100 anni di Cagliari #2: Manlio Scopigno, 'il Filosofo' rossoblù

Marco Deiana

Chent'annos. Cento anni di ​Cagliari e cento racconti sul club rossoblù. I calciatori, allenatori, dirigenti e presidenti ma anche eventi e curiosità che hanno fatto la storia della società isolana. Un viaggio nel cuore della squadra che rappresenta un'intera regione per cento giorni, fino al 30 maggio 2020, giorno del Centenario rossoblù.

Il mago anticonformista che portò lo Scudetto a Cagliari


Troppo banale definirlo genio e sregolatezza. Lui era molto di più. Forse sarebbe più giusto definire Manlio Scopigno un 'mago  anticonformista'. Un mago quando si trattava di allenare la squadra, un po' - tanto - anticonformista sul modo di comportarsi con dirigenti, giocatori e nella vita di tutti i giorni. Non è da tutti vincere lo Scudetto sulla panchina del Cagliari (anzi, ad oggi è l'unico ad avercela fatta), così come non è il massimo dell'eleganza farsi beccare urinare nel cortile dell'Ambasciata italiana negli States (gesto che gli costò il licenziamento e la fine della sua prima avventura in terra sarda).


Ma andiamo con ordine. L'avventura di Manlio Scopigno da allenatore del Cagliari inizia nell'estate 1966, chiamato dall'allora presidente Enrico Rocca in sostituzione di Arturo Silvestri. La prima stagione sulla panchina rossoblù si chiude con un ottimo sesto posto e vennero gettate le basi per un ciclo che si rivelerà vincente e indimenticabile per la società isolana. Ma i colpi di scena sono dietro l'angolo. Al termine dell'annata il Cagliari partecipa ad una tournée negli Stati Uniti che crea qualche malumore di troppo nello spogliatoio, con i giocatori che chiedono un miglioramento dei loro contratti trovando il pieno appoggio del tecnico, già in lieve contrasto con la dirigenza. La ciliegina sulla torta, se così possiamo chiamarla, arriva in occasione di un ricevimento del Cagliari all'Ambasciata italiana a Chicago. Dopo aver bevuto qualche bicchierino di troppo di Whisky (una delle sue più grandi passioni) chiese indicazioni per il bagno. Quando, scherzosamente, gli fu indicato un cespuglio presente nel cortile, Scopigno senza farsi troppi problemi, urinò nel cortile dell'Ambasciata.


Stupore, incredulità e sconcerto. La notizia arrivò subito a Cagliari. Tornato in Sardegna il tecnico di Rieti vinse il Premio come Miglior Allenatore della Serie A e poco dopo si ritrovò in mano la lettera di licenziamento da parte del presidente Rocca. 


Fine dei giochi? Non proprio. Rimase un anno lontano dai campi da calcio (il Cagliari scelse l'italo-uruguaiano Ettore Puricelli) ma 'blindato' dall'Inter che lo tenne sotto contratto per la stagione 1967-68 per averlo pronto in caso di esonero di Helenio Herrera. Il Cagliari nel mentre cambiò presidente e con l'arrivo di Efisio Corrias venne richiamato Manlio Scopigno. Nell'estate '68 iniziò la seconda parte dell'avventura nel club rossoblù del tecnico di Rieti. Proseguì il lavoro iniziato due anni prima e concluse la sua 'prima' stagione con un secondo posto in Serie A alle spalle della Fiorentina. Il Cagliari era pronto per l'impresa e nella stagione successiva la squadra cagliaritana conquistò il suo prima - e per ora unico - Scudetto.


Dopo la conquista del titolo Scopigno rimase a Cagliari altre due stagioni, non riuscendo più a ripetersi (complice anche l'ennesimo grave infortunio di Gigi Riva). Lasciò la Sardegna al termine della stagione 1971-72 dopo un settimo e un quarto posto in classifica.

Dalla squalifica al fumo: due aneddoti su Manlio Scopigno


Personaggio particolare, probabilmente unico nel suo genere. La mia giovane età (a 30 anni posso definirmi giovane, vero?) non mi ha permesso di viverlo ma su Manlio Scopigno non mancano racconti, storie e aneddoti. Una persona - come già scritto poco sopra -  anticonformista. Un personaggio che amava andare fuori dagli schemi. O meglio, non voleva schemi nella sua vita se non quelli sul campo da gioco, dove poteva sprigionare al massimo la sua creatività da allenatore.  Mi sono rimasti impressi nella mente due aneddoti/eventi della sua avventura al Cagliari. 


Il primo è quello raccontato da Pierluigi Cera in riferimento alla vigilia di un match di Coppa Italia, quando un discreto gruppo di persone della squadra (sette o otto giocatori) si ritrovarono in un'unica stanza per giocare a poker e fumare in libertà. Ad un certo puntò entrò Scopigno. Il gelo nella stanza ma senza alzare la voce il tecnico del Cagliari si siede vicino ai suoi ragazzi e gioca insieme a loro per una mezz'oretta, chiedendo - in tono ironico considerata la nube di fumo presente nella stanza - se  il fumo della sua sigaretta poteva dare fastidio a qualcuno. Il giorno dopo la gara terminò 3-0 per il Cagliari. 


Il secondo aneddoto è invece relativo alla maxi squalifica ricevuta dal tecnico del Cagliari nella stagione dello Scudetto. Il 14 novembre 1969 il Cagliari perde a Palermo per 1-0. I sardi recriminano per un gol annullato a Riva per fuorigioco di Martiradonna, sdraiato a terra nei pressi della bandierina del calcio d'angolo. Lontanissimo dallo sviluppo del gioco. A fine partita Manlio Scopigno consigliò al guardalinee dove infilarsi la bandiera. E diciamo che non è uno dei posti più comodi in assoluto. Ci siamo capiti, no?! Seguirono una serie di insulti che costarono al mister cagliaritano ben cinque mesi di squalifica, poi diventati successivamente quattro, perdendo in totale sedici partite.

Breve biografia di Manlio Scopigno


Manlio Scopigno (Paularo, 20 novembre 1925) arriva a Cagliari nell'estate 1966 portando subito la squadra al sesto posto. Dopo un anno di stop forzato (licenziato per questioni comportamentali), torna a sedersi sulla panchina rossoblù nell'estate 1968. Ci rimane quattro anni, conquistando un settimo, un quarto e un secondo posto oltre allo storico Scudetto 1970. La società cagliaritana lo ha inserito nella sua Hall of Fame.

Articolo e rubrica a cura di Marco Deiana

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