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(Adnkronos) – Fontana ha sottolineato che quella della fornitura di camici dall'azienda del cognato è una vicenda "molto semplice ed oso dire banale", divulgata "dalla più faziosa informazione con il refrain, ripetuto all’inverosimile: 'Dama, l’azienda del cognato del presidente Fontana, cui partecipa al 10% sua moglie Roberta'". Ora "se ne sta interessando la magistratura, che sembrava voler cercare un mio 'ruolo attivo' nella fornitura di quei camici e da pochi giorni ho appreso che mi attribuisce un ruolo nella cosiddetta trasformazione della fornitura da onerosa a gratuita".

Fontana ha sottolineato di aver saputo che "Dama si era dichiarata disponibile a rendersi utile, ad offrire un contributo per rispondere all’emergenza Covid-19. Lo aveva già fatto in precedenti occasioni, ed anche la fornitura dei camici rientrava, per me, nell’ambito della predetta disponibilità". Disponibilità data anche da altre quattro aziende, contattate dall'assessore regionale all'Ambiente, Raffaele Cattaneo.

"Dei rapporti negoziali Aria-Dama nulla ho saputo fino al 12 maggio scorso, data in cui mi si riferiva che era stata concordata una rilevante fornitura di camici a titolo oneroso. Sono tuttora convinto che si sia trattato di un negozio del tutto corretto". Il presidente della Regione Lombardia ha poi però chiesto "a mio cognato di rinunciare al pagamento per evitare polemiche e strumentalizzazioni e di considerare quel mancato introito come un ulteriore gesto di generosità".