È polemica tra Nord e Sud: le ipotesi

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Spostamenti tra Regioni dal 3 giugno oppure rinvio di una settimana dell’entrata in vigore del decreto per tutti? Sono queste le due ipotesi che il governo sottoporrà ai governatori nella conferenza convocata per venerdì 29 maggio. Dopo le proteste e le polemiche sulla possibilità che lo slittamento di sette giorni riguardi solo Lombardia e Piemonte, si cerca una mediazione con le Regioni del Sud che minacciano di far entrare sul proprio territorio solo chi si presenterà con il test sierologico effettuato nei tre giorni precedenti. Anche se Nello Musumeci, per esempio, governatore di Regione Sicilia, ha già fatto sapere di non richieder alcun passaporto sanitario.

Possibilità di ‘quarantena breve’? È questa una delle idee lanciate dal Governo Conte: una regola che dovrà valere anche per gli stranieri che arriveranno in Italia. “Gli italiani hanno mostrato responsabilità, penso sia opportuno garantire libertà di movimento con la certezza che questo non farà salire i contagi” è il pensiero della sottosegretaria alla Salute Sandra Zampa.

Spostamenti tra Regioni: le idee del Governo

Ma come funzionerebbe la ‘quarantena breve’? Se alcuni governatori dovessero manifestare timori rispetto agli arrivi in vista delle vacanze si proporranno misure di contenimento che possano comunque rassicurare i residenti. Esclusa la possibilità di imporre il test sierologico si stanno prendendo in considerazione altre misure. Come la quarantena breve: quattro o cinque giorni che possano consentire di escludere che la persona ha contratto il virus. Ma sarebbe impossibile da applicare al turismo.

Se i dati del contagio da Coronavirus non dovessero essere positivi, si dovrebbe rinviare la libera circolazione di una settimana: gli spostamenti tra Regioni entrerebbero in vigore da giorno 10 giugno. E il Governo non vuole porre discriminazioni tra le aree territoriali: “Misure restrittive rispetto ai decreti non sono vietate, ma devono essere comunque in linea. Altrimenti impugneremo i provvedimenti davanti al Tar”, è il pensiero del Ministro Boccia.