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Roma, 29 ott. (Labitalia) – "La nuova legge di bilancio non affronta in maniera netta le questioni più spinose. Nello specifico, la misura del reddito di cittadinanza ufficialmente subisce una stretta, ma l’esiguità del taglio e la maggiore dotazione economica stanziata evidenziano in realtà un rafforzamento della misura, che in termini di aiuto economico ha fornito un valido supporto, ma è carente nella parte delle politiche attive del lavoro. Positivo lo stop definitivo al cashback viste le storture che la sua introduzione aveva comportato. Inoltre, gli 8 miliardi per la riduzione del cuneo fiscale sono sicuramente un dato positivo, tuttavia la traduzione pratica di questo impegno resta affidata a una mediazione politica ancora da costruire e che comunque dovrà tenere conto anche delle intenzioni del parlamento rispetto alla riforma fiscale". E’ il commento del presidente dei centri di assistenza fiscale Caf Cia, Alessandro Mastrocinque.

"Si registrano -continua Mastrocinque- una serie di strette sulle agevolazioni legate all’edilizia: il bonus facciate subisce una importante riduzione passando dal 90% al 60% e il superbonus vede una vera proroga al 2023 per i soli condomini, mentre per le case unifamiliari la proroga c’è ma è rivolta ad una cerchia molto ristretta, i contribuenti con un Isee al di sotto dei 25000 euro, che per caratteristiche nella maggioranza dei casi non hanno nemmeno una abitazione di proprietà. I vecchi bonus (recupero edilizio al 50%, ecobonus al 65%, sismabonus, bonus verde e bonus mobili) sono prorogati al 2024".

"Purtroppo è stata prevista -conclude- la cancellazione della cessione del credito e dello sconto in fattura per tutto ciò che non sia nell’ambito del superbonus e, visto il largo utilizzo che è stato fatto dello strumento della cessione nei due anni in cui è stato possibile utilizzarlo e, gli indubbi vantaggi che ha portato in generale (per l’intera economia) e in particolare per le fasce di contribuenti maggiormente in difficoltà (che potevano monetizzare immediatamente un credito), riteniamo sia un errore a cui porre rimedio nel percorso parlamentare della legge di bilancio".

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