È morto Vladimir Bukovsky, dissidente dell'Urss denunciò abusi psichiatrici

Vladimir Bukovsky, lo scrittore e dissidente del regime sovietico che negli anni '70 denunciò gli abusi psichiatrici a cui erano sottoposti i prigionieri politici in Urss, è morto. Considerato "un eroe di grandezza quasi leggendaria dal movimento dissidente", come ricorda il New York Times, Vladimir Konstantinovich Bukovsky, è morto domenica sera per un arresto cardiaco a Cambridge, in Inghilterra, a 76 anni. Lo ha reso noto il Bukovsky Center, che ha sede negli Stati Uniti e che gestisce la memoria dell'ex dissidente. L'uomo era ricoverato all'Addenbrooke Hospital di Cambridge, ma le sue condizioni erano critiche da vari anni.

Bukovsky fu il prigioniero politico sovietico più famoso negli anni '70 e uno dei primi a denunciare il fatto che i dissidenti venissero rinchiusi negli ospedali psichiatrici in Urss. Rimesso in libertà dopo dodici anni di reclusione, nel 1976 era stato scambiato con il capo del partito comunista cileno Luis Corval'n, che era stato arrestato dal dittatore Augusto Pinochet; ed era stato trasferito in Gran Bretagna, dove viveva da allora. Dopo il crollo dell'Urss, Vladimir Bukovsky aveva lavorato per un po' con le autorità russe ma poi si era nuovamente allontanato da esse ed anzi era entrato in aperta opposizione con il Cremlino. Nel 2008, non era riuscito a candidarsi alla presidenza russa perché aveva la doppia nazionalità russa e britannica.