100 anni di Cagliari #49: Pierluigi Cera, il capitano della squadra scudettata

Marco Deiana

​ Chent'annos. Cento anni di ​Cagliari  e cento racconti sul club rossoblù. I calciatori, allenatori, dirigenti e presidenti ma anche eventi e curiosità che hanno fatto la storia della società isolana. Un viaggio nel cuore della squadra che rappresenta un'intera regione per cento giorni, fino al 30 maggio 2020, giorno del Centenario rossoblù.

Il cambio di ruolo e la fascia da capitano


Gigi Riva era il simbolo, Pierluigi Cera era il capitano del Cagliari scudettato. Arrivato in Sardegna - controvoglia - nell'estate '64, ha legato la gran parte della sua carriera da calciatore al club sardo. Nove stagioni da protagonista tra Serie A, Coppa Italia e coppe europee. Arrivato nell'estate '64 come centrocampista, venne trasformato - per esigenze tattiche - in libero. Il fatto risale alla stagione 1969-70, quella dello Scudetto. Con l'infortunio di Tomasini, il tecnico Scopigno si ritrova senza il libero titolare. Da qui l'idea di arretrare Cera al centro della difesa.


"Si era fatto male Tomasini, il nostro libero. Considera che eravamo appena 17 giocatori in rosa e non c'era neanche un centrale difensivo di riserva. Scopigno mi chiese se me la sentissi di scalare dietro. Io risposi di sì, però che avrei interpretato il ruolo a modo mio"



Questa è stata una delle intuizioni più importanti di Scopigno. Nel ruolo di libero, Pierluigi Cera si è letteralmente esaltato. Ha trasformato il centrale difesa nel più classico - al giorno d'oggi - regista difensivo, o meglio ancora centrale difensivo con compiti di costruzione del gioco dal basso, anticipando di fatto la rivoluzione avvenuta negli ultimi anni nel mondo del calcio, con sempre più squadre che affidano ad un difensore dai piedi buoni l'inizio dell'azione.

L'orgoglio di vestire la maglia rossoblù


Un po' come Gigi Riva (e tanti altri), Pierluigi Cera non era convintissimo di trasferirsi in Sardegna, lontano dalla famiglia. Ciò che creava più malumore era l'organizzazione del campionato, che costringeva il Cagliari ad effettuare due partite in trasferta consecutive e due match casalinghi di fila, un modo per evitare continui viaggi da parte della squadra. Questo però portava i giocatori a sembrare sempre in ritiro.


"A Cagliari ci andai controvoglia. Allora faceva due gare consecutive in casa e due in trasferta. Era come star sempre in ritiro. Io in Veneto avevo la famiglia, la morosa. Speravo di finire più vicino a Verona"



Ma come ogni calciatore di quell'epoca, Cera si adatto facilmente a questi ritmi e si innamorò dell'isola. Soprattutto senti forte il peso di dover difendere e onorare la maglia rossoblù. Da capitano ha guidato la squadra alla vittoria dello Scudetto; ha vestito la casacca cagliaritana per nove stagioni, sfilandosela solamente nell'estate 1973 dopo quasi 300 presenze (oltre all'avventura nord americana con il Chicago Mustangs, squadra di proprietà del Cagliari che disputò nel 1967 il torneo della  Western Division, organizzato dalla United Soccer Association e riconosciuto anche dalla FIFA).


"Giocare al Cagliari era un orgoglio, non un peso. Eravamo professionisti, non mercenari. Il calore, l’enorme affetto il giorno della partita. A mezzogiorno lo stadio era già pieno, ed era un tifo civile. Non come a Milano e a Torino, dove ci accoglievano a pietrate sul pullman e per tutta la partita ci urlavano banditi e pecorai”


Al contrario di tanti suoi compagni di squadra di quel periodo, Pierluigi Cera - una volta appesi gli scarpini al chiodo - decise di non fermarsi per sempre in Sardegna, preferendo tornare a casa, in Veneto. Ma l'esperienza a Cagliari rimarrà indimenticabile. 

Breve biografia di Pierluigi Cera


Pierluigi Cera (Legnago, 25 febbraio 1941) ha vestito la maglia del Cagliari per nove stagioni consecutive durante l'era più importante della storia del club sardo. È stato uno dei pilastri - nonché il capitano - della squadra che ha vinto il primo, e per ora unico, Scudetto rossoblù, quello della stagione 1969-70. Arrivato in Sardegna nell'estate '64, ha lasciato l'isola nel 1973 dopo 285 presenze e 6 gol. Il Cagliari lo ha inserito nella Hall of Fame e i tifosi lo hanno votato nella "Top 11 Rossoblù - I più forti di sempre".

Articolo e rubrica a cura di Marco Deiana

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