11 ottobre, sciopero nazionale generale: i motivi della protesta

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Sciopero generale l'11 ottobre per i settori pubblici e privati del paese, compresi i trasporti. A rischio trasporti (treni, aerei, autobus, metro, aerei) ma anche scuola e uffici pubblici. Ad indirlo i sindacati di base: Confederazione Cobas, Cobas Sardegna, Cobas Sanità, Cub, Sgb, Orsa, Unicobas, Usi Cit, Usb, con l'obiettivo di "contribuire a costruire una reale opposizione sociale".

Il gruppo Fs fa sapere che l'agitazione partirà alle 21 di questa sera per terminare alle 21 di lunedì 11 ottobre. Cotral informa che l'astensione dalle prestazione lavorative sarà nella giornata dell'11 ottobre dalle 8:30 alle 17 e dalle 20 a fine servizio. Saranno garantite tutte le partenze dai capolinea fino alle ore 8:30 e alla ripresa del servizio dalle ore 17:00 fino alle ore 20:00.Tutte le informazioni sulla modalità di sciopero saranno disponibili sul sito web cotralspa.it e sull’account Twitter@BusCotral.

Le motivazioni

"Siamo di fronte ad un governo composto da partiti di centro-destra e centro- sinistra, tutti uniti sotto la guida del banchiere Draghi, in un quadro di intesa con l’intera Ue, in stretta alleanza con la Confindustria, che vuole approfittare dell’emergenza covid per ulteriori e pesanti riduzioni dei diritti e della forza contrattuale della classe lavoratrice. Da tutto ciò ne deriva una politica di facili licenziamenti, come la sospensione del blocco dei licenziamenti dimostra, le devastanti delocalizzazioni aziendali, una precarizzazione in continuo aumento attraverso la diffusione dei contratti atipici e le esternalizzazioni dei settori privati e pubblici, attraverso la pratica di appalti e sub-appalti che negano i principali diritti a lavoratrici e lavoratori", scrivono uniti i sindacati di base.

"Una politica che riduce progressivamente le regole dei contratti di lavoro, come nel settore della sanità privata. Il processo di privatizzazione della sanità, malgrado il fallimento dimostrato di fronte alla pandemia, continua ad andare avanti imperterrito a scapito di una sanità pubblica, garantita a tutti, dove la salute viene considerata una merce. Nelle scuole si continua una politica di endemica precarizzazione, di classi pollaio, di edifici fatiscenti anche di fronte al persistere covid. Nella logistica, il cuore della distribuzione delle merci nell’attuale sistema, la esternalizzazione è la regola, accanto al non rispetto dei contratti e della pesante repressione verso chi rivendica i propri diritti", proseguono. "Mentre continua la riduzione della rappresentanza effettiva dei lavoratori, sempre più consegnata nelle mani complici della potente burocrazia dei sindacati concertativi" rimarcano.

I sindacati di base osservano, senza mezzi termini che "siamo di fronte ad una politica che utilizza una pesante repressione verso le lotte rivendicative dei lavoratori e lavoratrici, sia con le leggi già promulgate da Salvini quando era al governo, mai modificate, sia con l’uso violento della forza pubblica nei confronti di scioperanti, sia dando copertura all’utilizzo illegale di squadracce pagate per picchiare lavoratori in sciopero"."Di fronte a questo quadro devastante l’intero arco del sindacalismo di base e conflittuale ha ritenuto indispensabile proclamare lo sciopero generale nella giornata dell’11 ottobre, con la volontà dichiarata di continuare questa lotta fino al raggiungimento degli obbiettivi che ci siamo prefissati".

Queste le ragioni e gli obiettivi dell'astensione dal lavoro dell'11 ottobre:

- riduzione del tempo di lavoro a parità di salario per contrastare la disoccupazione dovuta all’informatizzazione e robotizzazione della produzione;

- un lavoro di qualità in termini di diritti, con il contratto a tempo indeterminato come regola generale, l’innalzamento dei salari reali e un salario minimo europeo, l’abolizione del Jobs Act e della riforma Fornero; parità salariale per le donne; no allo sblocco dei licenziamenti e alla sospensione del reddito per mancanza di Green pass; sì alla soppressione di appalti e subappalti, con internalizzazioni a partire dal pubblico impiego;

- rivalutazione delle pensioni attuali e pensioni pubbliche garantite ai giovani:

- un reddito universale, esteso anche alle/ai migranti, che rafforzi il potere contrattuale dei lavoratori/tricii;

- il rafforzamento dei sistemi ispettivi e del ruolo delle RLS, per una reale sicurezza sul lavoro, maggiori sanzioni per i datori di lavoro inadempienti;

- un’inversione di tendenza rispetto ai disastri ecologici e al cambiamento climatico provocati dal capitalismo, evitando operazioni di green washing;

- il rilancio dello Stato sociale, tramite:

a) investimenti nella scuola pubblica, con la riduzione del numero di alunne/i per classe, l’aumento degli organici con l’assunzione delle/dei docenti con 3 anni di servizio e le/gli Ata con 2; per interventi immediati e di lungo periodo nell’edilizia scolastica e nei trasporti locali;

b) investimenti nella sanità pubblica con l’assunzione a tempo indeterminato di infermiere/i , medici e operatori socio-sanitari, potenziando la medicina sul territorio e nelle scuole, contro l’aziendalizzazione e la privatizzazione della sanità; per la sospensione dei brevetti e l’esportazione dei vaccini e della tecnologia per produrli in loco per la lotta alla pandemia;

c) potenziamento del trasporto pubblico, invertendo la privatizzazione/aziendalizzazione degli ultimi decenni, con il ritorno alla gestione diretta da parte dei soggetti pubblici.

d) adeguate assunzioni nel pubblico impiego per rispondere alle necessità sociali (cura anziani e disabili in casa, tutela del territorio e dell’ambiente, bisogni culturali e sportivi ecc.)

Contro la repressione degli scioperi e delle lotte sociali, per una vera democrazia nelle aziende, contro il monopolio dei sindacati concertative sui diritti sindacali..

A Roma si svolgerà un corteo che partirà da piazza della Repubblica (ore 10).

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