A 11 anni dall'apertura l'Auditorium delle polemiche si rifà il look

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AGI - Ci sono voluti dieci anni perché quel bozzetto, frutto di una intesa tra amici, dopo aver valicato l'oceano, si traducesse in una opera di cemento e vetro.

L'idea era quella di ‘destagionalizzare' uno dei festival di musica classica più noti al mondo, non fosse altro che per la particolare bellezza del luogo da cui prendeva le mosse, il belvedere di villa Ruffolo a Ravello.

E, appena undici anni dopo l'inaugurazione, sono iniziati gli interventi di restyling pesante all'auditorium Oscar Niemeyer, sospesa tra cielo e terra, ma scatola armonica ormai fortemente ammalorata. L'opera moderna, frutto di uno schizzo dell'archistar brasiliana, proiettata sul mare della Costa d'Amalfi, è circondata dai ponteggi per interventi urgenti di manutenzione. C'è da ripristinare la malconcia calotta, deteriorata dagli agenti atmosferici dell'ultimo decennio e impermeabilizzarla con materiali di ultima generazione.

Dall'inaugurazione, nel gennaio del 2010, nessun intervento manutentivo era stato operato dal Comune di Ravello, ente proprietario della struttura. E' intervenuta così la Regione a finanziare l'intervento manutentivo straordinario per 368mila euro, in virtù di un accordo che vedrà la Fondazione Ravello (di cui sono soci Regione Campania, Comune di Ravello e Provincia di Salerno) gestire villa Rufolo e palazzo Episcopio (i cui restauri potrebbero completarsi entro l'inizio del 2022) e il Niemeyer.  La messa a sistema dei tre contenitori culturali sarà il punto di forza della nuova gestione dell'ente che organizza il Festival di Ravello che si avvia a uscire dalla lunga gestione commissariale, con l'ufficializzazione da parte del presidente Vincenzo De Luca della nomina dello scrittore e Premio Strega 2019 Antonio Scurati, cittadino onorario di Ravello.

Le polemiche

L'auditorium è stato da sempre bersaglio di critiche e al centro di polemiche. Da quando cioè, agli inizi degli anni duemila, il sociologo Domenico De Masi, primo presidente della Fondazione Ravello, ottenne il sostegno dell'allora presidente della Regione, Antonio Bassolino, che finanziò l'opera per circa 16 milioni di euro. Per superare le norme di tutela del paesaggio (in primis il Puc), nel 2006 venne nominato un commissario ad acta, inviato dalla Regione Campania al Comune di Ravello, per la realizzazione dell'opera alla neoeletta amministrazione comunale guidata dal sindaco Paolo Imperato, che aveva basato la propria campagna elettorale sul ‘no' alla realizzazione dell'opera. Con lui le associazioni ambientaliste, a partire da Italia Nostra. I lavori durano quaranta mesi. Quella che fu da subito definita una cattedrale nel deserto costa annualmente alle casse di Palazzo Tolla circa 150mila euro per manutenzione impianti e utenze e si sostiene soltanto grazie ai proventi derivanti dai due garage sottostanti, utilizzati come parcheggi pubblici, e qualche party nuziale di qualche magnate russo pronto a noleggiare piazzale e sala spettacoli. L'ultima gestione era stata affidata a una società napoletana per poco più di mille euro mensili (escluse le utenze) che ha aperto un contenzioso col Comune di Ravello. Poco prima dell'inizio di uno spettacolo, si scoprì che non era stata nemmeno effettuata la regolare manutenzione agli estintori in sala. Il personale addetto dovette prendere in prestito gli schiumogeni di Villa Rufolo. 

L'opinione di Domenico De Masi

Non sono un ingegnere ma non ho motivi per dubitare della serietà della ditta costruttrice dell'Auditorium la quale, se ben ricordo, fornì dettagliate regole di manutenzioni periodiche. Di sicuro, per oltre dieci anni, l'edificio è stato abbandonato a un'incuria sciagurata e imperdonabile che dimostra l'assoluta incapacità di valutare quale fortuna rappresenti per Ravello un'opera d'arte firmata da uno dei massimi architetti del XX secolo”, mette le mani avanti con l'AGI De Masi. Che non dimentica come il bozzetto dell'archistar brasiliana, suo amico personale, sia arrivato senza che Niermayer abbia mai visto se non in fotografia il luogo scelto per una struttura al chiuso per concerti. Il bozzetto è il 23 settembre 2000 nello studio di Oscar Niemeyer a Rio de Janeiro (Brasile). Local architect che ha eseguito il progetto effettivo è lo studio italiano Alvisi Kirimoto e partners.I lavori sono incominciati a settembre 2006 e si sono conclusi nel gennaio 2010, ed è stato inaugurato il 29 gennaio 2010 alla presenza del presidente della regione Campania Antonio Bassolino. Il 31 gennaio si è svolto il primo concerto nell'auditorium, aperto da Lucio Dalla

L'Auditorium non è un impegno oneroso, è un salvadanaio – insiste De Masi - durante tutti gli otto anni della mia presidenza della Fondazione Ravello ho potuto constatare quante straordinarie capacità hanno i ravellesi nel valorizzare i propri beni culturali. In questo caso vi sono responsabilità precise di pochi sciagurati che hanno sommato la mediocrità, l'ignoranza e il livore. L'Auditorium rappresenta la conditio sine qua non per la destagionalizzazione del turismo in un paese che vanta un patrimonio alberghiero unico in Italia, ora inutilizzato per la maggior parte dell'anno. Grazie alle convention, ai meeting, alle mostre, alle sfilate, ai campionati e ai concerti che vi si possono tenere tutto l'anno, l'Auditorium consente di aggiungere al turismo estivo, di tipo ludico, quello d'affari in tutte le altre stagioni.  Durante gli anni della mia presidenza, gli allievi della Scuola di Management Culturale condussero una ricerca sulle potenziali attività realizzabili nell'Auditorium. In seguito fu commissionata a Federculture un'apposita ricerca di marketing. In entrambi i casi fu confermata l'ipotesi che l'Auditorium, lungi dal comportare una spesa, consente molti posti di lavoro e un'attività imprenditoriale di grandi prospettive”.  

Gli interventi di manutenzione

“L'Auditorium è una struttura che per forma, dimensioni e collocazione ha bisogno di una manutenzione costante. E' sovraesposto agli agenti atmosferici: vento, pioggia e sole sono elementi che determinano dilatazioni e restringimenti dei materiali di cui è composta la calotta. Anche il massetto di supporto della guaina cementizia impermeabilizzante e dello strato di finitura si è deteriorato, complici le prolungate e continuative piogge degli ultimi mesi. L'acqua si può deviare ma non si può fermare”, spiega all'AGI l'architetto Rosa Zeccato, responsabile dell'ufficio Lavori Pubblici del Comune di Ravello. “Per questo intervento abbiamo convocato i maggiori produttori di materiali impermeabilizzanti per grosse strutture presenti sul mercato – aggiunge - abbiamo eseguito saggi sulla calotta per comprendere le reazioni dei diversi materiali, i tempi di resistenza agli agenti atmosferici. Utilizzeremo materiali moderni, in particolare una poliurea ibrida, capace di formare un rivestimento impermeabilizzante continuo in orizzontale e verticale, senza giunti e punti di discontinuità, con un grado di elasticità elevato in grado di adattarsi alle diverse geometrie e ai diversi materiali e contenere le azioni meccaniche che agiscono sulla calotta”. Un intervento delicato che prevede “la stipula di una polizza assicurativa decennale che copre eventuali danni dovuti al deterioramento precoce. Ma naturalmente la struttura deve essere manutenuta costantemente, conclude.

L'opinione del sindaco di Ravello

Il restyling per il sindaco di Ravello, Salvatore Di Martino,  “è il punto di arrivo o meglio il punto di partenza di un rinnovato spirito di osmosi e sinergia fra il Comune e la Fondazione Ravello, croce e delizia anche di chi ci ha preceduto, ma cuore pulsante del nostro programma amministrativo. Un obiettivo che si è concretizzato in una mia azione decisa, costante, battagliera per certi aspetti. Troppo spesso in passato, si è insistito su un concetto divenuto quasi astratto, quello di centralità del Comune. Oggi questa centralità è palese, oggettiva: ha numeri, volti, misure, scadenze, date, obiettivi. Il  progetto Ravello” non è un progetto ascrivibile, per meriti, ad una sola entità, ma il concorso di più forze, di più strategie, di interessi che virano per l'interesse comune, del territorio, della collettività, della salvaguardia di un patrimonio unico al mondo.  Ecco perché mi piace guardare a questo intervento di restyling in maniera quasi simbolica: è il restyling più generale dei rapporti fra le due istituzioni, l'inaugurazione di un nuovo percorso fatto di strategie condivise, comuni, vagliate, magari anche contrastate, ma sempre nell'ottica del confronto che porta a casa un risultato certo, concreto”. I  368.041, 96 euro messi in campo dalla Regione sono risorse mirate “a riportare alla giusta dignità e al meritato decoro una struttura ereditata dalla passata amministrazione in una condizione fatiscente e pericolante”. “L''intervento complessivo riguarda l'intero edificio e prevede la sostituzione di alcune superfici vetrate, interne ed esterne, la sanificazione e pulizia delle superfici pavimentate – ricorda il sindaco – ho ottenuto, anche grazie alla disponibilità dell'allora commissario della Fondazione Ravello, Almerina Bove, un ulteriore finanziamento di 50.000 euro per i lavori di manutenzione straordinaria del piazzale dell'auditorium. L'insieme degli interventi garantirà una struttura sicura, bella, accogliente”.  “Una nuova stagione per tutti, insomma”, conclude.

Ravello è pronta per la destagionalizzazione turistica? “Già mentre queste prestigiose strutture sono messe a punto, occorre predisporre tutta l'organizzazione e la formazione indispensabili per la destagionalizzazione. Non si tratta di un'operazione semplice perché da secoli Ravello è abituata alla netta contrapposizione tra il dinamismo estivo e il letargo invernale. Ma questa rivoluzione culturale tratterrà i giovani nel loro paese e cambierà la vita socio-economica della comunità. Ovviamente occorre una regia all'altezza del compito. Ravello sarà il primo paese del Mezzogiorno a sperimentare la destagionalizzazione e, in questo senso, diventerà un punto di riferimento per tutte le zone turistiche d'Italia” sottolinea all'AGI De Masi. E chi sa che questa volta l'auditorium non diventi davvero, anziché il fulcro di scambi di accuse reciproche o braccio di ferro tra istituzioni, l'elemento portante di un nuovo turismo per la costa di Amalfi.