In 15 mila con il sogno del posto fisso nel Palazzo

Luciana Matarese

I primi che incontri sono i padri. Se ne stanno lì, in piedi a misurare a passi stretti, avanti e indietro, il piazzale che si allarga in mezzo al nulla, appena sotto la scala di ferro dell’ingresso Nord, o appoggiati alla ringhiera nel tunnel coperto che porta ai capannoni della Fiera di Roma nei quali i figli stanno provando a vincere “la grande scommessa”. La chiama così Vincenzo - ride e il naso si arriccia, gli occhi azzurri sprofondati in un reticolo di rughe - che sta aspettando la sua Giovanna, 27 anni - “una bambina, lo so”, si intenerisce - e il sogno di “entrare nelle Istituzioni”. La grande scommessa, ossia superare la selezione - in burocratese “prova preselettiva” - che si è tenuta dal 21 al 23 gennaio a Roma, per partecipare al concorso per consiglieri parlamentari bandito dalla Camera dei Deputati. Cento quesiti a risposta multipla su diritto costituzionale, storia d’Italia dal 1848 a oggi, diritto e procedura parlamentare, diritto amministrativo, politica economica, diritto civile, diritto dell’Unione europea, contabilità dello Stato e degli Enti pubblici.

Trenta i posti, circa 15mila gli aspiranti: nella (s)proporzione, viene da pensare, si riflette il Paese, il nostro, in cui, dati Istat alla mano, due milioni e mezzo di persone cercano un lavoro ma non lo trovano, e, come ha detto nel suo messaggio di auguri per Natale, il Capo dello Stato, Sergio Mattarella, “il nemico da sconfiggere insieme è la mancanza di lavoro, quel lavoro indicato come fondamento della nostra Repubblica”. E se poi, il posto è nei Palazzi del potere, “hai fatto tombola”, allarga le braccia Gianfranco. Suo figlio Jacopo, 37 anni, in tasca una laurea con tesi in diritto delle Istituzioni, lavora già come funzionario della Presidenza del Consiglio, “ma vuoi mettere avere un posto alla Camera?”, aggrotta la fronte Gianfranco e un po’ sembra soffrire, quasi che dall’esito della prova dipendesse il destino della famiglia più che la...

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