È morto l'uomo che salvò Chagall, Breton e altri artisti dai nazisti

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AGI - Justus Rosenberg ha insegnato per una vita ai suoi studenti la bellezza dei grandi classici della letteratura francese e russa, ma lui stesso ha avuto una vita da romanzo, solo che non ha mai voluto raccontarla. Adesso che è scomparso all'età di cento anni, del professor Rosenberg è emerso il passato da partigiano francese e da messaggero clandestino che aiutò a lasciare la Francia - allora occupata dai nazisti - a pittori, scrittori e intellettuali come Marcel Duchamp, Marc Chagall, Max Ernst, Andrè Breton e Hannah Arendt.

Da ragazzo Rosenberg aveva lanciato bombe contro i carrarmati tedeschi, aiutato l'esercito americano nell'avanzata, guadagnato una Stella di Bronzo per il suo eroismo. Un giorno era rimasto ferito gravemente da una mina, mentre era a bordo di una jeep. Il compagno, che aveva preso il posto che in genere toccava a lui, era rimasto ucciso.

Gli studenti sapevano che il loro professore aveva combattuto i nazisti, e spesso avevano provato a fargli raccontare qualcosa di più. Lui aveva preferito concentrare l'attenzione sul tema del suo corso, "I dieci classici che hanno scosso il mondo".

Una breve biografia

Nato nel 1921 a Danzica, in Polonia, da una famiglia ebrea, Rosenberg era stato mandato a studiare a Parigi, per tenerlo lontano dai nazisti. Justus aveva 16 anni e non sapeva che non avrebbe rivisto la famiglia per altri quindici.

A Tolosa, il giovane Rosenberg aveva conosciuto una studentessa americana, Miriam Davenport, che lo aveva incoraggiato a seguirla a Marsiglia. Una volta arrivati nella città del sud della Francia, la ragazza gli aveva fatto una proposta inattesa: "Ho un compito per te". Justus era entrato così in un comitato di resistenza il cui compito era mettere in salvo le figure di rilievo rimaste bloccate nella Francia del regime di Vichy.

Serviva un corriere in grado di consegnare messaggi importanti e documenti contraffatti; essendo biondo, Rosenberg non avrebbe destato sospetti. Facendo la spola con i Pirenei, a rischio della vita, Justus aveva aiutato molte personalità, tra cui gli scrittori Heinrich Mann e Franz Werfel, e Alma, la compositrice austriaca vedova del maestro Gustav Mahler, a lasciare la Francia; anche con il suo contributo, erano riusciti a scappare Chagall, Breton e altri grandi personaggi.

Finita la guerra, Rosenberg riprese il suo vecchio progetto: andò a Parigi a studiare letteratura alla Sorbona, poi emigrò in Usa. Qui, dopo aver ottenuto un dottorato all'Università di Cincinnati, entrò come docente al Bard College, a nord di New York, dove ha insegnato letteratura per più di cinquant'anni. Della sua storia parlò solo una volta per un documentario di Steven Spielberg sui sopravvissuti all'Olocausto. Neanche alla moglie, Karin, conosciuta negli anni '80, aveva detto molto.

"Quando me ne parlò - ha raccontato la donna al New York Times - gli dissi: Justus, perchè non me ne hai mai parlato? Lui rispose: perchè non volevo passare per gradasso". Quattro anni fa gli venne assegnata la Legion d'Onore, unica concessione alla sua nobile riservatezza. "Credo che lui sia stato un eroe - ha commentato Karin - ma lui non si vedeva in quel modo. Justus pensava di aver fatto solo ciò che era giusto fare".  

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