In 2020 in Italia agricoltura ha perso 4.258 imprese

Red
·2 minuto per la lettura
Image from askanews web site
Image from askanews web site

Roma, 11 mar. (askanews) - Nonostante nel 2020 quello dell'agroalimentare sia stato uno dei pochi settori italiani a reggere l'urto delle conseguenze economiche della pandemia e, anzi, ad aumentare il fatturato, l'agricoltura ha perso ben 4.258 imprese rispetto al 2019, risultato del saldo fra nuove iscrizioni e cessazioni registrate dalle Camere di commercio. Secondo l'ultimo Rapporto InfoCamere-Movimprese di Unioncamere, le perdite più forti hanno colpito il Nord-Est (-1.996 imprese), il Nord-Ovest (-1.573) e il Centro (-771), mentre il Sud ha chiuso il bilancio in attivo con 52 ditte in più.

Eppure anche il Mezzogiorno ha subito i colpi della crisi, anche se in maniera non uniforme: -373 aziende in Campania, -282 in Molise, -80 in Basilicata, -18 in Abruzzo, compensate da +465 in Sardegna, +203 in Calabria, +70 in Sicilia e +67 in Puglia. E' l'effetto di diverse politiche agricole che legano alternativamente le sorti delle coltivazioni zonali al km zero, alla Gdo, all'export o alla trasformazione industriale. Il Recovery Plan è, quindi, l'occasione per investire in programmi utili a dotare tutte le aree geografiche del Paese di sistemi agricoli in rete capaci di adattarsi rapidamente e di reagire ai cambiamenti.

Frattanto, però, le imprese agricole chiedono sin da subito di potere disporre di liquidità immediata per mettere a frutto i raccolti di primavera-estate e, soprattutto, di sostenere progetti di investimento in nuove reti d'impresa e filiere competitive e sostenibili. A questo scopo è stato siglato l'accordo tra Fidimed, intermediario finanziario 106 vigilato da Bankitalia con rete nazionale e facoltà di erogazione diretta, e Agrifidi, Confidi minore del Mezzogiorno specializzato nel credito alle imprese agricole.

L'obiettivo dell'accordo è, in generale, quello di offrire alle imprese agricole italiane finanziamenti rapidi e diretti, di importo fino a 300mila euro, garantiti fino al 90% dal Fondo centrale di Garanzia di Mediocredito Centrale e contro-garantiti dai Confidi, oltre a fidejussioni commerciali, attestazioni di capacità finanziaria e finanziamento di programmi di investimento asseverati da Business plan. In particolare, poi, i due Confidi offrono assistenza tecnica e sostegno finanziario alla creazione, organizzazione e sviluppo di filiere specializzate.