"La piccola Azaria uccisa da un dingo"

Dopo più di trent'anni, il più famoso caso di bambino scomparso d'Australia può dirsi finalmente chiuso. A quanto pare, infatti, sarebbe stato un dingo a rapire la piccola Azaria Chamberlain nel 1980. Questa la conclusione delle autorità. Ricordate il giallo? E’ il 17 agosto, e i coniugi Chamberlain, assieme ai due figli più grandi e alla piccola di sole 9 settimane, stanno campeggiando nel Queensland, vicino all'Ayer's Rock. Mamma Lindy, dopo averla fatta addormentare, sistema Azaria nella tenda con uno dei fratelli e raggiunge il marito al barbecue. Pochi attimi, e un pianto di bambino squarcia la notte. Lindy corre alla tenda: Azaria è sparita. Agli altri campeggiatori, racconta di aver visto un dingo allontanarsi. Iniziano le ricerche, ma inutilmente. Solo dopo giorni la tutina di Azaria viene ritrovata accanto a una tana di dingo: nessun resto umano, nessun altro indizio. Sulla tutina non si trovano né saliva né peli dell'animale. Lindy pensa che sia perché la bambina indossava anche una cerata, che, però, sul momento non viene trovata. La polizia è scettica: come può un dingo uccidere e divorare un neonato senza lasciare alcuna traccia? La principale sospettata diventa a quel punto Lindy.

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Per gli investigatori, la donna ha tagliato la gola alla figlia in macchina, inscenando poi un assalto da parte di un dingo. Condannata, Lindy passa sei anni in carcere, al marito Michael vengono comminate pene accessorie. Nel 1986, però, David Brett, un turista inglese, cade durante un'escursione: durante il recupero del corpo, viene ritrovata la cerata di Azaria e Lindy è scarcerata.

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Il 12 giugno 2012, la sentenza conclusiva. Per il coroner Elizabeth Morris, Azaria «è stata attaccata e uccisa da un dingo». La giustizia mette la parola fine, ma parte dell'opinione pubblica australiana resta divisa, per un caso che ha spaccato in due il Paese. In piedi davanti al tribunale, Lindy e l'ex marito Michael. «Siamo felici che questa saga sia finita. L'Australia non potrà più dire che i dingo non sono pericolosi. Viviamo in un Paese bellissimo, ma pericoloso», ha detto Lindy. Michael, ormai ex marito della donna, ha aggiunto: «La battaglia per la verità sulla morte di Azaria è durata troppo. Però voglio dirvi che potete avere giustizia anche quando pensate che tutto sia perduto. Ma la verità deve essere dalla vostra parte. Se sapete di essere nel giusto, non datevi mai per vinti».

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