2 giugno: Mattarella, 'Repubblica è libertà, democrazia, legalità, solidarietà'

·2 minuto per la lettura
default featured image 3 1200x900
default featured image 3 1200x900

Roma, 2 giu. (Adnkronos) – "A volte le istituzioni possono sembrare fragili, esposte a sfide inedite. Accadde, ad esempio, negli anni bui della violenza terroristica di varia matrice. Gli attentati, le stragi, i ferimenti, gli omicidi. Sono state tante le vittime della ferocia di chi voleva sovvertire lo Stato con le bombe o con le armi. Nei cinquantacinque giorni dopo l’eccidio di via Fani e il rapimento di Aldo Moro la Repubblica visse il suo momento più difficile. La risposta degli apparati dello Stato per molti aspetti apparve incerta di fronte all’attacco terroristico. A salvare la democrazia in quel passaggio drammatico, stringendosi intorno alle istituzioni democratiche, fu prima di tutto la straordinaria mobilitazione popolare". Lo ha sottolineato il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione della cerimonia al Quirinale nel 75/mo anniversario della Repubblica.

"Il no alla violenza -ha ricordato il Capo dello Stato- netto, forte, determinato dei partiti, dei sindacati, dei cittadini. Le piazze piene di persone di ogni età e di differente orientamento culturale e politico. Il coraggio di chi, come l’operaio e sindacalista Guido Rossa, scelse di denunciare i terroristi e per questo pagò con la vita. Il senso del dovere di magistrati e forze di Polizia. Una risposta di popolo che spazzò via le ambiguità di chi teorizzava assurde e intollerabili equidistanze tra lo Stato e i terroristi. Il terrorismo è stato sconfitto e lo Stato ha prevalso con gli strumenti del diritto. Anche per questo possiamo dire: la Repubblica è libertà e democrazia".

"Come possiamo dire: la Repubblica è legalità. E mentre lo diciamo -ha proseguito Mattarella- avvertiamo il dovere di fare memoria di chi ha pagato con la vita il proprio impegno contro le mafie. Quelli noti e quelli meno ricordati. Uomini dello Stato, semplici cittadini, esponenti politici, sacerdoti, giornalisti, che con il loro sacrificio hanno saputo dare speranza e fiducia a chi non si rassegna alla prepotenza criminale".