007: carceri e Centri rimpatri rischio radicalizzazione islamista

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Roma, 2 mar. (askanews) - "Come per il resto d'Europa, l'ambiente carcerario continua del resto a rappresentare una realtà sensibile sotto il profilo della radicalizzazione islamista, che agisce, a sua volta, da moltiplicatore di tensioni e pulsioni violente, nei confronti tanto dei detenuti di fede non islamica o non aderenti alla causa jihadista, quanto degli agenti penitenziari e del sistema carcerario. Aggressioni, disordini e manifestazioni di giubilo in occasione di attentati compiuti in Europa hanno fatto emergere la pericolosità di alcuni stranieri, detenuti per reati comuni e radicalizzatisi dietro le sbarre, per i quali è stato conseguentemente adottato provvedimento di espulsione". È quanto si legge nella Relazione annuale dei Servizi, presentata oggi.

"Evidenze informative e valutazioni d'analisi - si spiega - hanno confermato, più in generale, la potenziale pervasività del messaggio radicale sia nei contesti di maggior disagio, inclusi i Centri di permanenza per i rimpatri - ove le condizioni di marginalizzazione si possono accompagnare al risentimento per un diniego dell'asilo - sia in taluni luoghi di aggregazione islamici, ove sono emersi all'attenzione predicatori di impronta radicale e tentativi di affermare e propagare orientamenti anti-occidentali".