Infine, don Burgio ha concluso: “Anche dietro a vite difficili e storie incredibili ho trovato in ogni ragazzo che ho incontrato in questi 15 anni una qualità. Non possiamo farli crescere nella nostra depressione, nel “tutto fa schifo”, dobbiamo dire loro la verità: “sei una ricchezza, puoi farcela”.