È morto Luciano De Crescenzo

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Dietro l’aria sorniona e un personaggio minuziosamente costruito negli anni, è stato prima di tutto un umanista, che ha fatto dell’ironia e della divulgazione le sue bandiere espressive, intingendo il tutto in un umorismo sapido e colto e traducendo la filosofia greca nel buonsenso comune. E’ morto a Roma, al policlinico Gemelli, Luciano De Crescenzo, l’ex ingegnere diventato scrittore bestseller, regista, attore e conduttore televisivo. Avrebbe compiuto 91 anni il 18 agosto.

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Nato a Napoli nel 1928, quartiere San Ferdinando, zona Santa Lucia, esemplare tipico dell’intellettuale partenopeo, Luciano De Crescenzo, figlio di un fabbricante e negoziante di pellami, ha svelato negli anni e a modo suo, ogni dettaglio della sua biografia: dai genitori che si conoscono “in fotografia” grazie a una popolare sensale del tempo fino alle marachelle col compagno di scuola Carlo Pedersoli in arte Bud Spencer; dall’apprendistato nella ditta del padre ai brillanti studi in ingegneria idraulica passando per i giorni di guerra a Cassino.


Con una scelta anticonformista, dopo aver fatto carriera da informatico alla Ibm, lascia il lavoro e si dedica alla scrittura usando le armi del surreale e del paradosso in “Così parlo Bellavista” (1977). Lo scopre Maurizio Costanzo che lo trasforma in opinionista nel suo programma di successo “Bontà loro”. La simpatia bonaria del personaggio, la complicità con il conduttore e l’oggettivo successo delle qualità narrative di De Crescenzo portano il libro a vendere oltre 600.000 copie e l’autore a ripetere il suo “doppio” letterario in nuove storie mentre la passione per il cinema e la frequentazione della tv lo incitano a passare dietro la macchina da presa.

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