15enne uccide il nonno: era stato rimproverato per il tempo sul cellulare

Carabinieri
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Un 15enne di Chieti ha brutalmente ucciso il nonno. Alla base dell’omicidio ci sarebbe una violenta lite, anche con la nonna, dopo un rimprovero per il fatto che il giovane trascorreva troppo tempo davanti al cellulare.

Chieti, il 15enne che ha ucciso il nonno era stato rimproverato per il tempo trascorso sul cellulare

Una terribile tragedia quella avvenuta nel pomeriggio di ieri, 9 luglio, a Bucchianico, in provincia di Chieti. Un ragazzo di 15 anni, affetto da problemi psichici, ha ucciso il nonno, con una violenta aggressione, che era intervenuto per difendere la moglie, che stava litigando con il giovane.  Il 15enne è indagato per omicidio volontaro aggravato ed è piantonato all’ospedale di Chieti. Il nonno di 78 anni è morto la notte scorsa nel reparto di Rianimazione dell’ospedale di Pescara, dove era stato ricoverato a causa delle gravi lesioni al volto e alle diverse fratture delle costole e lombari. Alla base dell’aggressione ci sarebbe un litigio scoppiato a causa di un rimprovero per il fatto che il giovane trascorreva troppo tempo al telefonino.

Il ragazzo ha problemi psichiatrici

Il ragazzo è un paziente psichiatrico, proveniente da un contesto familiare problematico. Era stato affidato ai nonni materni, con cui viveva da anni. Dopo il litigio con la nonna, per cui è intervenuto il nonno, il giovane ha colpito l’uomo al volto e allo sterno con un’aspirapolvere e con una sedia. Mentre gli saltava addosso con i piedi ha filmato la scena e l’ha condivisa sullo stato di Whatsapp. Il telefonino è stato sequestrato, insieme ad alcuni indumenti. I militari hanno eseguito rilievi fotografici e altri accertamenti nell’abitazione. Dopo l’aggressione il giovane si è chiuso in camera sua ed è uscito solo dopo che i carabinieri lo hanno convinto. Assistito dall’avvocato Roberto Di Loreto, dovrà presentarsi l’11 luglio all?Aquila, davanti al Gip del Tribunale per i Minorenni, Italo Radoccia, per l’interrogatorio di convalida. La sua patologia è certificata e da tempo era seguito dai servizi sociali ed era in fase di completamento la pratica per inserirlo in una struttura riabilitativa.

La reazione di Bucchianico

Bucchianico, un centro di cira 5.000 abitanti, a pochi chilometri da Chieti, è rimasto sotto shock per quanto accaduto. “È una tragedia immane, non doveva succedere, è una tragedia in tutti i sensi, quasi quasi ci si sente impotenti e ci si pone la domanda: che cosa si doveva fare di più? Nel lato negativo, questa vicenda è un insegnamento che ci deve far riflettere sempre di più e cercare in tutte le maniere in questi casi di affrontare il problema prima che sfoci in una tragedia. La nonna veniva a parlare con me e qualsiasi cosa ci chiedeva eravamo sempre pronti ad affrontarla per esaudire le sue richieste. Dall’anno scorso non veniva” ha dichiarato Carlo Tracanna, il sindaco. “Questa situazione ci richiama alla responsabilità e all’attenzione reciproca con gli altri, è un episodio che genera dolore e un pò anche impotenza davanti a una situazione del genere, dinanzi alla sofferenza che certamente anche questo ragazzo probabilmente vive, ha vissuto e vivrà” ha dichiarato padre Germano Santone, parroco di Bucchianico.

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