"A 17 anni posso andare in discoteca, ma non decidere sulla mia salute. Per questo mi sono ribellato"

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ROME, ITALY - JUNE 03: A boy receives a dose of the AstraZeneca (Vaxzevria) COVID-19 vaccine at the Vaccine Hub Auditorium della Tecnica in the Confindustria headquarters, as part of an open week for vaccinations with no age limit, on June 3, 2021 in Rome, Italy. According the Italian government, just over 20 percent of Italians are fully vaccinated, with 37 percent having received a first dose, on par with the European average. (Photo by Antonio Masiello/Getty Images) (Photo: Antonio Masiello via Getty Images)
ROME, ITALY - JUNE 03: A boy receives a dose of the AstraZeneca (Vaxzevria) COVID-19 vaccine at the Vaccine Hub Auditorium della Tecnica in the Confindustria headquarters, as part of an open week for vaccinations with no age limit, on June 3, 2021 in Rome, Italy. According the Italian government, just over 20 percent of Italians are fully vaccinated, with 37 percent having received a first dose, on par with the European average. (Photo by Antonio Masiello/Getty Images) (Photo: Antonio Masiello via Getty Images)

“Alla mia età sono libero di sballarmi in discoteca ma non di avere voce in capitolo su questioni come la mia salute. È assurdo che io non possa partecipare a una decisione tanto importante. Alla fine quando sei un ragazzo l’ultima parola è dei genitori anche se tu non sei d’accordo”. È l’inizio della storia racconta da un ragazzo fiorentino di 17 anni raccontata al quotidiano ‘La Repubblica’, che si è rivolto ad un avvocato per affrontare i genitori che non sono d’accordo sulla vaccinazione.

Raggiunto tramite Gianni Baldini, presidente della sezione di Firenze dell’Associazione avvocati matrimonialisti italiani, il ragazzo racconta la sua situazione familiare. “Sono figlio unico. La mia famiglia è unita. I miei genitori hanno un bel lavoro, sono laureati, ma sono anche no-vax convinti. Ritengono che il vaccino sia pericoloso, infatti non sono vaccinati e vogliono impedire a me di farlo” afferma.

Il ragazzo racconta che dopo il no dei genitori al vaccino si sentiva “frastornato”. Solo dopo ha scelto di rivolgersi ad un legale. “Ho parlato con i miei amici e chiesto aiuto a scuola. Il legale dell’associazione proverà a farli ragionare. Ai miei non ho ancora detto che ho parlato con un avvocato - prosegue il ragazzo - Loro dicono che nessuno può obbligarli a vaccinarsi, perché i vaccini sono pericolosi, però vogliono costringermi a non farlo. A me sembra una contraddizione, per questo ho cercato un modo per convincerli. Anche alcuni miei compagni di scuola vorrebbero farlo ma non hanno ricevuto il permesso dalle famiglie”.

Il 17 enne si scaglia contro tutti coloro che pensano che i vaccini non siano del tutto sicuri. “Per me chi dice che non sono sicuri per via della sperimentazione troppo rapida dice una scemenza. Poi ognuno è libero di fare quello che gli pare, anche se proprio quelli che n...

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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