"A 18, dopo Non è la Rai, ho scoperto per la prima volta il volto della depressione"

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Il suo più grande desiderio, sin da piccola, è stato diventare madre. La sua più grande paura quella di essere completamente paralizzata, spaventata da tutto quello che le accadeva attorno. In un’intervista a Vanity Fair,  Ambra Angiolini, parla delle gioie e dei dolori che l’hanno accompagnata durante la sua vita.  “Io sono sempre stata quella con i sogni più strani. E con i momenti più scuri di una notte buia”, racconta. 

La felicità, quella che ti appaga e ti fa sentire in pace con il mondo, Angiolini l’ha ottenuta con la maternità. 

“Quando ero bambina, in quinta elementare, avevo un diario titolato Cenerentola in cui scrivevo che la cosa che volevo fare da grande era la mamma (...). A 18, dopo Non è la Rai, non essere madre mi fece scoprire per la prima volta il volto della depressione. Il dottore mi disse di partire per il Brasile. Così presi l’aereo e andai a Rio per iniziare la mia esperienza come volontaria con un medico dell’Ospedale San Camillo di Roma che operava i bambini. Fu bellissimo e travolgente. Ma la vera sensazione di sazietà fu quando rimasi incinta di mia figlia. Era come se fossi stata affamata d’amore per tutta la vita e improvvisamente ero sazia. La vera sensazione di sazietà fu quando rimasi incinta di mia figlia. Era come se fossi stata affamata d’amore per tutta la vita e improvvisamente ero sazia”, spiega a Vanity. 

Nonostante avesse coronato il suo sogno, gli anni della maternità sono anche quelli in cui sono arrivati i momenti più bui. La protagonista del film “Brave ragazze” ha incominciato a essere paralizzata da una paura totalizzante. Racconta: 

“Inverno 2011. Forse 2012. Stavo facendo un lavoro importante e iniziai a sentire che avevo paura di tutto. Di fare le scale, di prendere l’ascensore. Poi l’aereo e il treno. Infine, quando anche il bagno è diventato un luogo inquietante, mi sono detta: il raggio della vita si sta stringendo troppo. Le paure stavano dominando la mia...

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