14 certificati digitali per rinnovare la Burocrazia: quando e come ottenerli

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certificati digitali
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In arrivo modifiche per quanto riguarda l’aspetto burocratico: diversi certificati saranno disponibili solo in formato digitale. A confermarlo è il ministro dell’Innovazione Vittorio Colao.

Burocrazia, un salto in avanti verso i certificati digitali

Il ministro dell’Innovazione, Vittorio Colao, ha spiegato chiaramento dell’intento di digitalizzare la burocrazia italiana, risparmiando in termini di tempo e costi, in linea con la nuova manovra economica varata dal Governo.

«In tutta Italia e per 14 tipi di certificato, dallo stato civile, alla nascita, al matrimonio, ecc. Liberiamo il tempo delle persone e di chi lavora. Con la ministra dell’Interno Lamorgese diamo un segnale al Paese che non è più tempo di scetticismi, le cose si possono e si debbono fare. Dal 15 novembre per avere un certificato anagrafico non servirà più andare allo sportello: basterà sedersi al computer e scaricarlo. Senza nemmeno pagare il bollo, che in qualche caso arriva fino a 16 euro».

Burocrazia, certificati digitali: la situazione attuale

Vittorio Colao ha proseguito dipingendo lo scenario attuale in Italia: «abbiamo già 24 milioni di carte d’identità elettroniche». E «ci sono anche 25 milioni di italiani che usano lo Spid, l’identità digitale. E questo grazie anche a tutti i partner». Il tema della Sanità digitale invece rimane quello più critico, ma il ministro si è detto fiducioso:

«Abbiamo una situazione disomogenea: una parte del Paese è più avanti persino rispetto ad alcune nazioni europee, un’altra arranca. E il tema è fare in modo che le regioni più lente accelerino per raggiungere quelle più avanti. Per questo insieme al ministro della Salute Speranza e alle Regioni abbiamo avviato due iniziative importantissime: l’architettura per i dati sanitari digitali e le piattaforme di telemedicina. E vogliamo che tutte le Regioni ne beneficino in 2-3 anni».

Burocrazia, certificati digitali: chi organizzerà questo cambiamento

«Anche qui, pubblico e privato lavorando insieme. Una volta stabilite le regole e il metodo tutto è più semplice. Certo solo per la fibra ottica, sul quale lo Stato ha pronti 4 miliardi da investire, significherà creare 10-15 mila posti di lavoro che dovranno concretamente posare e giuntare i cavi. Si tratterà di avere personale preparato. E nei bandi vorremmo privilegiare gli operatori che si saranno portati avanti in termini di formazione».

Infine, il ministro dell’Innovazione ha ammesso che la situazione tecnologica in cui versa l’Italia è spaccata in due, con il Sud Italia che procede a rilento, ma ha compensato dicendo che sono pronti diversi piani di aiuto per il Meridione:

«Il governo nel suo insieme, e le ministre competenti in particolare, hanno ben presente che il Meridione deve cogliere quest’occasione di sviluppo. Delle 6,2 milioni di case, la metà sono al Sud. E anche le gare per il 5G potranno prevedere un’attenzione verso i treni, la mobilità, le zone scarsamente popolate. Nei prossimi mesi si inizierà a vedere quello che potrà essere il volto nuovo del Paese».

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