È partita la navetta Soyuz con a bordo Luca Parmitano

marta allevato
È partita dal cosmodromo russo di Baikonur, in Kazakistan, la Soyuz MS-13 con a bordo l'astronauta italiano dell'Agenzia spaziale europea (Esa), Luca Parmitano e gli altri membri dell'equipaggio della Expedition 60/61, il russo Alexander Skvortsov e l'americano Andrew Morgan.Un lampo spettacolare ha illuminato la rampa N 1 'Gagarin Start' - intitolata al primo uomo nello spazio, il cosmonauta sovietico Yuri Gagarin - dove la Soyuz e il suo lanciatore aspettavano da due giorni l'equipaggio. Luca affianca il comandante della Soyuz, Skvortsov, come copilota durante le operazioni di lancio e di rientro sulla Terra. Per raggiungere l'orbita terrestre, la Soyuz attraverserà tre stadi: in ognuno di questi, una diversa parte del razzo utilizza il suo carburante e viene poi sganciata per tornare sulla Terra. Già dopo 9 minuti di volo e a una velocità di circa 25.000 km/h, la Soyuz MS-13 inizierà a orbitare intorno alla Terra e gli astronauti entreranno ufficialmente in condizioni di 'assenza di peso'.Il docking, l'arrivo della navetta, alla Stazione spaziale internazionale (Iss) è previsto dopo sei ore dal lancio. Una volta raggiunta la Iss, la Soyuz si aggancerà al modulo di servizio russo Zvezda e circa due ore dopo si aprirà il portello. I tre astronauti saranno accolti dall'attuale equipaggio: Christina Koch e Nick Hague della Nasa e Alexy Ochivin di Roscosmos. Morgan è al suo debutto nello spazio, mentre per Parmitano e Skvortsov si tratta rispettivamente della seconda e terza missione. I tre rimarranno sulla Stazione per poco più di 200 giorni, impegnati in centinaia di esperimenti e in una serie di complesse attivita' extraveicolari, le cosiddette passeggiate spaziali. Il lancio è avvenuto in una data altamente simbolica: ricorre oggi il cinquantesimo anniversario dello sbarco dell'uomo sulla Luna. "È una bellissima coincidenza", ha detto ieri in conferenza stampa Parmitano, "non credo ci sia modo migliore di celebrare questo evento, per me è un grande privilegio". Per Luca, questa missione ha anche un altro significato importante: dai primi di ottobre, sarà lui a prendere il comando della Iss, prima assoluta per un astronauta italiano.

È partita dal cosmodromo russo di Baikonur, in Kazakistan, la Soyuz MS-13 con a bordo l'astronauta italiano dell'Agenzia spaziale europea (Esa), Luca Parmitano e gli altri membri dell'equipaggio della Expedition 60/61, il russo Alexander Skvortsov e l'americano Andrew Morgan.

Un lampo spettacolare ha illuminato la rampa N 1 'Gagarin Start' - intitolata al primo uomo nello spazio, il cosmonauta sovietico Yuri Gagarin - dove la Soyuz e il suo lanciatore aspettavano da due giorni l'equipaggio. Luca affianca il comandante della Soyuz, Skvortsov, come copilota durante le operazioni di lancio e di rientro sulla Terra. 

Per raggiungere l'orbita terrestre, la Soyuz attraverserà tre stadi: in ognuno di questi, una diversa parte del razzo utilizza il suo carburante e viene poi sganciata per tornare sulla Terra. Già dopo 9 minuti di volo e a una velocità di circa 25.000 km/h, la Soyuz MS-13 inizierà a orbitare intorno alla Terra e gli astronauti entreranno ufficialmente in condizioni di 'assenza di peso'.

Il docking, l'arrivo della navetta, alla Stazione spaziale internazionale (Iss) è previsto dopo sei ore dal lancio. Una volta raggiunta la Iss, la Soyuz si aggancerà al modulo di servizio russo Zvezda e circa due ore dopo si aprirà il portello. I tre astronauti saranno accolti dall'attuale equipaggio: Christina Koch e Nick Hague della Nasa e Alexy Ochivin di Roscosmos. 

Morgan è al suo debutto nello spazio, mentre per Parmitano e Skvortsov si tratta rispettivamente della seconda e terza missione. I tre rimarranno sulla Stazione per poco più di 200 giorni, impegnati in centinaia di esperimenti e in una serie di complesse attivita' extraveicolari, le cosiddette passeggiate spaziali. 

Il lancio è avvenuto in una data altamente simbolica: ricorre oggi il cinquantesimo anniversario dello sbarco dell'uomo sulla Luna. "È una bellissima coincidenza", ha detto ieri in conferenza stampa Parmitano, "non credo ci sia modo migliore di celebrare questo evento, per me è un grande privilegio". Per Luca, questa missione ha anche un altro significato importante: dai primi di ottobre, sarà lui a prendere il comando della Iss, prima assoluta per un astronauta italiano.