I FATTI DELL'ANNO

2012, nascite in calo: il motivo è (anche) negli uomini

(LaPresse)Nascono sempre meno bambini in Italia, come in tutta Europa. Anche il 2012 ha confermato questo trend, ma una ricerca francese dimostra come alla base del calo di nascite non vi sia solo la situazione economica che impone, spesso, alle coppie scelte dolorose di fronte a una crisi che fa diventare i bambini un lusso. Il problema è anche degli uomini. E dei loro spermatozoi.

“Gli spermatozoi, l'unica forza, tutto ciò che hai” cantava anni fa Renato Zero. Una realtà che negli ultimi 20 anni è, però, cambiata tantissimo. Uno studio francese, infatti, dimostra come la quantità e la qualità degli spermatozoi nella popolazione europea è crollata in maniera pericolosa negli anni '90, limitando pesantemente la fertilità maschile. Le colpe possibili sono l'alimentazione, lo stile di vita e, ma qui si passa al puro campo delle speculazioni, intimo troppo stretto.

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Prendendo in esame ben 26mila uomini, infatti, tra il 1989 e il 2005 la produzione di sperma sarebbe crollata di un terzo e, in egual misura, sarebbero scesi gli spermatozoi considerati sani. Dati che vengono confermati anche da ricerche minori, ma credibili, in diversi Paesi occidentali e che, visto il trend di crescita, tendono a peggiorare anche oggi. Un problema spesso sottovalutato anche da medici e ricercatori, ma che questa nuova ricerca pone in primo piano. In sedici anni, infatti, la concentrazione di spermatozoi per millilitro è passata da 71,4 milioni a 48,8 milioni, con un calo annuale di circa il 2%.
Non solo, perché la produzione non solo è calata del 32,2%, ma nello stesso periodo la percentuale degli spermatozoi considerati morfologicamente normali è passata dal 64% del 1989 al 41% del 2005. Un problema grave, che viene aggravato dalla situazione sociale ed economica in cui ci troviamo in Europa oggi. Come sottolinea il professor Richard Sharpe, dell'University of Edinburgh, Scozia, “le giovani coppie rimandano la nascita di un figlio a causa dell'instabilità finanziaria delle famiglie, iniziando a cercare di procreare dopo i 30 anni. Cioè quando la fertilità femminile inizia il suo declino”. Ciò, aggiunto ai problemi riscontrati dalla ricerca, mostra come nel 2012 diventare genitori sia un terno al lotto.

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Nonostante ciò, però, in Europa il tasso di nascita si è assestato, fermando quell'emorragia che aveva colpito il Vecchio Continente per anni. Nel primo decennio del nuovo millennio, infatti, solo 
Cipro, Lussemburgo, Malta e Portogallo hanno ancora un segno negativo, anche se in tutta Europa la media di fertilità è ancora pericolosamente sotto il 2,1 figli per donna, cioè il numero che garantisce la parità tra nascite e morti in un Paese. In 14 nazioni europee il dato è addirittura sotto l'1,5 figli per donna, portando a un calo demografico grave.

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