Terrorismo: catturato a Palermo il detenuto evaso a rischio radicalizzazione

Ben Mohamed Ayari Borhan – WEB

(KIKA) – MILANO – Ben Mohamed Ayari Borhan, il cittadino tunisino evaso nella notte tra il 17 e il 18 maggio, è stato catturato a Palermo e riportato in carcere. Stava per imbarcarsi per la Tunisia con un passaporto falso dopo essere scappato dall’ospedale Fatebenefratelli di Milano, dov’era stato trasferito dal carcere di Opera per accertamenti (aveva detto di aver ingoiato una lametta da barba).

La sua fuga è durata otto giorni e forse si trovava a Palermo dal 20 maggio. Ieri sera, sabato 26 maggio, si è recato alla bigliettera per imbarcarsi per la Tunisia e non sapeva che dall’altra parte dello sportello c’era un agente del Nucleo Investigativo Centrale (NIC) della polizia penitenziaria e altri uomini appostati per catturarlo. Dopo l’arresto è stato portato in carcere a Palermo.

Borhane è ritenuto pericoloso e a rischio radicalizzazione ed era stato trasferito a Opera dalla casa di reclusione di San Gimignano, dove stava scontando una pena per traffico di droga in esecuzione di un ordine di carcerazione emesso dalla Procura di Bologna. Fin dal 2014 era monitorato per la sua inclinazione a predicare la Jihad e in carcere si era autoproclamato Imam.

Nella sua cella è stato anche tovato materiale propagandistico ed era ritenuto pericoloso. Come detto, nei giorni scorsi era stato portato all’ospedale Fatebenefratelli perché aveva detto di aver ingoiato una lametta da barba. Qualche giorno prima pare che avesse addotto la stessa motivazione ed era già stato portato nello stesso nosocomio, ma poi aveva ammesso di aver mentito ed era stato riportato in carcere. Per gli investigatori si sarebbe trattata di una messinscena, forse per preparare la fuga.

L’indagine è stata coordinata da Alberto Nobili, capo del pool antiterrorismo di Milano e affidata al pubblico ministero Ilaria Perinu. Ora seguiranno gli accertamenti per verificare se l’uomo abbia avuto complici e appoggi logistici durante la fuga.