24 ore al mese su TikTok, meno di 23 su YouTube

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I nuovi dati Android mostrano come gli utenti TikTok passino sulla piattaforma 24 ore al mese negli Stati Uniti, contro le 22 ore e 40 minuti di YouTube, dopo un lungo testa a testa che ha visto TikTok vincitore dallo scorso aprile. E il gap si allarga se guardiamo alla Gran Bretagna, dove TikTok ha sorpassato YouTybe già a giugno 2020. I dati sono stati forniti dall’agenzia di monitoraggio e analisi del mercato delle app App Annie, che nel suo ultimo report definisce TikTok, che ha anche lo scettro di app più scaricata del 2020, come l’applicazione che ha “capovolto il panorama dello streaming e dei social”.

Sono dati che, seppur significativi, vanno guardati in prospettiva: gli utenti di YouTube a livello mondiale sono ancora un numero nettamente superiore, 2 miliardi su base mensile contro i 700 milioni di TikTok (dati riferiti da ByteDance relativi a ottobre 2020), e YouTube resta al primo posto tra le app social e di intrattenimento su Android, con il primato delle ore totali di utilizzo (non divise per utente). Però la crescita della rivale è netta: prima della pandemia il tempo passato dagli utenti su YouTube era del 50% superiore a quello speso su TikTok. Sono comunque dati parziali: prima di tutto perchè si riferiscono ai soli utenti Android, e poi perché il parametro del tempo speso sulla piattaforma non include la Cina, dove TikTok, nella versione in mandarino Douyin, è una delle app più popolari e diffuse.

Ma la lotta non è solo sui tempi di connessione: si tratta anche di una rimonta del “light internet” nei confronti dei contenuti di maggior spessore. I video brevi di TikTok hanno un livello di engagement meno intenso rispetto ai contenuti più ampi che si trovano su YouTube. Uno scenario però che anche qui sembra destinato a cambiare. Infatti entrambe le piattaforme, nella loro guerra per catturare e trattenere gli utenti, stanno lanciando nuove funzioni che permettono su YouTube (con la sezione Shorts) di caricare video brevissimi, e su TikTok di arrivare fino a tre minuti (ma si vocifera anche di test sui 10 minuti). Un’azione simile a quella fatta da Instagram, che da un lato ha le storie di 15 secondi e i reel da 30, dall’altro permette di postare video fino a 1 minuto nel feed e poi ancora con IGTV dà la possibilità di caricare 15 o addirittura 30 minuti di contenuti.

Senza dimenticare lo streaming. Secondo il report di App Annie i ricavi maggiori per i creator arrivano da tutte quelle app che permettono il live streaming di eventi. Tre quarti dei soldi spesi nella top 25 delle app social deriva proprio da questo. Sia TikTok che YouTube, ad esempio, danno la possibilità agli utenti di comprare “applausi” o “gettoni” con cui ricompensare gli streamer durante le dirette. E lo stesso possono fare gli spettatori dei match live sul sito di gaming Twitch. A loro disposizione i “Bits”, una moneta virtuale da usare per fare il tifo per il proprio giocatore preferito.

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