È stata riaperta l'inchiesta sui due giornalisti italiani scomparsi a Beirut

Marco Bova

Nuove indagini e un testimone top secret pronto a parlare sulla scomparsa dei giornalisti Graziella De Palo e Italo Toni, rapiti nel 1980 a Beirut e mai più ritrovati. I giornalisti erano arrivati nella capitale libanese il 22 agosto 1980 in un viaggio organizzato dall'Olp (Organizzazione per la liberazione della Palestina) e le loro tracce si persero il 2 settembre.

L'inchiesta venne archiviata nel 1984 quando l'allora presidente del consiglio, Bettino Craxi, appose il segreto di Stato, che nel 2014 venne parzialmente rimosso. Secondo quanto apprende l'AGI, in questi mesi la Procura di Roma - aggiunto Francesco Caporale, sostituto Francesco Dall'Olio - ha disposto nuove indagini, accogliendo la richiesta presentata a febbraio dai figli della giornalista, nella quale si elencavano una serie di nuovi elementi emersi nel corso degli anni.

Il fascicolo è ancora contro ignoti ma i pm stanno valutando i documenti allegati alla richiesta di riapertura indagini, nell'intento di valutare responsabilità sull'omicidio o su eventuali depistaggi. A partire da un testimone tuttora top secret, di cui si fa menzione nel carteggio presentato dall'avvocato Carlo Palermo, magistrato sopravvissuto alla Strage di Pizzolungo (Trapani) nel 1985. 

Il contesto investigativo riguarda il cosiddetto 'Lodo Moro' su un accordo tra l'allora leader dell'Olp, Yasser Arafat e il Governo italiano, indenne dagli attentati dei palestinesi che però erano liberi di usare l'Italia come base e luogo di transito di uomini, armi e esplosivi. Il testimone - un dipendente dell'amministrazione dello Stato di cui non sono note le generalità - ha riferito di essere "a conoscenza di alcune vicende successive all'avvenuto sequestro, trovandosi egli all'epoca a Beirut alle dipendenze del colonnello Stefano Giovannone".

Nella richiesta depositata in Procura, infine, il legale ha evidenziato le connessioni tra alcuni atti desecretati nell'agosto 2014 e con l'arresto nel novembre 1979 di Abu Azeh Saleh, responsabile dell'Fplp (Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina) fermato a Bologna per essere il garante del trasporto di due missili terra-aria destinati ai palestinesi.