Édouard Manet: le opere principali del pittore francese

Édouard Manet: le opere principali del pittore francese

Édouard Manet (1832-1883) è stato un pittore geniale, ma come spesso accade in questi casi, del tutto incompreso dai suoi contemporanei che hanno sempre considerato le sue opere troppo spinte e prive d’interesse. Egli, pur non volendosi collegare ad alcuna corrente artistica ha comunque realizzato degli splendidi esempi di opere d’arte attribuibili sia al Realismo, sia all’Impressionismo, tant’è che molti critici lo considerano il legame fra le due correnti dell’epoca.

Manet, le protagoniste delle sue opere

I suoi soggetti preferiti sono stati le donne, ritratte nei momenti più usuali della giornata o delle attività; anche per questo motivo Manet fu bersaglio di feroci critiche e alcune sue opere furono addirittura vietate. Il nudo femminile, infatti, sebbene oggi non faccia più alcun affetto, nell’Ottocento era considerato del tutto inopportuno e volgare. Fra le innovazioni di Manet ci sono le posizione assunte dai soggetti dei suoi quadri, per nulla costruite o in posa, ma del tutto naturali come si può osservare notando i particolari delle mani o delle altre parti del corpo.

Inoltre le sue donne guardano al di fuori del quadro, anzi sembrano vogliano comunicare con chi sta davanti e questa è un’altra delle particolarità delle opere di Édouard Manet. Egli ha sempre ritratto scene di vita vera: bariste, musicisti di strada, frequentatori di locali. Un vero e proprio spaccato della società di quell’epoca, che egli ha messo a nudo senza alcun filtro ed è forse per questo che ai suoi contemporanei il maestro non è mai piaciuto.

Le prime opere di Édouard Manet

Manet fu sempre affascinato dai grandi maestri del passato, dai quali trasse ispirazione per le sue opere. Ebbe modo di studiare Tiziano, Raffaello, Tintoretto e molti altri durante i suoi viaggi in Italia anzi, alcune delle sue donne sono senza dubbio frutto dell’influenza che la Venere del Tiziano ha avuto su di lui. Tuttavia nel suo stile si rivela anche il tratto tipico di Velàzquez e di Goya che per Manet furono i più grandi artisti mai esistiti.

Nel 1859 egli realizzò il Bevitore di Assenzio, un soggetto che si discosta notevolmente dai canoni della scuola di Thomas Couture, dove egli mosse i primi passi da pittore. Non si tratta, infatti, di un eroe da raffigurare, quanto piuttosto di un uomo immorale e dissoluto. I toni sono scuri, l’atmosfera angusta e tetra la figura assume una posizione innaturale, come se stentasse a stare dritto sotto i fumi dell’assenzio. Manet non lascia nulla al caso e disegna in modo impietoso un momento della vita di Collardet, conosciuto all’epoca per essere un alcolizzato. L’opera fu rifiutata da varie gallerie che non vollero esporla; oggi è custodita presso il Ny Carlsberg Glyptotek di Copenaghen.

Differente fu la sorte del Chitarrista Spagnolo del 1860. Esposto al Salon del 1861 ebbe un incredibile successo, tanto da meritare delle menzioni d’onore. Da quel momento egli venne riconosciuto pubblicamente come una vera e propria promessa della pittura francese, riconoscimento che avrebbe perso dopo pochi anni a causa del suo famoso quadro Colazione sull’Erba (1863). Quest’opera rappresentò un vero scandalo per la società dell’epoca. La donna nuda, seduta sull’erba in mezzo a due uomini vestiti fu considerato un vero e proprio insulto alla morale francese.

Nonostante il nudo di donna fosse un soggetto comune a molti quadri di artisti del passato, infatti, in questo caso esso rappresentava uno scandalo in quanto del tutto ingiustificato da qualsiasi motivo di carattere mitologico o letterario. Il dipinto ritrae due giovani vestiti elegantemente mentre conversano fra loro ed una donna, non nuda, ma denudata in quanto i suoi vestiti le si trovano accanto, posti in modo disordinato, che guarda verso lo spettatore, come se volesse estraniarsi dalla scena. Lo stesso Napoleone III volle vedere il quadro e ne rimase scioccato, considerandolo un vero e proprio insulto. Oggi si trova al Museo d’Orsay di Parigi.

I successivi dipinti di Édouard Manet

Olympia” del 1863 è un altro capolavoro di Manet che ritrae un nudo di donna ed anche in questo caso la sua esposizione al Salon del 1865 causò un enorme scandalo, anche più violento di quello precedente. Il soggetto è, infatti, una prostituta ed i suoi contemporanei ne criticarono anche lo stile e la tecnica di realizzazione.

Fra le altre opere di Manet vi sono alcuni ritratti, come Ritratto di Emile Zola (1868) e Ritratto di Zacharie Astruc (1866). Ci sono, inoltre La Donna con Pappagallo del 1866, Il Pifferaio del 1866, Il Ragazzo che soffia sulle bolle di sapone del 1867 ed il Balcone del 1869. La sua ultima opera è stata il meraviglioso Bar delle Folies-Bergère realizzato nel 1882.