25 aprile, cosa è la Brigata Ebraica e perché non sarà a Roma

La Brigata Ebraica fu parte attiva del movimento di liberazione dell’Italia dal nazifascismo, eppure da anni suoi reduci sono fatti oggetto di insulti e minacce da parte degli altri partigiani. (Credits – AP)

Si avvicina il 25 aprile, la Festa della Liberazione, e come ormai di tradizione da alcuni anni si scatenano le polemiche attorno alla Brigata Ebraica. Che quest’anno ha già fatto sapere che non ci sarà alle manifestazioni organizzate dall’ANPI a Roma, dove non parteciperà neanche il PD. Ma cosa è la Brigata Ebraica e perché non sarà a Roma?

La Brigata ebraica, definita Chativah Yehudith Lochemeth (“Forza di combattimento ebraica”) dai suoi membri, fu una formazione militare alleata, inquadrata nell’esercito britannico, che operò durante la seconda guerra mondiale. Operò in Italia e in Austria. Il corpo venne costituito il 20 settembre 1944 e ne facevano parte ebrei provenienti dai territori che sarebbero divenuti l’attuale Israele, cui si aggiunsero ebrei provenienti anche da altre terre, allora soggette al controllo britannico (Canada, Sudafrica ed Australia), cui si sarebbero uniti poi altri militari ebrei, di origine polacca e russa.

La Brigata venne inviata nel novembre 1944 sul fronte italiano. Sbarcata a Taranto, l 3 aprile 1945 a Brisighella (Appennino tosco-romagnolo) fu consegnata alla Brigata la propria bandiera azzurro-bianco-azzurro con la stella di David al centro. La Brigata combatté con le proprie insegne a fianco di unità italiane e polacche. Nel corso del ciclo operativo in Italia tra il 3 marzo ed il 25 aprile 1945 la Brigata Ebraica ebbe 30 morti e 70 feriti.

Insomma, la Brigata Ebraica fu parte attiva del movimento di liberazione dell’Italia dal nazifascismo, eppure da anni durante le manifestazioni per il 25 aprile i suoi reduci sono fatti oggetto di insulti e minacce da parte degli altri partigiani. Perché? Semplice, perché molti componenti che fecero parte della Brigata ebraica tornarono o si trasferirono in Israele dai loro Paesi originari, portando con sé l’esperienza militare acquisita. Essi contribuirono in maniera significativa alla nascita dell’esercito israeliano e alle sue vittorie nelle prime guerre che presto si trovò a sostenere.

Insomma, il problema è prettamente politico, con la maggioranza dei partecipanti alle manifestazioni del 25 aprile che sono dichiaratamente anti-israeliani e filopalestinesi. E questo 25 aprile, come già negli ultimi anni, l’ANPI ha invitato alle manifestazioni le organizzazioni palestinesi presenti in Italia. Una decisione contestata fortemente dalla comunità ebraica, che contesta una decisione chiaramente antistorica. Perché se durante la Seconda Guerra Mondiale gli ebrei della futura Israele combatterono a fianco degli alleati contro i nazisti e i fascisti, dall’altro lato i palestinesi sono gli eredi del Gran Mufti di Gerusalemme che si alleò con Hitler con le proprie bandiere.

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