200 sindaci a Conte: "Senza risorse impossibile contenere disagio sociale"

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"La seconda ondata della pandemia sta trasformando i centri urbani in luoghi di disagio sociale dove le prime avvisaglie di violenza rischiano di mettere ancora più in crisi i Comuni, già messi a dura prova dalla gestione del Covid". E' l'appello rivolto al premier Giuseppe Conte, sottoscritto da oltre duecento sindaci di tutta Italia appartenenti a diversi schieramenti politici per iniziativa promossa da Alessio Pascucci, sindaco di Cerveteri e coordinatore di Italia in Comune, che ha scritto una lettera al premier Conte raccogliendo adesioni di amministratori pubblici di tutta Italia.

"L'ultimo Dpcm - si legge nella missiva al premier - contiene norme dirompenti, che per milioni di lavoratori e imprenditori significano fallimento, povertà e disagio sociale. Norme che andavano concertate con i territori e che, soprattutto, andavano anticipate da provvedimenti di sostegno reale all'economia del Paese. In questi mesi invece si è preferito investire sui monopattini, sul reddito di cittadinanza o sui famigerati mono banchi che con la didattica a distanza rimarranno chiusi nei magazzini delle nostre scuole. Abbiamo avuto mesi per preparare il sistema Italia alla seconda ondata, ma si è perso tempo lasciando ai cittadini il compito di auto regolamentarsi senza indicazioni e sostegno alcuno".

"Per questi motivi i sottoscritti firmatari Le chiedono di prendere provvedimenti concreti a sostegno dell’economia del Paese, garantendo allo stesso tempo agli Enti Locali le risorse e il personale adeguato per affrontare l’emergenza nazionale. Questa Pandemia, come ha più volte ricordato il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, si può sconfiggere solo se lo Stato in tutte le sue diramazioni agisce nella stessa direzione, con l’intento di perseguire il bene dei suoi cittadini, in questo caso la salute e la sicurezza delle nostre comunità".