15 regioni sostengono proposta Mipaaf su riparto fondi Feasr

Red
·2 minuto per la lettura
Image from askanews web site
Image from askanews web site

Roma, 6 apr. (askanews) - 15 Regioni hanno firmato una lettera congiunta con cui sostengono la proposta di mediazione sul riparto del Fondo Europeo Agricoltura e Sviluppo Rurale (FEASR) per il 2021-2022 avanzata dagli Uffici del Mipaaf, che prevede l'applicazione di criteri oggettivi. A firmare la lettera le regioni Lazio, Abruzzo, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Valle d'Aosta, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte, Sardegna, Toscana, Veneto e le Province autonome di Trento e di Bolzano.

"Per mesi - spiega in una nota l'assessora all'Agricoltura, foreste, promozione della filiera e della cultura del cibo, pari opportunità della Regione Lazio, Enrica Onorati - infatti, abbiamo lavorato nell'ambito della Conferenza Permanente degli Assessori, sia in sede tecnica che in sede politica, per giungere all'individuazione di criteri oggettivi per la ripartizione delle risorse per lo sviluppo rurale 2021 - 2027, già a partire dalla fase di transizione 2021 - 2022, pensando in particolare al numero di aziende agricole, alla PLV, alla SAU e alla superficie forestale. Pur non arrecando il massimo vantaggio alle nostre Regioni, abbiamo accettato con senso di responsabilità, in un periodo così delicato e complesso a causa dell'emergenza sanitaria, criteri che guardassero soprattutto agli interessi generali dell'agricoltura italiana, e ringrazio il ministro Patuanelli per aver proposto una mediazione di sintesi oggettiva".

"Sosteniamo l'applicazione di criteri oggettivi (ovvero statistici, reali, aggiornati) nella determinazione del riparto di risorse - aggiunge Onorati - non per trarre infatti un mero e particolare vantaggio territoriale, ma perché crediamo che il senso del PSR sia quello di disegnare l'agricoltura del futuro partendo da una analisi oggettiva dell'agricoltura presente, dei suoi bisogni, delle sue peculiarità, della sua prospettiva. Vogliamo vedere riconosciuto il valore reale della nostra agricoltura e del nostro comparto agroalimentare regionale di cui dobbiamo andare tutti orgogliosi perché è il prodotto del lavoro faticoso, incessante e appassionato delle nostre imprese e dei lavoratori e custodi della nostra terra. Giovani, innovazione, equa distribuzione del reddito, crescita sostenibile, difesa del valore della produzione e promozione del made in Lazio hanno bisogno di futuro e di collaborazione tra chi è designato a rappresentarli, non della conservazione".