2021, un anno di showbiz all'ombra del Covid

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La cancellazione dei concerti di fine anno nelle piazze delle maggiori città e la polemica sull'ipotesi di tampone obbligatorio per l'ingresso nei cinema e nei teatri sono un po' la sintesi della speranza delusa di una ripartenza a tutto tondo che aveva animato il settore dello spettacolo all'inizio del 2021.

L'anno che sta per finire si è aperto con le polemiche per il Sanremo senza pubblico di Amadeus e Fiorello, costretti a rivolgersi ad una platea di palloncini nel Teatro Ariston (che in quanto teatro, pur ospitando uno show tv, non poteva essere aperto al pubblico mentre i teatri continuavano a rimanere chiusi). Dal festival però è partita anche una delle storie memorabili del 2021: la vittoria dei Maneskin con un brano rock duro e puro, nel tempio delle ballate melodiche, era già di per sé un evento storico. Ma la rockband romana dopo aver espugnato il festival all'inizio di marzo con 'Zitti e Buoni' davanti ai favoritissimi della vigilia, Francesca Michielin e Fedez, il 22 maggio è riuscita nell'impresa di vincere l'Eurovision Song Contest, riportando così il concorso in Italia (sarà Torino ad ospitarlo nel 2022). E il loro rock, insieme agli abiti glam e all'atteggiamento disinvolto, ha fatto breccia in poche settimane ben oltre i confini europei, raggiungendo vette mai toccate da una rockband italiana anche negli Usa, dove non a caso i Rolling Stones hanno permesso ai quattro ragazzi romani di aprire la data di Las Vegas del loro tour.

A fare da contraltare all'impresa gloriosa dei Maneskin, le tante perdite subite anche quest'anno dal mondo dello spettacolo. Una su tutte, la scomparsa di Raffaella Carrà il 5 luglio, forse quella che ha scosso di più l'opinione pubblica, non solo perché tra spettacoli televisivi e canzoni la conduttrice e cantante ha accompagnato oltre 50 anni di storia italiana ma anche perché in pochissimi sapevano che sarebbe potuto accadere, visto che la Raffa nazionale aveva tenuto in grande segreto la sua malattia. Gli omaggi tributati a Raffaella, anche all'estero (a Madrid le è stato intitolata una piazza prima che in Italia), sono paragonabili solo a quelli rivolti alla signora della danza Carla Fracci, scomparsa meno di due mesi prima: il 27 maggio.

Mentre le riaperture dei luoghi di spettacolo al chiuso, tra cinema, teatri e sale da concerto, con capienze limitate e disposizioni disomogenee al livello nazionale collegate al colore pandemico delle regioni (bianco, giallo, arancione e rosso), ha alimentato dalla primavera slanci di ottimismo ma anche proteste sull'insostenibilità economica di allestimenti con numero di spettatori ridotto, l'estate si è dipanata tra affollati spettacoli all'aperto (concerti, prosa, lirica e cinema nelle arene) e tormentoni intergenerazionali. Nell'airplay estivo 2021 la vera novità sono le associazioni tra giovani star e icone attempate: ad altissima rotazione in radio e negli stabilimenti balneari hanno risuonato 'Mille', cantata da Fedez e Achille Lauro con Orietta Berti, e 'Toy Boy' di Colapesce e Dimartino con Ornella Vanoni.

In assenza degli stadi e dei palasport, ancora un miraggio per i concerti nel 2021 e riprogrammati con margini di incertezza persino per l'estate 2022, ha tenuto banco ad agosto la polemica per il concerto estemporaneo convocato con il passaparola ad Olbia dalla superstar sarda del rap Salmo e svoltosi in sostanziale assenza di distanziamento e mascherine. Con mondo della musica equamente diviso tra condanna (tra tutte quella di Fedez che si scambierà insulti con il rapper trasgressore) e approvazione (anche quella di un pacato ma fermo Francesco De Gregori).

Settembre si è aperto con i buoni auspici di una Mostra del cinema di Venezia ripopolata di star ma con il tappeto rosso ancora 'murato' agli occhi di fan e curiosi.

La notizia dell'autunno, complice il buon andamento della campagna vaccinale, è la riapertura con capienza al 100% (con mascherina e green pass) di cinema e teatri. I numeri al botteghino non sono esaltanti: c'è da vincere la paura dei singoli e l'abitudine consolidata dalla pandemia della visione sulle piattaforme streaming dei film.

E infatti, se gli spettacoli in presenza faticano, vola invece la produzione di audiovisivo con le piattaforme che offrono intrattenimento in streaming (da Netflix ad Prime Video, a Disney+) in crescita costante e bisognose di contenuti.

E non è un caso che uno dei film più attesi dell'anno, 'È stata la mano di Dio' di Paolo Sorrentino, presentato a Venezia e in vari festival internazionali con plauso unanime della critica e candidato italiano all'Oscar, sia il primo prodotto da Netflix nella carriera del regista napoletano e arriva nelle sale il 24 novembre con una finestra di tre settimane (concessione eccezionale per le abitudini del colosso streaming) prima di approdare il 16 dicembre sulla piattaforma.

Tra gli highlights dell'anno non si possono non segnalare i Ferragnez, grandi protagonisti sotto l'albero: prima con il nuovo disco di Fedez 'Disumano' (uscito il 26 novembre ma preceduto da una campagna virale lanciata con la fake news di una possibile candidatura di Fedez alle politiche del 2023, finita su diverse prime pagine) e poi con la serie tv sulla famiglia più seguita sui social, approdata su Amazon il 9 dicembre (i primi cinque episodi) e 16 dicembre (i successivi 3) con grande successo.

Il finale dell'anno è segnato anche dal ritorno della prima della Scala a Sant'Ambrogio, con il 'Macbeth' di Giuseppe Verdi diretto da Riccardo Chailly, per la regia di Davide Livermore e la platea delle grandi occasioni, con mascherina e green pass, a partire dall'applauditissimo presidente della Repubblica, Sergio Mattarella (a cui il pubblico ha chiesto in coro il 'bis', alludendo alla scadenza del suo mandato). Non ha avuto la stessa fortuna l'inaugurazione della stagione di danza alla Scala che era prevista per il 15 dicembre con La bayadère. La prima è infatti slittata al 21 dicembre a causa di un focolaio di positività al Covid registrato sia tra ballerini che tra personale della produzione.

Prima di salutare l'anno si è svolto anche il rito annuale dell'annuncio dei cantanti in gara a Sanremo 2022 (dall'1 al 5 febbraio), che vedrà sul palco tanti artisti della generazione Z, da Blanco a Sangiovanni, e alcuni grandi ritorni, come Gianni Morandi, Massimo Ranieri, Donatella Rettore e Iva Zanicchi. La media anagrafica del cast è comunque molto giovane con Amadeus che prosegue la sua opera di svecchiamento del festival e sembra rispondere ad un'altra grande tendenza del 2021: la fuga sempre più massiccia dalla tv generalista del pubblico giovane, che tanto preoccupa le emittenti.

Insomma, il 2021, trascorso tra riaperture, ripartenze e false ripartenze, slanci e paure, si chiude con la grande speranza che il 2022 possa segnare davvero il superamento della pandemia e la fine delle limitazioni. Ci sperano soprattutto artisti e indotto legati ai grandi concerti, quelli negli stadi e nei palazzetti, fermi da due anni. In molti hanno scommesso che la prossima estate sarà quella buona, da Vasco, pronto per i grandi festival e gli stadi, a Jovanotti, che ha pianificato il ritorno dei suoi Beach Party. E tutti si augurano che il nuovo anno dia loro ragione.

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