1700 volte Ciz Cantina e Cucina

(Adnkronos) - Dopo la recente assegnazione delle Tre Bottiglie del Gambero Rosso, abbiamo chiesto a Vincenzo Gautieri cosa ha reso il suo locale un punto di riferimento per gli amanti del vino e della buona tavola.

Un periodo di grandi successi per Vincenzo Gautieri e per il suo staff. Di fatto, il suo locale nel quartiere di Porta Venezia a Milano, ha collezionato un successo dopo l’altro. Dall’assegnazione del premio per la migliore carta vini nella categoria “Osteria- Trattoria” della Milano Wine Week, fino all’entrata in guida con le tre bottiglie del Gambero Rosso, il nome di Ciz è oramai sulla bocca di tutti e l’esperienza enogastronomica che offre è certamente da provare.

Una selezione attenta, profonda e interessante. Vincenzo, detto Ciz, è un oste nato e se c’è una cosa che colpisce di lui è certamente l’attenzione e il coinvolgimento che riesce a creare quando con il vino può divertirsi e far divertire. Il suo locale è un luogo all’insegna della cucina tradizionale rivisitata e la sua carta un vero e proprio tributo a chi il vino lo ama, lo ricerca e lo beve, con gusto e consapevolezza.

Un successo dopo l’altro! Quanto conta un riconoscimento alla carta vini nell’affermazione di un ristorante?

I premi in generale incuriosiscono ed attirano le persone a frequentare il ristorante che li riceve: poi chiaramente sta a tutto lo staff dimostrare che quel riconoscimento è meritato, altrimenti il cliente occasionale non si trasformerà mai in un habitué. Fa sempre comunque piacere ricevere un premio, vedendo riconosciuto tutto il lavoro che si è svolto: dà alla squadra tante motivazioni in più.

Oltre 1700 etichette. Come si arriva ad un numero così importante di referenze?

Quando l’obiettivo è quello di far vivere delle esperienze ai clienti, la ricerca e la scoperta di nuovi produttori è importante. E ricerca dopo ricerca arrivare a 1700 etichette si fa in fretta.

Dal Messico a Barolo, gli appassionati sono più curiosi di scoprire una nuova etichetta italiana o straniera?

Gli affezionati alle Langhe come alla Borgogna, ad esempio, difficilmente si allontanano da quei territori. Io a volte li provoco dando loro vini alla cieca (di provenienze differenti) che spesso li sorprendono, ma poi tornano sempre lì. Ci sono al contrario tanti clienti che amano esplorare soprattutto vini esteri. Per noi è importante far capire alle persone che di produttori bravi e terroir ottimi per il vino è pieno il mondo.

Quanto c’è del tuo gusto personale all’interno della tua carta vini?

L’impronta della nostra carta vini rispecchia molto il mio gusto personale. Come tutti ci sono vini che amo maggiormente e altri meno. Ad esempio, l’Amarone non rientra tra i miei preferiti ma in carta ne abbiamo diversi. Ma anche in questo caso, la scelta fatta per quelli che abbiamo in lista è prendere quanti si avvicinano maggiormente ai miei gusti.

Quanto pesa il vino nella costruzione del prestigio di un ristorante?

Oggi secondo me il vino ha un peso paritetico al cibo. Diverse persone quando decidono di andare a cena scelgono anche in funzione della carta che il ristorante possiede. Ho notato che soprattutto i giovani danno una grandissima importanza alla wine list. Quindi, chi decide di partire oggi con un’attività di ristorazione è bene che trasmetta sia la passione per il cibo sia quella per il vino. Ultimamente sono stato chiamato per delle consulenze da alcuni amici ristoratori che hanno una grandissima passione per il cibo e una modesta passione per il vino. Ecco, queste persone le trovo intelligenti perché hanno capito che i tempi cambiano e loro cercano di stare al passo.

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