È stata sgominata la banda che assaltava i portavalori nel Foggiano

Francesco Fotia / Agf

AGI - Maxi operazione della polizia a Cerignola, in provincia di Foggia, nei confronti di diverse persone arrestate perché ritenute responsabili di rapine a furgoni portavalori.

Gli indagati, questa l'ipotesi accusatoria, utilizzavano armi da guerra e disturbatori di frequenza ad ampio raggio i cosiddetti jammers per inibire le comunicazioni via radio e smartphone, al fine di impedire i contatti con le sale operative delle forze dell'ordine e delle ditte di trasporto.

Secondo le indagini per ostacolare o ritardare la reazione da parte delle forze di polizia e guadagnare più facilmente la fuga, erano soliti bloccare la viabilità con veicoli dati alle fiamme. Le indagini sono condotte dallo Sco e dalla squadra mobile della Questura di Foggia, coordinate dalla locale Procura.

"Il contrasto all'azione delle organizzazioni criminali, tutte stanziate in Puglia e specializzate negli assalti a furgoni portavalori, a tir che trasportano tabacchi lavorati esteri e caveau di società di vigilanza privata, in tutto il territorio nazionale, costituisce da oltre 3 anni un obiettivo strategico della direzione centrale anticrimine della Polizia di Stato", ha dichiarato Francesco Messina, direttore centrale anticrimine della Polizia, commentando l'operazione. "Gli odierni esiti d'indagine si aggiungono ad alcune operazioni recentemente concluse dal Servizio Centrale Operativo e dalle Squadre Mobili interessate, che hanno permesso di disarticolare gruppi criminali composti da pregiudicati foggiani e baresi, dediti stabilmente alla consumazione di tali gravissimi reati. Nel periodo considerato - ha ricordato Messina - sono state tratte in arresto 71 persone e oltre 30 sono state denunciate e indagate in stato di libertà, a seguito di indagini che hanno riguardato 11 episodi di tentata rapina, 3 rapine consumate e un furto aggravato avente ad oggetto sportelli bancomat; inoltre, sono stati sequestrati 5 fucili mitragliatori Kalashnikov, 1 fucile a pompa e 5 pistole".

Tra le piu' significative attività di repressione "ritengo opportuno citare - ha continuato Messina - l'operazione conclusa nel luglio 2020 a Brindisi, con l'arresto di 9 persone, l'operazione conclusa nel marzo 2021 a Novara, con l'arresto di 7 persone, l'Operazione conclusa nel giugno 2021 a Modena, con l'arresto di 5 persone, l'operazione conclusa nel marzo 2021 a Brescia, con l'arresto di 31 persone e, da ultimo, l'operazione conclusa nello scorso mese di ottobre ad Avellino, con l'arresto di 4 persone, tra cui un latitante colpito da un provvedimento di custodia cautelare per associazione di tipo mafioso. Non di rado peraltro, dalle indagini sono emerse co-interessenze tra gli arrestati e clan operanti nell'ambito della cosiddetta 'quarta mafia'".